5 Ottobre 2011 alle 00:00

Vasca battesimale e cero pasquale

di michea (Castell'Arquato, Emilia-Romagna. Categoria A)

Castell'Arquato - Vasca battesimale e cero pasquale


Visite: 1358. MaxVoto: 55.48.

Contest Foto Partecipanti Candidatura Data Fine Stato
Le Chiese: gli Interni 781 116 8 Settembre 2011 18 Settembre 2011 55.48 (156°)
Narciso e la sua immagine 563 119 7 Settembre 2011 11 Settembre 2011 Non Ammessa

Nella splendida e semplicissima Collegiata di Castell’Arquato (consacrata nel 1122) questa absidiola occupa il sito dell’antico battistero. La vasca battesimale è affiancata da un cero pasquale, a significare i due sacramenti fondamentali.

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13 commenti a “Vasca battesimale e cero pasquale”

  1. Autore scrive:

    Questa foto in realtà deve essere candidata a “Le Chiese: gli Interni”.
    Potete spostarla?
    Grazie e scusate la svista.

  2. Justinawind scrive:

    Escludo dal contest Narciso, ma la devi ricandidare tu nel contest giusto ;)

  3. Autore scrive:

    Grazie, Justinawind. Provvedo subito :-)

  4. Autore scrive:

    Justinawind, ho appena provato a ricandidarla nel Contest “Le Chiese: gli Interni”, ma mi viene risposto che ho già candidato la stessa foto. Evidentemente la risposta si riferisce alla foto postata qui. La potete eliminare del tutto, in modo che io possa postarla nel Contest giusto? Grazie

  5. Autore scrive:

    Ci sono riuscito. Grazie, Justinawind :-) :-)

  6. gianniB scrive:

    Ciao, scusami per l’intervento ma leggo nella tua descrizione “La vasca battesimale è affiancata da un cero pasquale, a significare i due sacramenti fondamentali” siccome mi occupo di questo “settore” come ministro della chiesa, volevo correggere questa imprecisione. I sacramenti (segni sacri) sono 7: battesimo, cresima, comunione, confesione, matrimonio, ordine sacro, unzione degli infermi. I primi tre secondo l’ordine giusto scritto sono i sacramenti dell’iniziazione cristiana, la confessione/riconciliazione e l’unzione degli infermi sono il sacramento del perdono e della carità, il matrimonio e l’ordine sacro sono i sacramenti del servizio. Detto questo non comprendo quanto hai scritto che la vasca e il cero significano i due sacramenti “fondamentali”. La vasca non significa nulla se non un contenitore: è invece l’acqua benedetta contenuta simbolo della purificazione che lava il battezzato dal peccato originale mentre il cero pasquale rappresenta Cristo luce e salvatore del mondo e viene acceso esclusivamente da Pasqua a Pentecoste e nei momenti forti come il battesimo o le esequie o nell’amministrazione dei sacramenti della comunione e della cresima. Ho voluto precisare perchè purtroppo ci sono spesso incongruenze di conoscenza della nostra chiesa/religione per scarsa o superficiale formazione ed informazione, noi cristiani siamo liberi di praticare la nostra fede e nella nostra libertà diamo scarsa o poca importanza alla spiritualità e alla conoscenza di cosa pratichiamo. La mancata generale conoscenza e la superficialità ci portano spesso a grossolane affermazioni frutto di tradizionalismo e autoconvinzioni giustificative fautrici di errati canoni cristiani. Un abbraccio fraterno.

  7. Autore scrive:

    Caro gianniB, mi dispiace di essere stato così sintetico e rapido da rischiare di indurre in errore qualcuno (ma davvero lo credi?). Si trattava di una semplice didascalia di poche parole. Resto dell’opinione, peraltro, che il cero e la vasca stiano a significare i due sacramenti fondamentali. Se “significare” non va bene, diciamo che ricordano, che alludono ai due sacramenti fondamentali. Il cero ricorda la Pasqua, ossia quel mistero che si celebra in ogni messa rinnovando il sacrificio del corpo e del sangue di Gesù Cristo (e quindi la Crocifissione) sotto le specie consacrate del pane e del vino. La vasca ricorda ovviamente il battesimo, ossia l’ “immersione” (questo significa il greco “baptismós”) nell’acqua benedetta che (anch’io ne avevo avuto qualche sentore, fin da quando studiai il catechismo) lava il battezzato dai peccati (anche da quelli non originali , se ce ne sono). Anticamente infatti (e qualche volta ancora oggi) il battesimo si praticava non per aspersione (come per lo più ai nostri giorni) ma per immersione, esattamente come fece Giovanni con Gesù e gli altri ebrei che battezzava nel Giordano (l’iconografia bimillenaria da questo punto di vista è esatta); non a caso ogni battistero è provvisto di una vasca, e così pure diverse chiese importanti come appunto quella di Castell’Arquato. Si tratta infatti di un rito iniziatico che non è unicamente di purificazione, ma di morte e resurrezione: simbolicamente si fa morire l’uomo vecchio e rinascere l’uomo nuovo, il cristiano. Da questo punto di vista bisogna riconoscere che l’immersione, molto più della semplice aspersione, rende bene questo valore iniziatico del sacramento. Se poi vogliamo dire che materia del battesimo è l’acqua naturale e non la vasca, be’, questo lo sappiamo tutti, così come sappiamo che oltre all’acqua si richiedono la forma (la formula “XY [nome del battezzando], io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo) e il ministro (ordinariamente un prete, ma eccezionalmente anche un laico o perfino un infedele, “purché abbi aintenzione di fare ciò che fa la Chiesa”). Circa la Pasqua e l’Eucaristia, nessuno ovviamente ha mai pensato che si celebrino mediante il cero; il cero semplicemente vi allude, le ricorda e - ma sì - le significa. Quanto poi al dfatto ch ei due sacramenti in questione siano quelli fondamentali, non credo ci possano essere dubbi. Certo, i sacramenti sono 7 (anch edi q

