9 Febbraio 2010 alle 19:05

L’ombra

di Adelia Rumanato (Roma, Lazio. Castelli e Fortificazioni. Categoria D)

Roma - L'ombra


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Il castello della Magliana è una costruzione fortilizia, nella via omonima, nella zona Magliana Vecchia, nei pressi del Tevere, a Roma. È chiamato anche villa pontificia alla Magliana, perché utilizzata in passato come residenza di campagna dai papi.
Il castello è ricordato nell’XI secolo come possedimento del monastero di Santa Cecilia in Trastevere; ad esso era annesso un oratorio dedicato a Giovanni Battista, che risaliva anch’esso al Medioevo.
L’opera di completo restauro e riadattamento dell’edificio medievale fu iniziata nel XV secolo sotto il pontificato di Sisto IV e proseguì con Innocenzo VIII che nel 1490 fece abbattere gran parte delle strutture medievali e costruire un nuovo edificio che porta il suo nome; in seguito Giulio II aggiunse un nuovo palazzetto con porticato e grandi finestre a croce mozza e fece ristrutturare l’antica cappella di San Giovanni Battista, per la quale lavorò, tra gli altri, anche Raffaello Sanzio. L’epoca di maggior splendore fu durante il pontificato di papa Leone X (1513-1521) che, oltre ad abbellire ulteriormente gli edifici chiamandovi a lavorare il Bramante e Michelangelo, trasformò la villa in un luogo di incontri letterari, di concerti e spettacoli teatrali.
Con la fine dell’epoca rinascimentale, anche il castello cadde in disuso e progressivamente abbandonato; fu dato in proprietà al monastero di santa Cecilia in Trastevere, che lo affittò a privati. Nel 1957 l’intero complesso è stato acquistato e restaurato dal Sovrano Militare Ordine di Malta. Oggi ospita gli uffici e la direzione del vicino ospedale San Giovanni Battista, di proprietà dello stesso Ordine.

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8 commenti a “L’ombra”

  1. pinot scrive:

    Ormai dovresti saperlo che mi garba star solo e sotto questa ombra mi ci trovo proprio a modino. Poesia minimalista, zen.

  2. Adelia Rumanato scrive:

    L’ho pensata proprio per te questa foto, ho sistemato a modino l’erbetta all’ombra dell’albero, l’ho asciugata e stesa e… ho aspettato che tu arrivassi. Benvenuto Pinot, accomodati pure, qui nessuno ti disturberà!

  3. pinot scrive:

    Però a ripensarci mi garbano anche i giovanili anni della mondanità sulla terrazza Mascagni, il passeggio con le belle signore livornesi i cui “capelli paion vivi ,deh son vivi ” (Curzio Malaparte), l’atmosfera tra ottocento e novecento…be’ mi tempi.

  4. Adelia Rumanato scrive:

    Povero il mio vecchio Pinot… nostalgico!
    Indietro non si torna, caro mio, si punta la prua verso il futuro e si va avanti, così come meglio riusciamo a navigare!
    E che “il naufragar ti sia dolce in questo mar”! (Pardon, Giacomo, per questa personalizzazione del tuo “Infinito”!).

  5. pinot scrive:

    Bello l’augurio per uno che sa poco nuotare…

  6. Adelia Rumanato scrive:

    Nel mare della vita non occorre saper nuotare, solo riuscire a non affogare e… non è proprio la stessa cosa! E poi, se hai già vissuto a cavallo di due secoli……. beh, direi che te la sai cavare piuttosto bene! ;-)

  7. pinot scrive:

    Scusa se ti saluto di fretta ma le suore ci vogliono a letto presto (peccato in TV c’é il Festival…) Notte.

  8. Adelia Rumanato scrive:

    ‘Notte simpatico Pinot!

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