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Caronia e le Eolie
Caronia e le Eolie

Caronia è situato in Sicilia in Provincia di Messina. Il 3 febbraio si festeggia il Patrono, San Biagio.

Confina con i comuni di: Mistretta, Capizzi, San Fratello, Acquedolci e Santo Stefano di Camastra.

Indice

[modifica] Da Vedere

Caronia e il suo castello
Caronia e il suo castello
  • Chiesa Madre o Chiesa di San Nicolò
  • Chiesa di San Biagio
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi

[modifica] Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Piazza San Francesco

[modifica] Bibliografia

  • Il castello di Caronia in Sicilia. Un complesso normanno del XII secolo, W. Kroenig (1977)
  • Caronia. Storia, religione, tradizioni, Ed. Siciliano (2004)

[modifica] Memorie Storiche

Nel Dizionario del 1858 di Antonio Busacca la città viene così descritta:

Caronia - Fu fabbricata da Ducezio capo dei Sicoli, nel val Demone, Intendenza di Messina, diocesi di Patti, distretto di Mistretta, circondario di S. Stefano. Dista un miglio dal mare Tirreno, 93 da Palermo, 96 da Messina. Si vuole da alcuni che sia l'antica Calacta. Eravi un fonte vicino il castello di Tusa, chiamato Alesino, le cui acque si sollevavano quando uno sonava, imitando le note di quel suono. Popol. 2690. estens. salme 1600.

In Corografia dell'Italia (1832) così viene descritto il comune:

CARONIA, picciola città di Sicilia, nel val Delmona, prov. di Messina, dist. di Mistretta, presso la riva destra di un fiumicello egualmente chiamato Caronia, il quale ha origine sopra i monti Nettunei dal versante boreale, ed ha foce nel mare Tirreno. Ha un picciol porto, commercia di biade ed olii, e conta quasi tremila abitanti. Sta tra la foce del Pollino ed il Caporlando, nel luogo ove anticamente esisteva la città d'Aluntium, fra Tusa e Mistretta, intersecato dalla via che da quest'ultima città conduce a Palermo. L'attuale suo nome gli deriva dagli arabi Aglabiti, che la occuparono nel IX secolo sotto la condotta di un loro capitano chiamato Karoun, il quale molto la fortificò, per cui fu chiamata Kalat al Karoun, cioè Castello di Corè. In oggi da molti chiamasi col nome di Calatacorana.

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