GUIDA Piano di Sorrento/Parrocchiale di San Michele
Storia
La chiesa risale al IX-X secolo ed è stata ristrutturata più volte nel corso dei secoli. La prima riedificazione avvenne nel 1405.
Nel 1688 un terremoto distrusse l'edificio, compreso il campanile. I lavori per la ricostruzione della chiesa furono completati nel 1726. Nel 1914 la chiesa divenne basilica pontificia. La struttura ha una facciata bianca e un portone decorato da colonne infiorate.
Interno
L'interno è formato da più cappelle. Sulla destra, accanto all'ingresso, si apre la Cappella dei Marinai con la statua di Santa Maria di Trapani. Subito dopo c'è la Cappella Lauro con un dipinto della Vergine del Carmelo e San Francesco di Paola. Poi c'è la Cappella Maresca con una tela della Vergine col Bambino, San Francesco e Santo Stefano.
La cappella successiva è quella di Mastellone che contiene una statua della Vergine Addolorata e una statua in legno di Cristo morto. La cappella del Santissimo Rosario si caratterizza per la presenza di una tela che raffigura l'omonima Vergine che dà il rosario a San Domenico. L'ultima cappella della navata destra è la Cappella Massa con all'interno un trittico del Cinquecento, opera di Marco Pino.
La navata centrale presenta un ampio spazio per il coro in legno, due acquasantiere che risalgono al XVIII secolo appoggiate ai pilastri della navata e un pulpito in marmo.
Il soffitto è decorato da tre quadri che raccontano la vita di San Michele. L'altare maggiore, in marmo, presenta angeli della scuola del Bernini e il tempio al di sopra contiene una statua di San Michele che risale al Settecento.
Anche la navata di sinistra è formata da una serie di cappelle. La prima è la Cappella Cota o Cafiero con un dipinto che raffigura la Vergine del Soccorso.
Subito dopo si apre la Cappella dell'Ecce Homo con un altare del Settecento. Le cappelle successive sono quella del Sacro Cuore di Gesù, quella della Vergine delle Grazie e due della famiglia Maresca con all'interno due quadri, uno raffigurante la Caccia di Sant'Eustachio, l'altra la Deposizione di Cristo.
All'interno della sagrestia tre quadri sono ben visibili: Scene della peste, la Madonna della Neve e San Tommaso che tocca il costato di Gesù.






