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Foto Introdacqua:
2012, 2009, 2008
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Introdacqua è situato in Abruzzo in Provincia dell'Aquila. La penultima domenica di agosto si festeggia il Patrono, San Feliciano. Tra gli edifici religiosi: Chiesa parrocchiale della SS. Annunziata; Chiesa della SS. Trinità; Chiesa Campestre di San Giovanni Battista; Chiesa Campestre di Sant'Antonio. Da Vedere: Torre di Introdacqua.

Confina con i comuni di: Bugnara, Pettorano sul Gizio, Scanno e Sulmona.

Dista 5 km da Sulmona, 60 km da Pescara, 63 km da L'Aquila, 150 km da Roma, 120 km da Campobasso, 190 km da Napoli.

Indice

Storia

La città (650 metri s.l.m.) sorge sul versante meridionale della Conca Peligna, su un conoide alle falde del Monte Genzana (2170 metri) dove confluiscono le Valli di Contra e Sant'Antonio.

Il territorio conserva numerose testimonianze di insediamenti preistorici e protostorici, tracce della presenza di popoli italici, romani e longobardi.

Nel periodo medioevale sorge Trasaque/Inter-aquas, il cui toponimo si riferisce alla posizione dell’abitato tra due corsi d’acqua.

Nel 1200 dalla villa de Intredaqua si sviluppa il castrum, con la costruzione della Torre e del “castello” ed il paese diviene feudo di potenti famiglie, fino all’eversione feudale del 1806.

Nel 1799 Introdacqua diviene il principale centro abruzzese dell’insorgenza contro i francesi con la decisiva azione bellica del capomassa Giuseppe Pronio, le grand diable, che con la massa introdacquese riconquista i tre Abruzzi riconsegnandoli ai Borboni.

Nei primi anni dell’800 Introdacqua diventa Capo Circondario e sede di Pretura Mandamentale anche se i cambiamenti economici e sociali alla fine dell’Ottocento inducono gran parte della popolazione ad emigrare verso Roma e soprattutto nelle Americhe (Stati Uniti, Venezuela e Canada).

Da Vedere

Centro Storico

E' il Borgo medioevale di Introdacqua, si accede attraverso le due "Porte della Terra", e consta di una parte chiamata lu Castielle (il Castello) che è sormontata dalla Torre cintata medioevale.

Torre

La Torre, chiamata dongione, aveva nel Medioevo funzione di avvistamento, di controllo e di segnalazione, fu restaurata negli anni Ottanta- Novanta del XX secolo. Si innalza su pianta quadrata ed è caratterizzata da piccole feritoie e assenza di beccatelli, quindi poco adatta alla difesa, demandata alla cinta poligonale a scarpa che impediva l'attacco diretto.

L'accesso era consentito da un ponte levatoio, del quale resta solo la camera di manovra. Secondo Perogalli, il maggior esperto di architettura fortificata abruzzese, la Torre cintata di Introdacqua è il miglior caso di dongione conservato in Italia.

Palazzo Marchesale

denominato "dei Trasmondi", dal nome degli ultimi feudatari che ne ebbero il possesso.

Fontevecchia

Ricostruita dopo il terremoto del 1706. Presenta sette mascheroni e lo stemma comunale.

Chiesa campestre di San Giovanni

la più antica tra le chiese del luogo con importanti affreschi medioevali.

Chiesa campestre di Sant’Antonio

sita su un poggio all’inizio della valle omonima; un tempo sede di un eremo e del vecchio cimitero comunale. Contiene pregevoli affreschi sulla vita di Sant'Antonio Abate del XV e XVI secolo, recentemente restaurati.

Chiesa Madre SS. Annunziata

Mostra un interno basilicale a tre navate e affreschi del XV e XVI secolo.

Archeologia industrial

Contrada Macchialonga ruderi di antiche calcare: forni dove gli introdacquesi dal Medioevo hanno prodotto calce.

Natura

Il pino nero (pinus nigra var. italica) è il vero dominatore di queste montagne e crea meravigliose verdi pinete che circondano il paese. Il suo seme viene qui raccolto e distribuito in Europa, per questa ragione il pino nero dovrebbe essere chiamato “Pino Nero di Introdacqua”.

Il faggio, l'abete, la quercia, il carpino, il castagno e il pioppo, secondo le fasce climatiche, colorano le montagne al mutare delle stagioni.

Nelle praterie alpine, oltre il limite degli alberi, cresce la genziana, pianta protetta dalla Regione Abruzzo e che dà il nome al monte Genzana.

È frequente vedere in montagna i segni della presenza dell’orso marsicano e del lupo ed è possibile incontrare cervi e caprioli. Il cielo è spesso percorso da rapaci diurni: falchi ed aquile, e si possono avvistare anche i grifoni che si trovano nella postazione di Frattura di Scanno.

I panorami sulla Conca Peligna sono incantevoli e quando lo sguardo si alza, subisce il fascino della Majella, del Gran Sasso e del Sirente.

Manifestazioni

  • I Fuochi di Sant’Antonio Abate (17 gennaio)
  • La processione di Pasqua con la Madonne che vele (la Madonna che vola)
  • “Ascensione alla Plaia” (24 giugno - San Giovanni Battista)
  • Estate Introdacquese: sagre, manifestazioni musicali e culturali
  • Muntagninjazz: rassegna di musica jazz (agosto)
  • Feste Patronali di San Feliciano e Sant’Antonio (penultima domenica di agosto)
  • Festa di Santa Cecilia, patrona della musica (22 novembre)
  • Tradizione musicale bandistica di Introdacqua che risale al Settecento

Dove Mangiare

  • Trattoria "da Garzillo" Piazza Cavour (è preferibile prenotare)
  • Ristorante La Maestria, Via Santa Lucia, 1
  • Ristorante La Trota, Via Capolaia, 47
  • Ristorante Madonnella, S.S.479, 1

Biblioteche ed Archivi

  • Biblioteca della D'Angelo's House - Fondazione Pascal D'Angelo, Via Leopoldo Susi, 2
  • Archivio Emigrazione Abruzzese della Fondazione Pascal D'Angelo, Via Leopoldo Susi, 2

Associazioni

  • D'Angelo's House, Via Crispi 2 [1]
  • Centro Studi Pascal D'Angelo, Via Leop. Susi, 2
  • Fondazione Pascal D'Angelo, Via Leopoldo Susi, 2 [2]
  • Pro Loco Introdacqua, Piazza Cavour
  • ASVINT, Associazione per lo Sviluppo di Introdacqua, Piazza Cavour
  • Associazione Futura, Piazza Cavour
  • Associazione "Signorinella", Via Roma

Informazioni Utili

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Bibliografia

  • Introdacqua, G. Susi, in "Rivista abruzzese" (1960).
  • Dizionario Dialetto Peligno Fonetica Introdacquese, Angelo Del Signore (luglio 2002).
  • Parlèmme pajesane, Angelo Del Signore (luglio 2004).