GUIDA  Spoleto/Edifici Religiosi/Chiesa Santa Maria in Mariano

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Spoleto/Edifici Religiosi/Chiesa Santa Maria in Mariano

Chiesa Santa Maria in Mariano - Panoramica
Chiesa Santa Maria in Mariano - Panoramica

  • Facente parte di un complesso rurale, sito non molto distante dalla Strada Provinciale 459 ed all’inizio della rotabile che adduce alla Frazione Bazzano Superiore, risale al XII-XIII secolo ed ha parte delle murature realizzate con materiale di recupero proveniente da una preesistente costruzione di origine romana. Oggi si presenta modesta e molto rimaneggiata dai vari restauri e rifacimenti succedutesi nel corso dei secoli.

Esterno

  • La facciata, parzialmente coperta da un portico che la unisce alla casa rurale, conserva il portale ad arco acuto e la sovrastante bifora originale. Nelle pareti interne del portico sono i resti di un affresco tardo-quattrocentesco con l’Incoronazione della Vergine ed una Santa.Il campanile, disposto lateralmente, è costituito da una piccola vela costruita sopra la torre colombaia annessa. Presso l’ingresso, all’interno di una nicchia ricavata nella parete sinistra, è una Crocifissione cinquecentesca con iscrizione in italiano che ricorda il committente. Nella parete laterale esterna dell’edificio sono inseriti due cippi funerari con iscrizioni (Cippo A: C. TERENTIO C.F. ACASTO IN FR. P. XV IN AGR. P. XV; Cippo B: IN FR. P. XV IN AGR. P.XV).

Interno

  • L’interno, a navata unica e tetto a capanna, è completamente spoglio di arredi e, forse, il pavimento originale ed il sottostante ossario si trovano sotto quello attuale, rifatto nel XVIII secolo. Conserva interessanti frammenti pittorici, del 1300: sulla parete destra Cristo Benedicente e ripetute immagini di Madonna con il Bambino e di San Sebastiano; nel presbiterio la Natività della Vergine. Si tratta di iscrizioni sepolcrali. La prima riporta il nome del titolare del sepolcro, Caio Terenzio Acasto figlio di Caio (forse un personaggio di origini non romane).
Curiosità:
- Secondo la tradizione l'edificio fu fatto erigere da San Brizio, primo Vescovo di Spoleto nel I secolo, che vi pose anche un fonte battesimale (come ricordato da un’iscrizione apposta dal frate Nicolò Petrucca da Spoleto, che nel 1600 fece restaurare l’edificio.
- La struttura è di proprietà privata ed una parte del fabbricato è adibito a civile abitazione.