GUIDA  Spoleto/Edifici Religiosi/Chiesa Santi Filippo e Giacomo

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Spoleto/Edifici Religiosi/Chiesa Santi Filippo e Giacomo

Chiesa Santi Filippo e Giacomo - Frazione Cese
Chiesa Santi Filippo e Giacomo - Frazione Cese

  • Ubicata nella Frazione Cese, un piccolo nucleo abitato posto nei pressi di un’importante arteria stradale medievale che collegava la Valnerina alla Valle Spoletina e che (scavalcando le alture del Monte Fionchi – q. 1.337) scendeva a Spoleto per proseguire nel nord Italia, ha un aspetto architettonico risalente al XVI secolo anche se le sue origini sono molto più antiche e derivanti da una Cappella del XIV secolo.

Esterno

  • La facciata è ornata da un portale in pietra con arco a tutto sesto, con sopra un oculo centrale con un’immagine della Madonna su vetro. La copertura a capanna, con il campanile a vela a un solo fornice posto frontalmente all’apice del tetto, accoglie ora due piccole campane. A fianco c’è la canonica, con la facciata abbellita da un’edicola e da un orologio.

Interno

  • A navata unica, con pavimento di lastre di pietra locale,presenta nella parete sinistra due affreschi cinquecenteschi ritraenti San Rocco e San Sebastiano ed un affresco (datato 1544) raffigurante San Leonardo, protettore dei Carcerati. Nell’arco del presbiterio sono raffigurati a sinistra San Nicola, sopra l’Angelo annunciante, al centro ed in alto, Dio Padre Benedicente, a destra la Madonna Annunziata, sotto Santa Lucia. Nel catino absidale l’Incoronazione della Vergine tra Angeli in gloria e l’Arcangelo che le porge il giglio di purezza, con la palma simbolo del martirio di Gesù. Nel tamburo absidale, da sinistra ed incorniciati da finte architetture i Santi Filippo e San Giacomo; segue una Crocifissione, incorniciata da un paesaggio umbro; posti sulla destra del tamburo gli affreschi raffiguranti San Pietro e San Paolo. Nella parete destra una tela, firmata Giovan Battista Tosi Mantovano F. (anno 1659), mostra la Madonna del Rosario che assurge in gloria tra San Domenico, ai cui piedi un libro aperto recita "Ave Maria tota pulchra es Maria regina san Rosari ora pro populo" e San Francesco, che porge la mano al petto e indica la sua regola, in un carteggio con la scritta "Et machula non est in te".