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I bersaglieri liberatori della città arrivarono dal mare: statua ricordo di fronte alla Piazza Unità
Panorama di Trieste
Chiesa Serbo Ortodossa di San Spiridione

Trieste è situata nel Friuli-Venezia Giulia di cui è capoluogo regionale, nonché capoluogo della omonima provincia. Il 3 novembre si festeggia il Patrono, San Giusto.

Confina con i comuni di: Duino-Aurisina, Sgonico, Muggia, San Dorligo della Valle-Dolina e Monrupino.

Trieste, città della Barcolana

Indice

Ritratto della Città

Trieste ha una scontrosa grazia [..]
Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
o alla collina, cui sulla sassosa
cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.[..]
La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva
(Trieste di Umberto Saba da TRIESTE E UNA DONNA, 1910)

Piazza Unità d'Italia
Il Colle di San Giusto: vista dal Castello sulla Basilica e Foro Romano

Nessuno più di Umberto Saba, il suo poeta più illustre, può tradurre in parole l'anima complessa, cosmopolita del capoluogo giuliano. Una città "viva", in quanto luogo della memoria di popoli e culture dell'area danubiana e del Mediterraneo che hanno scritto pagine importanti della storia del continente europeo, ma anche "cantuccio" accogliente per credi e stili di vita differenti. Tuttò ciò si traduce in un ventaglio di registri architettonici e artistici che si offre alla vista ininterrottamente dalla zona collinare fino al lungomare adriatico. Apprezzarla significa viverla sulla pelle, immergersi in un percorso della memoria che inizia dalle origini protostoriche e romane di cui è testimone Colle San Giusto con parte delle mura del castelliere (tipico insediamento altoadriatico dell'Età del bronzo) e i resti, tra gli altri, del foro e del teatro. Il colle, inoltre, rappresenta la prima tappa di un iter spirituale che dalla paleocristiana Basilica di San Giusto, di evidente gusto romanico, porta alla monumentale Sinagoga (tra le più importanti e vaste d'Europa) e termina verso il mare con la neobizantina Chiesa di San Spiridione, (unico Santuario in Italia di fede serbo-ortodossa) e la neoclassica Chiesa di San Nicolò dei Greci (costruita in seguito ai contrasti tra i due rami, greco e serbo, dell'ortodossia cristiana locale).

Sulle rive: le mule triestine in attesa dei Bersaglieri liberatori: sullo sfondo il Grattacielo Rosso e Palazzo Carciotti

Dirigendosi verso le Rive si comincia a percepire l'anima multietnica e mitteleuropea di Trieste, legata alla sua vocazione spiccatamente mercantile che nel corso di due secoli ne ha modificato e reso più complesso l'aspetto urbanistico e sociale. Emblema di questo boom economico e demografico sono i tre borghi, Teresiano, Giuseppino e Franceschino, con i fastosi palazzi, molti dei quali nei nomi ricordano i facoltosi mercanti che li hanno commissionati. Da Palazzo Gopcevich e Palazzo Revoltella (espressioni sublimi dell'Eclettismo Storicista di Giovanni Berlam e Friedrich Hitzig) ai monumentali Palazzo Carciotti e Palazzo della Borsa (rispettivamente di Matteo Pertsch e Antonio Mollari), esempi di puro Neoclassicismo, passando per lo stile Liberty di Casa Mordo e quello newyorkese del Grattacielo Rosso o Palazzo Aedes (di Arduino Berlam).

Il filo rosso che tiene insieme le diverse facce della città è sicuramente la solida memoria civica della sua gente. Ne è una diretta testimonianza la miriade di musei ed edifici commemorativi distesa su tutto il territorio, celebranti il profondo patriottismo dei triestini (nel caso del Museo del Risorgimento e dello storico Caffè S.Marco); la figura del celebre archeologo Johann Joaquim Winckelmann (che l'Orto Lapidario ne ricorda l'assassinio, consumatosi in una locanda del porto nel 1768, tutt'oggi un giallo irrisolto); la condanna della ferocia nazista (simboleggiata dalla Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio creato in Italia); il ricordo delle migliaia di vittime del regime titino (con la Foiba di Basovizza, dal 1992 monumento nazionale); il sacrificio dei militari caduti in mare durante la Prima Guerra Mondiale (con il Faro della Vittoria alla cui base si trova l'ancora del cacciatorpediniere "Audace" da cui sbarcarono i primi soldati italiani nel nov. 1918).

