Risultato voto a scrutinio: 1.91 (Scrutinio: 1447°; Totale: 13668°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 3/17 (18%); 2° = no; 3° = no; 4° = no;
Il termine “casino” già fa comprendere che non si tratta di una masseria, ma di una residenza da diporto; in realtà esso è molto di più: quasi un castello, dotato di elementi di difesa, che offriva anche tutti i “comforts” ai nobili residenti.
Lo status sociale dei proprietari e il potere esercitato nei dintorni è ancora ben riflesso all’esterno attraverso le caratteristiche costruttive. Tutto l’edificio risulta essere realizzato con dura pietra calcarea tagliata a conci bugnati.
La struttura è composta da un edificio compatto a forma parallelepipeda su tre superfici serrato tra quattro torri che in modo originale non sono poste agli angoli, ma a coppie sui fianchi dell’edificio; esse risultano separate fra loro solo da finestre al primo piano (che su entrambi i lati danno luce al salone di rappresentanza) e, in asse, da porte al piano terra, entrambe architravate.
Sempre al primo piano, loggiati angolari con due archi a tutto sesto per lato e pilastro bugnato centrale, alleggeriscono il blocco edilizio. ottenne di risiedere nella residenza di famiglia per le precarie condizioni di salute Don Cataldo aveva in progetto di realizzare una pubblicazione sulla storia della provincia di Bari, verificata sulla scorta di documenti conservati vegli archivi di famiglia, con testimonianze dirette. Purtroppo riuscì a realizzare soltanto la storia del vicino borgo di Loseto. Alla sua morte la costruzione passò alla famiglia Fascina.
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