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(vedi anche edizione 2008)

Capriglio è situato nel Piemonte in Provincia di Asti. La seconda domenica di settembre si festeggia il Patrono, Immacolata Concezione. Tra gli edifici religiosi: Chiesa Parrocchiale di San Martino.

Confina con i comuni di: Montafia, Cerreto d'Asti, Castelnuovo Don Bosco, Passerano Marmorito, Piovà Massaia e Buttigliera d'Asti. E' a circa venticinque chilometri da Asti.

[modifica] Biblioteche

  • Biblioteca Civica, Piazza della Vittoria, 3

[modifica] Memorie Storiche

Nel Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale (1836) Goffredo Casalis così descrive il comune:

CAPRIGLIO e CRAVIGLIO (Caprilium, Caprile), com. nel mand. di Montafia, prov. e dioc. d'Asti, div. di Alessandria. Dipende dal senato di Piem., intend. prefett. ipot. d'Asti, insin. e posta di Villanova d'Asti.

Sotto i marchesi di Monferrato appartenne ai Radicati, come membro dell'antica contea di Cocconato: nella guerra del 1329 se ne impadronirono i chieresi e lo restituirono alla pace; passò quindi con titolo comitale ai Melina torinesi ed ai Lodi; i Magni vi ebbero anche giurisdizione.

È situato a borea del capo-luogo di provincia. Vi sono quattro vie: la prima, da ponente, chiamata della Ciecca è comunale; mette a Chieri lontano sei miglia, ed accenna quindi a Torino; la seconda, da tramontana, passando per la collina, scorge a Passerano tre miglia discosto, ed a Mondonio lontano un miglio e mezzo; la terza, da levante, detta del Nassasso, tende a Bagnasco non discosto che un mezzo miglio; la quarta, da mezzodì, chiamasi della Valle, e anch'essa pel tratto di mezzo miglio conduce a Montafia.

Nel comune corrono due rivi: uno denominato del Nissone scaturisce nei confini di Mondonio, attraversa il territorio nella parte di mezzodì e va a scaricarsi nella bealera di Montafia; l'altro è detto del Vari: nasce nel territorio di Passerano, ed anch'esso entra nella bealera di Montafia, recandovi le acque del rivo della valle di Piovà e Cerretto.

Vi sorge il colle della Ciecca, per cui passa una via non praticabile nell'invernale stagione.

La parrocchia è sotto l'invocazione di san Martino. La principale solennità è quella del Santo titolare, che vi si fa la prima domenica dopo la festa del detto Santo, coll'intervento di cinquecento e più persone dei vicini paesi.

Il territorio è ricco di boschi, nei quali annida non poco selvaggiume. Gli annui prodotti in bestiame sono approssimativamente di lire 2500, e di lire 20000 quelli dei vegetali. Il principale commercio si fa colla città di Chieri e colla capitale.

Popolazione 460.

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