GUIDA  Roma/Fontana di Trevi

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Indice

Storia

Particolare della Fontana di Trevi
Fontana di Trevi
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La Fontana di Trevi, uno dei più celebri monumenti di Roma, fu iniziata nel 1732 da Nicola Salvi. I lavori continuarono, dopo il 1751, sotto la guida di Giuseppe Pannini.

La fontana fu voluta da Clemente XII, ma l’inaugurazione avvenne con Clemente XIII, nel 1762.

La fontana, una grande realizzazione scenografica, è completamente addossata ad un fianco di Palazzo Poli, e risulta, quindi, essere una felice fusione di architettura e scultura.

La storia della fontana si ricollega alla celebre captazione dell’Acqua Virgo, presso Salone, da parte di Agrippa, il 19 a.C., per far arrivare l’acqua al Pantheon, ai tempi di Augusto.

Parte dell’acquedotto dell’Acqua Vergine, difatti, è ancora funzionante e alimenta attualmente, oltre alla Fontana di Trevi, anche la Fontana della Barcaccia e la Fontana dei Quattro Fiumi.

Il nome della fontana, invece, deriva dal toponimo piazza di Trevi, il cui nome è legato al trivio di piazza dei Crociferi.

La mostra dell’Acqua Vergine fu ricostruita nel 1453 per volere di Niccolò V, mentre le sorgenti originarie vennero riallacciate nel 1570 da Pio V, che collocò la vasca sul lato opposto rispetto Palazzo Poli. Il posizionamento attuale della vasca risale ad un progetto del Bernini, mai iniziato a causa della morte di papa Urbano VIII, in quanto il nuovo papa, Innocenzo X, preferì l’altro progetto del Borromini, per piazza Navona.

Nel 1732, quando Clemente XII decise di completare la sistemazione della piazza, il Salvi recuperò parte dell’idea berniniana e spostò la vasca, inglobando Palazzo Poli.

Descrizione

La Fontana di Trevi

La fontana è una mirabile fusione di architettura e scultura, con il tema del mare, centrale dal punto di vista iconografico.

Le sculture, addossate all'architettura, infatti, si ergono sopra una rappresentazione di gusto grottesco delle rocce del mare.

La fontana è costituita da un arco trionfale centrale, occupato da un nicchione absidiato a lacunari, e due ali, occupate da nicchie architravate occupate da statue: gli spazi sono ritmati da quattro colonne corinzie. Nella parte superiore, c’è un grandioso attico con balaustra, decorato con figure allegoriche.

Nella sezione centrale, stemma di Clemente XII e una scultura rappresentante la Fama, opera di Paolo Benaglia. Le ali laterali, parti di Palazzo Poli, sono scandite da lesene e finestre timpanate di gusto classico.

Davanti al basamento dell’architettura sono delle rocce, che emergono dalla vasca, che rappresentano un elemento naturalistico. Sopra la parte centrale delle rocce, c’è un cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli marini e tritoni, comandato da Oceano, che occupa il nicchione centrale. La sontuosa scultura è opera di Pietro Bracci.

Nelle nicchie laterali sono le statue della Salubrità e della Abbondanza, opera di Filippo della Valle.

I bassorilievi posti sopra le nicchie laterali raffigurano la Vergine che indica la sorgente ai soldati e Agrippa che approva il disegno dell’acquedotto.

Curiosità

L'origine del nome Vergine cui si riferisce l’acquedotto risalirebbe ad una mitica figura di fanciulla che indicò le sorgenti ai soldati assetati che cercavano dell’acqua.

Un’altra tradizione vuole che si butti una monetina nella vasca per propiziarsi il ritorno in città. Le monete vengono raccolte dal Comune di Roma che le destina alla Caritas.

La fontana è stata spesso oggetto di ambientazioni cinematografiche. Il momento più celebre è sicuramente il bagno di Anita Ekberg nella vasca, ne La dolce vita di Federico Fellini.

Memorie Storiche

In Corografia dell'Italia (1833) così viene descritto il monumento:

FONTANA Di TREVI, la più bella e maestosa delle tante fontane che abbelliscono Roma. Sino da' tempi di Agrippa quivi sbucciava l’Acqua Vergine da tre bocche, dalle quali trasse il suo none; ma l'acquidotto essendo stato rovinato dai barbari, la città fu priva di queste acque sino a' tempi di Nicola V e di Sisto IV, che cominciarono a ristabilire gli acquidotti, e terminati furono di Pio IV nel 1560, ma l'acqua ne sortiva in modo semplice e campestre. Clemente XII nel 1735 fece decorare questa fontana come meritava d'essere, e fu terminata nel 1762. Un fiume d'acqua scende romoreggiante da alti scogli e forma un laghetto che occupa quasi tutta la piazza di Trevi, al quale si discende con ampie gradinate di bianco marmo. Dall'alto di que'scogli sotto un arco trionfale di 4 colonne sta Nettuno in una conca tratta da cavalli marini condotti da tritoni, che essi pure gettano acqua a profluvio. Questa massa di scogli, di statue e di gruppi tutt'in marmo, è circondata da molte altre allegoriche statue, cioè la Salubrità, la Fecondità, l'Abbondanza, la Fertilità e la Ricchezza de' campi, con analoghi bassirilievi. In somma questo acquatile monumento è quanto mai in tal genere si possa vedere di magnifico, e maestoso, e finora a nessun altro secondo al mondo. Esso è poi unico nel suo aspetto, poiché forma la facciata del palazzo de' duchi di Poli, cospicua famiglia dalla quale escì Michelangelo Conti, che fu il buon papa Innocente XIII, la di cui memoria è cotanto cara ai Romani.