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Foto Salasco:
2012, 2009, 2008

Salasco è situato nel Piemonte in Provincia di Vercelli. Il 25 luglio si festeggia il Patrono, San Giacomo. Tra gli edifici religiosi: Chiesa Parrocchiale di San Giacomo; Abbazia dei Santi Pietro e Benedetto (in frazione Selve).

Confina con i comuni di: Sali Vercellese, San Germano Vercellese, Vercelli, Crova e Lignana.

Dove Mangiare

  • Ristorante L'Armistizio 1848, Via Avogadro Di Collobiano, 18

Informazioni Utili

Icona train t.gif Come Arrivare

Memorie Storiche

Nel Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale (1848) Goffredo Casalis così descrive il comune:

Salasco (Salascum), com. nel mand. di s. Germano, prov. e dioc. di Vercelli, div. di Novara. Dipende dal senato di Piem., intend. prefett. ipot. di Vercelli, insin. di Santià, posta di s. Germano. Giace a ponente di Vercelli, da cui è discosto quattro miglia e tre quarti. Di due miglia è la sua lontananza da s. Germano. Cinque ne sono le vie comunali; una detta di Vercelli tende a questa città pel tratto di due miglia, cioè sino alla sua congiunzione colla strada reale di Torino; un'altra denominata di Sali scorge al comune di questo nome, ed è della lunghezza di un miglio; la terza detta di Trino perchè scorge a questa piccola città, passa pei tenimenti detti le Grangie; la sua lunghezza è pari a quella della strada di Sali; la quarta si dirige a Vianzino frazione di s. Germano; la quinta, lunga un mezzo miglio, si rivolge al capoluogo di mandamento; alcuni anni fa erano tutte in pessimo stato; ma si venne nella risoluzione di riattarle.

Il territorio giace in perfetta pianura: lo bagnano lo acque dei R. canali, e fontane proprie di privati possidenti. Produce in copia fromento, segale, meliga, e segnatamente riso. Il commercio di queste derrate si fa con Vercelli, e con altre città del Piemonte.

La chiesa parrocchiale sotto il titolo di s. Giacomo fu in quest'ultimo tempo ristaurata, e ridotta ad una sola navata. Evvi una cappella annessa al cimiterio, il quale trovasi nella prescritta distanza dalle abitazioni. Evvi un'altra parrocchia in un membro di questo comune, cioè in quello di Selve, di cui faremo particolar cenno qui appresso. Il cimiterio di questa parrocchia è pure sufficientemente discosto dall'abitato.

L'antico castello di Salasco fu ridotto a guisa di casa di campagna con annesso giardino alla foggia inglese.

Ampio e rilevante vi è un fabbricato demaniale, che contiene cinque peste a riso, le quali quasi in tutto l'anno sono in moto per imbianchire le innumerevoli sacca di risone, che i fittajuoli dei R. canali ricevono sotto il titolo di quarto, di quinto, e di sesto dai proprietarii di risaje in pagamento dell'acqua loro somministrata per l'irrigazione delle loro terre: contiene inoltre vasti magazzini ove si ripongono il percevuto risone, e l'imbianchito riso. Questo fabbricato comunque ampio, fu riconosciuto non sufficiente per l'anzidetto uso, e per alloggiare i numerosi impiegati in quelle peste; onde le R. finanze ne decretarono la ricostruzione sopra un più esteso, e meglio concepito disegno.

Gli abitanti in generale sono gracili anzi che no, perchè respirano un'aria poco sana, a cagione delle estesissime risaje; tuttavia veggonsi applicati ai lavori campestri per quanto il consente la fievole loro complessione.

Cenni storici. Il villaggio di Salasco anticamente apparteneva alla nobile famiglia dei Canera originarii di Pinerolo, che lo tenevano con titolo di contado: vi avevano residenza nel castello che ricostrutto, come si accennò, appartiene adesso agli eredi del signor Barberis Gio. Antonio di Mondovì.

Il luogo di Sellua, or Selve o Selva, che di presente non è che una frazione di Salasco, fu già contado dei Gazelli di s. Sebastiano, e poi dei Casella, patrizii di Revello.

Ivi nel 1101 venne fondata dal vescovo di Vercelli un'abazia sotto i titoli di s. Pietro, e di s. Benedetto, denominata comunemente della Selva. I monaci che da prima furono chiamati ad abitare il monastero di Selve, furono i benedittini, ai quali nel 1253 succedettero i vallombrosani. Sta tuttora in piè quell'antico monastero, e serve di abitazione al parroco di quel luogo, ed anche ai varii fittajuoli di un ampio tenimento che già vi possedevano i monaci, e che ora è sotto l'amministrazione del R. economato apostolico.

Salasco onorasi di Giacomo Margaria, personaggio, al dir del Bellini, fornito di grande scienza, e rinomatissimo legista: questi nel 1441 ebbe la carica di referendario del duca Amedeo di Savoja, e dettò alcune saggie osservazioni risguardanti le pretensioni dei consoli di Villata nel passaggio dei torrenti Cervo e Sesia.

Consignore di Salasco fu Eusebio Margaria, nobile vercellese, arcidiacono della cattedrale di Vercelli, cubiculare apostolico, abate commendatario di s. Pietro della Novalesa: questo insigne personaggio fu oratore presso la Santa Sede pel duca di Savoja: quando morì il vescovo di Vercelli Giliaco (1456), il clero di quella diocesi elesse a succedergli l'abate Margaria; ma una siffatta elezione non venne approvata dal sommo pontefice Callisto III. Eusebio Margaria lasciò parecchi manoscritti, che secondo il parere del Modena, e del Fileppi ne attestano la profonda dottrina.

Popolazione 673.