GUIDA  Torre Annunziata/Villa di Lucio Crasso Terzo/I Reperti

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La villa B era destinata all'immagazzinamento e allo smercio dei prodotti agricoli. Negli ambienti intorno al peristilio sono stati infatti trovati cumuli di anfore da vino, pesi di pietra, noci, nocelle e alcuni modii per la misurazione del grano e di imballaggi, mucchi di piccoli melograni acerbi disposti a strati nelle foglie a seccare. Questi frutti, splendidamente raffigurati in una coppa di vetro nella sala da pranzo della Villa A di Poppea, venivano anche usati per estrarre tannino che serviva per la lavorazione dei tessuti. Dagli studi effettuati dal Laboratorio di Scienze applicate della Soprintendenza archeologica di Pompei sui materiali organici della Villa B, sono stati evidenziati i pollini di grandi quantità di specie vegetali presenti nella zona. Il notevole numero di pentolame in bronzo e terracotta, insieme a due bellissime lucerne dal manico cesellato a testa di cavallo e a foglia a cuore, sono un’ulteriore riprova che al momento dell’eruzione la Villa era abitata. Tra i pezzi da poco restaurati sono brocche per acqua e vino, pentole da fuoco, un tegame largo con coperchio, una coppa in terracotta invetriata decorata a bassorilievo, un candelabro in bronzo a piantana, perfino contenitori in vetro. L’oggettistica in vetro è stata salvata miracolosamente dal crollo di una porzione di parete che ha creato una specie di intercapedine, provvidenziale riparo. Tanti altri i reperti ancora da restaurare, dai fermi delle porte ai cardini, tutti sono fonti eloquenti del nostro passato.