  8. Autore scrive:

    [continuo dopo l'interruzione accidentale] (anche di questo cominciai ad avere sentore circa 60 anni fa), ma fin dalle origini nelle prime comunità cristiane si sono celebrati il Battesimo (per i convertiti, ovviamente) e l’Eucaristia; gli altri 5 sacramenti si sono sviluppati a poco a poco, e solo una forzatura catechistica permette di affermare (sovrainterpretando qualche passo del Nuovo Testamento) che furono “istituiti da Gesù Cristo”. Questo va detto senza nulla togliere all’importanza della cresima, della confessione (o riconciliazione, come oggi si preferisce dire) e così via. In effetti, a parte le consuetudini delle origini, mi pare che sia la “morte e resurrezione” del neofita e il suo ingresso nella comunità dei fedeli sia la celebrazione del sacrificio della Croce (con la partecipazione dei fedeli) rimangano i due sacramenti per eccellenza.
    Mi scuserai per la pignoleria, malattia professionale di noi ministri dell’insegnamento. Ti ringrazio di avermi dato l’occasione di precisare ciò che intendevo dire. E’ buffo peraltro che questo nostro dialogo fraterno avvenga nel Contest sbagliato: per distrazione infatti avevo cliccato su “Narciso e la sua immagine” e avevo postato la foto qui, dove tu l’hai vista e commentata. Segnalato l’errore, attualmente è in attesa di ammissione al Contest “Le Chiese: gli Interni”
    La pace sia con te, nel nome di Dio clemente e misericordioso :-) :-)

  9. gianniB scrive:

    Posso confermare (? confermazione…) quanto hai illustrato… anche se ci sarebbe altro da specificare, ma mi limito a ribadire che il cero non è rappresentativo di nessuno dei 7 sacramenti, giustamente sorti oltre i primi due canonici per rendere visibile la grazia di Dio, a questo servono i “segni sacri” o sacramenti a rendere visibile una reltà altrimenti nascosta a noi umani. Il cero pasquale è Cristo stesso come l’altare o l’ambone ed è presente e rende veri e reali con la sua presenza i 7 segni sacramentali dal battesimo all’unzione degli infermi erroneamente conosciuta come estrema unzione. Su questo potrei darti ragione essendo il cero con la sua luce viva il simbolo totale della presenza di Cristo nel sacramento, mentre come originariamente ho letto nella tua prima descrizione sintetica non potevo concordare. Un saluto in Cristo.

  10. Autore scrive:

    Ti ringrazio. Buon proseguimento di tutti i Contest possibili :-)

  11. dous scrive:

    הללויה! :-)
    Grazie ad entrambe per questo dibattito che mi ricorda come tutti possiamo mostrare allo stesso tempo la nostra grazia e la nostra ignoranza ;-)
    Alleluia!

  12. gianniB scrive:

    Grazie dous, ma io sarei più un “entrambo” al maschile …..ehehehehehe, un abbraccio

  13. Autore scrive:

    Dous, grazie anche da me, che solo alla fine del contest vi rivelerò se sono un entrambo o un’entramba (sempre per non violare l’anonimato nemmeno di un millimetro, altrimenti i severissimi Seniores mi spediscono a bordo campo; tanto più che sono ancora in attesa di essere trasferito al Contest giusto: una vasca battesimale piazzata nel “Narciso” ha quasi del disdicevole…). La mia ignoranza è in effetti sconfinata, solo punteggiata qua e là da qualche insignificante lacuna. Quanto alla grazia, giro la questione per competenza a gianniB. Oh, chi mi darà le ali come a una colomba? O Dous e gianniB, benedette siano la vostra cesta e la vostra madia! :-) ;-)

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