Chiese che si specchiano nel Canal Grande

Trieste è anche la capitale della grande letteratura europea di James Joyce (cui è dedicato l'omonimo Museo) e di Umberto Saba, che amava riunire nella sua Libreria Antiquaria intellettuali amici del calibro di Italo Svevo, Eugenio Montale e Primo Levi; punto di riferimento internazionale della ricerca scientifica, in quanto sede dell'Area di Ricerca (uno dei più importanti parchi tecnologici d'Europa) e del Sincrotrone Elettra (centro internazionale di fisica teorica); nonchè nome di rilievo nel panorama sportivo internazionale di cui la storica Regata della Barcolana, ospitata ogni seconda domenica di ottobre nel suo meraviglioso golfo, resta un appuntamento dal forte richiamo mediatico.

Questo è il mondo reale che offre Trieste. Tuttavia se si cerca un luogo di fantasia, da sogno, basta raggiungere il promontorio di Miramare.
Il Castello di Miramare
Lì a strapiombo sul mare, protetto dalla vegetazione selvatica, si erge un castello da fiaba, in stile eclettico, rifugio caro all'imperatore Massimiliano d'Asburgo, che lo commissionò tra il 1856 e il 1860 insieme a un elegante parco, completo di numerose specie botaniche di origine tropicale.

Attività

  • Fiera di Trieste
  • Stadion Casa d'Aste - Riva Tommaso Gulli, 10/a - tel. 040/311319 - 040/303219
  • Mostra Mercato dell'Antiquariato (nei locali della Stazione Marittima)
  • Mercatino dell'antiquariato e dell'usato (ogni 3^ domenica del mese nelle vie di Cittavecchia)

E' giusto ricordare la grande attività imprenditoriale dei triestini, in quanto ben 4 importanti Assicurazioni sono nate a Trieste: 1) nel 1831 le Assicurazioni Generali, poi spostatesi a Venezia; 2) nel 1838 la R.A.S. (Riunione Adriatica di Sicurtà); 3) nel 1923 la S.A.S.A.(Soc. Anonima di Sicurtà tra Armatori) 4) nel 1936 il Lloyd Adriatico (ora Allianz - Lloyd Adriatico)

Istituti Scientifici Internazionali

  • Centro Internazionale di Fisica Teorica "Abdus Salam" (Miramare, Grignano)
  • Elettra: laboratorio nazionale di ricerca luce di Sincrotrone (località Basovizza)
  • Area di Ricerca "Science Park" (località Padriciano)
  • S.I.S.S.A. Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati

