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La masseria, già nel nome indica la propria origine monastica, è ubicata in collina a vista dei torrente Gravina, tra Matera e Montescaglioso, o dista sette chilometri dal capoluogo nel cui agro ricade.
La tenuta, che deve l’attuale persistente denominazione al fatto d’essere appartenuta all’Abbazia benedettina caveosana di S. Angelo, per effetto delle leggi napoleoniche eversive degli ordini religiosi fu confiscata ed alienata al Demanio dello Stato, pervenendo poi con altre alienazioni a privati cittadini, quali gli attuali proprietari.
La costruzione, che si sviluppa su pianta pressoché regolare, si articola attualmente in un unico e compatto piano-terra, con una gran corte interna ed, in definitiva, con tutte quelle caratteristiche sufficienti a farne un insediamento fortificato. Sicuramente il complesso era, un tempo, dotato di un piano superiore, oggi irrimediabilmente perduto, che probabilmente offriva un valido contributo all’immagine di fortino come si rileva da significativi resti di muratura sul Iato orientale, da una caditoia sul fronte principale, da una cornice marcapiano sulle cortine nord-occidentali e, segnatamente, da una rampa d’accesso a quel medesimo, inserita nella muratura d’ingresso:
Vale ricordare che gli ambienti, un tempo comprensibilmente destinati a cappella e dormitori come pure a pollaio, trappeto e depositi vari, sono oggi esclusivamente utilizzati quali depositi di attrezzi agricoli.
La masseria che è stata una florida azienda finché è appartenuta al composito gruppo famiIiare-manageriale Riario-Sforza-Nugent proprietario di un vasto tenimento in agro di Irsina, non è mai stata un insediamento residenziale bensì solo agricolo-produttivo, perciò dei tutto privo di appartamenti padronali regolarmente presenti in altri analoghi compiessi del Materano.
Acquistata nel 1703 dai marchesi Riario-Sforza, è poi pervenuta nel 1821 al conte Laval Nugent, imparentato con i Riario-Sforza per le nozze con la principessa dl Sassonia, Giovannina Riario-Sforza; il conte tenne ben salda la tenuta fino ai primi del ‘900, in seguito gli eredi la smembreranno ed, in questo senso, dei tutto decisivo sarà l’esproprio del 1955 operato dall’Ente di Riforma Fondiaria (attuale E.S.A.B.), che la quotizzerà e l’assegnerà a numerosi braccianti.
Tipologicamente irrilevante, la costruzione si articola su due livelli, con al plano-terra i locali adibiti a servizi e depositi mentre al piano superiore son posti gli ambienti per la gestione della proprietà terriera; vi è per altro inclusa, anche se isolata dalla struttura centrale, la cappella privata dei marchesi Riario costruita nel 1770, attualmente sconsacrata è in corso di recupero da parte dell’ente Parco Murgia.
Fonte: www.basilicata.cc
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