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Il Duomo di Orvieto, gioiello dell’arte gotica italiana, fu costruito sulle fondamenta di un tempio etrusco, dopo che erano state demolite la cattedrale di Santa Maria e la chiesetta di San Costanzo. La costruzione del Duomo, iniziata nel 1290, nacque dal bisogno di custodire il lino insanguinato del Miracolo di Bolsena. e, soprattutto, dall’orgoglio degli orvietani di mostrare la loro grandezza. Ci sono dei dubbi sull’attribuzione dei disegni originali dell’edificio e della facciata: forse il primo capomastro della fabbrica del Duomo fu Fra’ Bevignate da Gubbio (costruttore, insieme ai fratelli Pisano della Fontana Maggiore di Perugia) che probabilmente operò su disegni di Arnolfo di Cambio. Un ventennio più tardi assunse la direzione dei lavori Lorenzo Maitani (senese, detto il “Maestro Sottile” che, a causa di alcuni cedimenti sui muri perimetrali dell’edificio, dovette costruire due archi rampanti di sostegno (in parte ancora visibili), entro cui furono in seguito ricavate le Cappelle di San Brizio e del SS Corporale. Al Maitani sono anche attribuiti i bassorilievi sui pilastri della facciata e i disegni originali della stessa. E’ comunque certo che l’artista senese conferì a tutto il complesso una impronta di rilievo cui i numerosi architetti e capomastri che lo seguirono dovettero riferirsi. Nel 1347 subentrò nella direzione dei lavori Andrea Pisano, cui forse seguì, nel 1359, Andrea di Cione detto l’Orcagna, cui è attributo lo splendido rosone. Seguirono Giovannino di Meuccio contadino e Antonio Federighi, che operò fra il 1451 e il 1456, inserendo sul paramento moduli di ispirazione ormai rinascimentale, come le dodici edicolette che si aprono sopra il rosone. Solo in pieno Cinquecento, con Michele Sanmicheli, si realizzarono la cuspide mediana e le due laterali, che, nonostante l’epoca, riflettono pienamente lo stile gotico originario. Stesso discorso per le guglie: quella alta di sinistra, realizzata a partire dal 1505 ed ultimata, da Ippolito Scalza, nel 1569; quella alta di destra, a partire dal 1516 e completata, da Antonio da Sangallo il Giovane, nel 1543. Terminerà la facciata Ippolito Scalza con la costruzione delle ultime guglie (1571-91). Così malgrado lo scorrere dei secoli, la facciata appare ancora oggi stilisticamente uniforme, come se fosse stata realizzata in pochi anni
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1 commento a “Duomo di Orvieto”
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Un duomo di orvieto imponente nella sua bellezza che l’uso di un grandangolo ti ha aiytato a comporre in un atriste giornata di pioggia
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Ciao e buone feste