4 Novembre 2010 alle 00:01

Concattedrale dei Santi Alberto e Marziale

di alexZalex (Colle di Val d'Elsa, Toscana. Categoria C)

Colle di Val d'Elsa - Concattedrale dei Santi Alberto e Marziale


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Duomi d'Italia 428 115 9 Ottobre 2010 10 Ottobre 2010 4.56 (423°)

Le prime notizie circa la presenza di una cappella S. Salvatoris de Colleveteri si hanno fin dall’inizio del XII secolo; altri documenti redatti tra il 1133 e il 1191 nominano Alberto da Chiatina quale arciprete pro plebe s. Salvatoris de Colle, et s. Johannis et Faustini de Elsa.
L’Alberto qui citato divenne in seguito il santo patrono di Colle ma durante il suo plebanato si distinse per il notevole attivismo che portò la chiesa del castello di Colle prima ad affiancare e poi a sostituire nel ruolo l’antica pieve a Elsa. Durante il suo lungo plebanato sicuramente dette avvio a dei lavori di ristrutturazione che dettero un maggio prestigio all’edificio che oltre ad essere stata elevato a pieve aveva al suo interno una vasta comunità di canonici che vivevano secondo la regola di San Pietro; a testimonianza di questi lavori c’è, murata durante i lavori della cattedrale seicentesca, una lapide che ricorda che all’edificazione della pieve partecipò il magister Bonamico, attivo anche nella pieve di Mensano.
Il capitolo della pieve viene citato per la prima volta il 18 settembre 1242 ma doveva essere preesistente e aveva un notevole prestigio; l’importanza della pieve all’interno della diocesi volterrana è confermata dall’esenzione di tutte le sue 28 chiese suffraganee dal pagamento delle decime tra il 1275 e il 1303 e dalla nomina dell’arciprete Salinguerra quale sottocollettore per quelle del 1278-1279. Nello stesso periodo il complesso plebano era composto dalla chiesa, dalla casa canonica, dall’ hospitio Panfollie così denominato in onore di Filippo Panfolia canonico della pieve ed eletto giudice il 9 aprile 1278 e dal chiostro della pieve nel quale venivano stipulati atti notarili.
Di fronte alla facciata della pieve di San Salvatore a partire dal 14 febbraio 1334 venne costruito il campanile che ancora il 10 agosto 1355 risultava privo delle campane. Nel XIV secolo Colle Val d’Elsa entrò a far parte della repubblica di Firenze ma ciò non fece diminuire l’importanza della pieve e grazie anche alle sue notevoli rendite (nel 1356 ammontavano a 140 lire esentasse) i suoi sacerdoti andarono a ricoprire ruoli di notevole importanza nella curia fiorentina come ad esempio Niccolò di Benino di Neldo Ridofini che nel 1350 fu eletto canonico della Cattedrale di Firenze; nonostante l’influenza che ebbero presso la curia fiorentina i pievani colligiani non riuscirono a realizzare il loro maggior desiderio: essere autonomi dalla diocesi di Volterra.
All’interno della pieve vennero fatti diversi interventi tra il Trecento e il Quattrocento: il 26 luglio 1371 venne accordato il permesso ad acquistare un organo; nel 1384 la Società di San Giovanni Battista costruì una sua cappella ; con il testamento del 14 ottobre 1417 tale Lumisio fu Giacomo de’ Tolosendi finanziò la costruzione di un altare dedicato a san Pietro e un tavola dipinta; nel 1465 venne costruito un nuovo fonte battesimale in marmo; nel 1472 la sacrestia andò distrutta a causa di un incendio ma due anni dopo era già stata ricostruita.
Il 5 giugno 1592 la pieve di Colle venne eretta a cattedrale. Subito dopo si resero necessari dei lavori adeguamento al nuovo status. Nel 1602 le autorità colligiane decisero di abbattere la vecchia pieve per sostituirla, nello stesso luogo, con una nuova cattedrale. Usimbardo Usimbardi, primo vescovo della nuova diocesi, affidò all’architetto Fausto Rughesi di Montepulciano il progetto del nuovo Duomo; i lavori iniziarono il 17 aprile 1603 sotto la guida dell’ingegnere fiorentino Gherardo Mechini. La vecchia torre campanaria venne abbattuta nel 1623 e ricostruita subito dopo su disegno dell’architetto colligiano Renieri, anche se non venne mai completata. Il secondo vescovo Cosimo della Gherardesca dotò il nuovo edificio degli arredi necessari per l’esercizio del culto. La facciata rimasta per lungo tempo grezza fu completata nel 1833 su disegno di Agostino Fantastici.
Il 21 novembre 1940 con il Regio Decreto n.1746 venne dichiarata monumento nazionale.

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