GUIDA  Torino/Personalità Illustri/Campo Umanistico/Letteratura/Edoardo Ignazio Calvo

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Torino/Personalità Illustri/Campo Umanistico/Letteratura/Edoardo Ignazio Calvo

  • Nacque a Torino nell’anno 1773 ed ivi morì nell’anno 1804. La sua figura si colloca a metà tra medicina e poesia, tra scienza e letteratura ed è considerato come l'iniziatore della poesia piemontese ,utilizzata come mezzo per raggiungere ed educare più facilmente il popolo. Negli anni che intercorsero tra la Laurea in medicina e l’inizio dell’esercizio della professione, fu in Francia dove partecipò alle rivoluzioni giacobine attendendo che il vento della Rivoluzione Francese soffiasse anche in Piemonte. I suoi componimenti poetici si contraddistinguono per il tono antireligioso e di critica nei confronti della nobiltà e del clero in generale. Le prime composizioni furono del periodo tra il 1879 e il 1799 quali Il mondo in "Statu quo" (suo primo tentativo poetico eroicomico in ottave, scritto in lingua italiana) e le "Folíe religiose" (in dialetto piemontese). La sua opera più nota è "Fàule moraj" (Favole Morali), dodici favole poetiche in terzine in cui i protagonisti sono animali ed altre figure allegoriche, che presenta temi storici e morali di stampo anti-bonapartista. Successivamente compose: "Mëssé Edoard" , la "Petision dij can a l'Ecelensa Ministr dla Poliss" e "Ai ven për tuit la soa" (osía l'"Artaban bastonà", comédia an ocasion che 'l Médich Giuli,un dij prim birbon dël pais, a l'é stait bastonà sota ij pòrti d'Pò da sior Sesca ai 7 mars 1804 con sodisfassion general). L'opera migliore dal punto di vista dell'ispirazione è l'ode "An sla vita d'campagna" in cui si manifesta con sincerità di toni, e senza la consunta retorica di tradizione bucolica, l'amore per la campagna e per le semplici gioie che essa può dare.