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VENERE
Venere (in latino Venus, in greco Afrodite) era una delle maggiori dee romane principalmente associata all’amore, alla bellezza e alla fertilità , l’equivalente della dea greca Afrodite.
Venere era la consorte di Vulcano. Era considerata l’antenata del popolo Romano per via del suo leggendario fondatore, Enea, svolgendo un ruolo chiave in molte festività e miti della Religione romana.
I Greci connettevano il nome di Afrodite con la spuma del mare (afròs), dalla quale ritenevano che fosse nata; diffusosi il suo culto in Occidente, prima ad Erice in Sicilia e poi fino a Roma, la dea venne onorata col nome di Venere (da venus, venustas = bellezza).
Nella Teogonia di Esiodo si narra come Afrodite, nata dal mare in una serena giornata di primavera, venne portata dagli Zefiri prima a Citera, da dove su una conchiglia fu trasferita a Pafo nell’isola di Cipro. La stagione e il luogo: la primavera e il mare. La stagione che ha dato il via al ciclo della vita sulla terra è stata la primavera; dal Caos primigenio le nascenti forme di vita trovarono la loro sede naturale nel mare. Ecco congiunti la primavera e il mare per generare Afrodite.
Il mito attribuiva alla dea diverse unioni con dei (Efesto, Ares) e con mortali (Anchise, Bute, Adone). Era venerata con vari epiteti che alludevano alla sua qualità di suscitatrice della vegetazione (Anthéia), di protettrice della navigazione (Pontìa), o dei combattenti (Areia, e in tal caso essa era venerata accanto ad Ares); gli altri a lei frequentemente dati di Ouranìa, “celeste” e Pandemos “di tutto il popolo”, sono riferiti alla sua natura di dea dell’amore spirituale e sensuale.
La bellezza di questa divinità è stata celebrata da poeti e scrittori antichi e moderni che ne hanno messo in risalto attributi particolari della personalità e si sono comunque sentiti affascinati da lei. Amore sacro dunque, e amore profano, forza primigenia della natura, dea protrettrice di tutte le forma di vita e presso molti popoli.
SEPARATA:
” Per il racconto piu’ straordinario, e al medesimo tempo piu’ comune, che sto
per narrare, non aspetto ne’ pretendo di essere creduto. Sarei davvero pazzo a
pretendere che si presti fede a un fatto a cui persino i miei sensi respingono
la loro stessa testimonianza. Eppure pazzo non sono, e certamente non vaneggio.
Ma domani morro’, e oggi voglio scaricare la mia anima. Mio scopo immediato e’
di porre innanzi al mondo, in modo piano, succinto, e senza commenti, una serie
di casi semplicemente domestici. Nel loro concatenarsi questi fatti mi hanno
terrificato, mi hanno torturato, mi hanno annientato. Non tentero’ tuttavia di
spiegarli. Per me essi non hanno rappresentato che orrore; a molti invece piu’
che terribili essi sembreranno BAROQUES. In seguito forse un intelletto sapra’
condurre il mio fantasma al senso comune, un intelletto piu’ calmo, piu’
logico, meno eccitabile del mio, il quale scorgera’ nelle circostanze che io
descrivo con terrore, null’altroche un normale susseguirsi di cause e di
effetti naturalissimi. ”
IL GATTO NERO-E.A.POE
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3 commenti a “venere separata”
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Ciao, ti conviene ripostarla a colori, perché il b/n non è ammesso.
Ciao Vale, forse ti è sfuggito o non sai che il B/N non è ammesso dal regolamento.
Se puoi, riproponila SUBITO a colori, perchè andando fuori concorso, perderai i voti ricevuti.
Poi chiedi di annullare questa alla redazione sul forum in “eliminare foto”.
confermo e sposto fuori concorso
