GUIDA Valdastico/Il Ritorno dal Bosco
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Descrizione
La rievocazione del "Ritorno dal bosco" si fa ogni 2 anni (anni pari). Partecipano ben 300 figuranti e gli abitanti con quello che hanno fanno rivivere trasformando case, garage, finestre un tempo che non c'è più.
A disposizione dei visitatori vengono allestiti ben 18 parcheggi, gestiti in maniera esemplare dalla protezione civile e corpo Volontari Carabinieri.
Il percorso della sfilata una volta si svolgeva lungo l'antica Via della Singela, un percorso che dai confini dell'Altopiano di Asiago scende fino alla Valdastico i boscaioli e melgari ritornavano a valle in autunno attraverso questo sentiero.
Vengono inoltre allestite circa cento postazioni di prodotti tipici unite alle lavorazioni artigianali, dal fabbro al calzolaio, dal fornaro (fornaio) alle lavandare (lavandaie).
Una volta in queste valli come cibo non c'era molto di più di una fetta di polenta e un pezzo di formaggio il pane era considerato un lusso. Il granoturco in dialetto viene chiamato "sorgo" e le spigolatrici venivano chiamate le "sgranasorgo".
C'è anche la possibilità di poter veder praticare la "lissia", Una parola ormai persa e dimenticata: 2 volte all'anno in primavera e autunno, soprattutto con la biancheria per i letti, si usava "fare la lissia". cioè immergere lenzuola e federe nella cenere. Con questo sistema si sbiancavano, ma soprattutto era un modo per disinfettarle e profumarle.
La sfilata rievoca il tempo di quando finisce il lavoro in montagna, il bosco si colora, arriva l'autunno e la vita del paese riprende con i ritmi di sempre. Vengono riproposti personaggi della tradizione, quali:
- Le anguane
- erano le fate buone, vivono negli anfratti delle rocce, a controbattere "l'orco e la stria". Per i bambini bravi e buoni esaudivano desideri. C'è tuttora nei pressi di Valdastico una roccia chiamata "soio delle anguane".
- lo spazzacamino
- se aveva un figlio, quando cominciava ad avere un'età ragionevole (per l'epoca) per lavorare, dove non arrivava lo spazzacamino era il bambino che andava nei posti più difficili, in quanto più magro poteva muoversi all'interno del camino con più facilità.
- Il lattaio
- passava nelle varie stalle per raccogliere il latte munto che portato in un cooperativa veniva poi venduto. Oppure si poteva acquistare il latte dai singoli proprietari della stalla.
Viene anche rievocato un dramma tristissimo per quelle valli: nel maggio 1916 le popolazioni dovettero abbandonare le abitazioni portando con sé ben poche cose, gli austro-ungarici stavano avanzando.
Sfilano persino gli emigranti, partiti all'epoca con uno scopo guadagnare "un franco" (dei soldi) per poi costruirsi una casetta al proprio paese.
Chiude la sfilata la "Transumanza", cioè quando dalle malghe o alpeggio più o meno verso metà Ottobre le mucche scendevano a valle o in pianura. Una volta si scendeva a piedi, ora invece le mucche vengono caricate su camion e tutto è più comodo e facile. Soltanto una famiglia di Malgari da una decina di anni ripete questa antica usanza e con 300 mucche scendono dalla piana di Marcesina (Altopiano di Asiago) a Bresanvido in Provincia di Vicenza circa 110 km tutti a piedi per l'antica via impiegando tre giorni e tre notti.






