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Foto Cerro Maggiore:
2012, 2009, 2008

Cerro Maggiore è situato nella Lombardia nella Provincia di Milano. Il 16 settembre si festeggia il Patrono, SS. Cornelio e Cipriano. Tra gli edifici religiosi: Chiesa Parrochiale SS. Cornelio e Cipriano; Chiesa della Boretta; Chiesa Visitazione di Maria dei Frati Cappuccini. Da Vedere: Palazzo del Re; Palazzo dell'Acqua, era la "casa di villeggiatura" dei nobili Corneliani.

Confina con i comuni di: Legnano, Uboldo, Origgio, Parabiago, Nerviano, Rescaldina e San Vittore Olona.

Indice

Dove Mangiare

  • Corte Lombarda Ristorante, Piazza Matteotti, 9 (Cantalupo)
  • Ristorante El Gaucho, Via Resegone, 22
  • Ristorante Vecchia Cerro, Via Vittorio Emanuele II, 48
  • Pizza Story, Via Turati Filippo, 72

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Via S. Carlo, 48

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • G.S.O. Cerro Maggiore - Sezione Pallacanestro, Via San Carlo, 18 - Svolge attività nel settore Maschile e Femminile, partendo dal Minibasket fino alle squadre Seniores.
  • G.S. Cerro Maggiore Calcio Associazione Sportiva Dilettantistica, Via San Carlo, 18

Informazioni Utili

Icona train t.gif Come Arrivare

Memorie Storiche

Il libro Antiquario della Diocesi di Milano (1828) così riporta sulla attuale frazione di Cantalupo:

CANTALUPO. Qui era un antico monastero fondato da Fiorina Crivelli sorella di Urbano III papa, ed insieme nostro arcivescovo. Si scorgono tuttora in Cantalupo gli avanzi dell'antico monastero, e si vede sul muro della parrocchial chiesa un'antica pittura che rappresenta un Crocifisso con ai piedi una monaca, e sotto di essa queste parole: M. Floriana. Furono le monache in origine Umiliate, poi Agostiniane, finalmente Francescane scalze, e così esemplari, che Pio II nel 1461 ne delegò alcune alla riforma del Monastero Maggiore di Milano, e nello stesso secolo molte altre a riformare quattro monasteri esistenti in Milano ed in Pavia.

mentre Cerro viene così descritta:

CERRO, luogo assai signorile, compreso nel contado di Milano sin dall'anno 777; ma l'anno 1185 Federico I imperatore lo aggregò con tutta la pieve al contado del Seprio. Contendono gli scrittori, se qui fosse l'antica città di Acerra. Vuole Gaudenzio Menila, De Gal. Cisalp., che a' tempi dei consoli C. Cornelio Merula e M. Claudio Marcello qui fosse la detta città. Molti fatti sembrano comprovare l'opinione dell'autore suddetto: una tratta de' fondi sotto del paese ed altra di sopra conservano tuttora il nome d'Acerri. In un fondo distante passi cinquecento dal fabbricato, chiamato la Lotta, nell'anno 1788 trovaronsi sotto terra molte urne ripiene di gentileschi avanzi, fra' quali alcune e monete de' primi Cesari, che s'usavano mettere nelle bocche de'defunti, dandosi con ciò a credere che servir dovessero per pagare il tributo a Caronte; si trovarono pugnaletti, lanterne perpetue e vasi funerarj, giusta lo stile de' gentili, e su' quali si videro incise queste romane lettere C. I-E. LAB., allusive forse al nome e cognome dell'artefice che gli aveva fabbricati. Ben sanno gli eruditi, che Romolo introdusse, e Lucio Tarquinio illustrò in Roma i giuochi atleti, divisi in Cursori, Pugilli e Lottatori, che si estesero di mano in mano a tutte le città, e che vi si celebravano col concorso de' popoli vicini, da cui si volle dedurre che questo fondo, denominato la Lotta, fosse il circo de' lottatori dell'accennata città.

Nell'anno 1094 era questo paese munito d'un castello, avanzo forse dell'estinta città: ce lo accerta il testamento di Landolfo prete decumano della chiesa di santa Maria Jemale di Milano, che esisteva nell'archivio de' Cisterciesi di s. Ambrogio di questa stessa città, il quale lasciò alcuni fondi, posti dentro del castello (infra Castrum de loco Cerro), parte al monastero di s. Ambrogio suddetto, affinchè servissero per le calze de' monaci, e parte ai canonici di s. Ambrogio medesimo.

L'anno 1075 la nobile famiglia Soresina qui possedeva molti fondi, la metà de' quali lasciò ai nominati canonici per ridurli a vita regolare.

Entrando in questa terra s'incontrava il bel convento de' PP. Cappuccini, situato su d'un quadrato piazzale, che deve la sua fondazione a Pompeo Legnani degli Oldrendi, che qui abitava nel 1580. Aveva egli eretto una chiesa a santa Elisabetta, e nel suo testamento ordinò poi a' suoi eredi di aggiungervi un fabbricato per convento de' cappuccini. Sul principio dello scorso secolo per legato di Gio. Francesco Lampugnani fu rifabbricato dai fondamenti in moderno disegno sì il convento che la chiesa, in fronte alla quale vedesi la visitazione di santa Elisabetta dell'eccellente pennello di Donato Mazzoleni. Il convento fu soppresso negli ultimi tempi.

Dicontro al convento stesso, lungo la contrada Cerrense, alla quale fanno ala le vaghe ripartite ampie moderne fabbriche de' signori compossessori, nel mezzo del paese, e dirimpetto ad una piazza alzasi la sontuosa parrocchiale d'ampio fabbricato, e di non ordinaria altezza, dedicata a' ss. MM. Cornelio e Cipriano, in fronte del cui tempio inciso in pietra leggesi il seguente elogio:

SS. CORNELIO . ET . CYPRIANO . MM.
TEMPLVM . HOC . AMPLIORI . FORMA
FONDITVS . RENOVATVM
ANNO . CHRISTI . MDCCLXXVIII.

Evvi altra chiesa dedicata alla B. V. M., di moderno fabbricato, in cui esisteva una confraternita sino dai tempi di s. Carlo , e che or serve per chiesa sussidiaria alla parrocchiale.

Nell'anno 1591 Francesco Crivelli con suo testamento convertì la propria casa da nobile di Cerro in un ospitale, ed ordinò che ivi si mantenessero i poveri vecchi di sua agnazione, erigendovi un capitolo di deputati da scegliersi pro tempora dalle nobili famiglie Crivelli di Uboldo, di Nervano, di Parabiago e di Magenta. Quest'ospitale fu da non molto tempo con permesso del Sovrano soppresso dal capitolo suddetto, e convertita l'entrata in doti, in mensuali sussidj, ed altre pie cause, da distribuirsi da' deputati pro tempera a' poveri dell'agnazione suddetta.

L'anno 1646 la famiglia Lampugnani, che tuttora ivi nobilmente esiste, donò alla confraternita di s. Gio. Ballista il fondo per la fabbrica del bell'oratorio che al presente si vede annesso alla casa della medesima.

La stessa nobile famiglia Lampugnani è descritta nella matricola degli Ordinarj, ed è delle più antiche del Milanese.

Queste notizie debbonsi ad un erudito cavaliere, compossessore nel suddetto villaggio, assai versato nelle patrie storie.