Risultato voto a scrutinio: 26.23 (Scrutinio: 632°; Totale: 4871°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 8/14 (57%); 2° = 8/14 (57%); 3° = 14/30 (47%); 4° = no;
Il duca Emmanuele d’Elbeuf innamorossi perdutamente della figliuola del duca di Salsa, nobile, savia ed avvenente dolzella, e dopo poco la tolse in moglie, formando l’idea di edificare un palagio che a tanto elevato connubio corrispondesse.
I dintorni di Napoli son tanto e poi tanto vaghi che il doversi decidere a sceglierne uno tra essi per dimora come più ridente ed ameno non è la più facile cosa del mondo. Ciascun luogo ha la sua particolare attrattiva, la sua bellezza speciale. Elbeuf volse intorno lo sguardo e dopo aver ammirato le isolette ed i promontori, le colline ed i campi, fermossi a considerare quel monte che forma la maraviglia di Europa.
Divenne estatico. Da esso collo sguardo passò al golfo che ne lambisce giocondamente il pittoresco piedistallo, e col correre coll’occhio dal monte Vesuvio al mare venne esaminando la lussureggiante e maestosa selva che dai fianchi del vulcano estendeasi sino alla marina, intramezzata da ville e palagi e giardini e casali tranquilli e deliziosi.
Restò fisso a contemplare Portici. Credette rinvenire (e con ragione) tutto quello che egli ricercava. Vedeva in questo luogo riunito come per incanto un mare tranquillissimo, un monte sorprendente, e poi bosco, giardini, quiete, aere purissimo e cielo d’Italia! Che potea desiderar di più? [...]
Il duca d’Elbeuf stabilì quindi di costruire in Portici un sontuoso castello.
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