Vie e Piazze

Piazza Unità
Palazzo del Goversno
  • Piazza Unità d'Italia, unica in Italia con un lato sul mare; famosa per i suoi palazzi. Qui si tengono d'estate diversi concerti e manifestazioni importanti, data l'enorme capienza di pubblico: ad es. all'arrivo dell'Italia nel 1954 era gremitissima di triestini esultanti.
  • Piazza della Borsa, vicina alla Piazza Unità, dove si svolgono mercatini natalizi e di specialità tipiche nazionali ed estere.
  • Corso Italia, congiunge la Piazza della Borsa alla Piazza Goldoni
  • Piazza G. Oberdan con fastosi palazzi e al centro una grande scultura di Marcello Mascherini.
  • Piazza Goldoni, centro di ritrovo cittadino, con grande confluenza di linee urbane, contornata da bei palazzi; da un lato sopra la Galleria Sandrinelli, si erge la maestosa Scala dei Giganti degli arch. Ruggero e Arduino Berlam (del 1905) che porta al colle di Montuzza; dal lato opposto scorre l'ampia Via Carducci, che conduce in Piazza Oberdan
  • Piazza San Giovanni, con al centro il Monumento a Giuseppe Verdi opera dello scultore Alessandro Laforet del 1906, originariamente in pietra; rifatta (dopo danneggiamenti) in fusione bronzea coi cannoni austriaci nel 1926; di fronte al monumento fa bella mostra di sè il Palazzo Diana.
  • Piazza Vittorio Veneto, col Palazzo delle Poste, della Provincia, delle Ferrovie e grande fontana nel centro
  • Le Rive
Monumento a Sissi, Imperatrice d'Austria
  • Piazza Libertà (o Piazza della Stazione)attorniata da diversi bei Palazzi ed al centro un bel giardinetto, dove di trova il Monumento a Sissi, Imperatrice d'Austria
  • Piazza Venezia, lungo le Rive, con al centro il Monumento a Massimiliano d'Asburgo, statua da poco qui trasportata dal Parco di Miramare
  • Piazza Ponterosso, a destra, a metà del Canal Grande, corrispondente al Ponte Rosso, dov'è posta una statua di J.Joice che insegnò alla Berlitz School lì accanto;

la Piazza un tempo era colorita dal vocio delle "venderigole" (fruttivendole) che offrivano le loro merci ai passanti.

Percorsi Liberty (ma non solo)

Viale XX Sett- 35, 1906-1908 del Sommaruga

A Trieste agli inizi del 1900, vennero costruiti molti edifici progettati da architetti (come Max Fabiani)che vollero portare delle innovazioni sia negli elementi architettonici sia nelle decorazioni di influenza in parte francese (Art Nouveau), tedesca (Jugendstil), talora spagnola (dal Modernismo Catalano) o belga (Ligne belge),piuttosto che inglese (Modern Style), ma soprattutto austriaca (dalla Secession viennese di Otto Wagner, J.Olbrich e Koloman Moser): ecco dunque il Liberty triestino. Ma l'itinerario non è facile, perchè l'ubicazione degli edifici (per lo più privati) è sparsa un po' dovunque. Alzando gli occhi potrà capitarvi comunque di ammirare decorazioni sorprendenti anche in edifici non menzionati.

  • Via Commerciale, dove è possibile ammirare diversi edifici in stile Liberty.
  • Via Dante dove il Palazzo Villa è una esplosione di decori Liberty
  • Via San Giacomo in Monte, 2 del 1910-11 di F. Piazza, con decorazioni Liberty.
  • Via Segantini, con il Castelletto dell'Osservatorio Astronomico, e all'angolo di Via Navali, una casa Liberty.
  • Zona Ospedale Maggiore: come in via Crispi, Via T.Vecellio, Via Canova si trovano diversi edifici con decorazioni liberty-
  • Sulla Via Roma notevole l'ingresso all'attuale Deutche Bank (un tempo Banca d'America e d'Italia) con due statue bronzee di tipo naturalistico di J. Costaperia, del 1912, ed altri bei palazzi
  • Via Giulia ed altre vie attorno al giardino pubblico, partendo da Largo Giardino, dove si trova il Monumento a Domenico Rossetti
Il Faro della Vittoria (dei Berlam)

Trieste può vantare una stirpe di architetti:i Berlam in quanto 3 generazioni vi operarono per un secolo, e cioè dal 1847 al 1946. Il capostipite Giovanni Andrea studiò dapprima a Venezia e poi al Politecnico di Vienna e fu a lui che la ricca borghesia triestina affidò la costruzione dei palazzi che dovevano degnamente rappresentarli. Anche il figlio Ruggero studiò dapprima a Venezia, ma successivamente volle perfezionarsi all'Accademia milanese di Brera. Ma il suo grande successo gli venne quando suo figlio Arduino (nipote del capostipite), dopo essere passato anche per il Politecnico di Milano, entrò a collaborare nello studio di famiglia. E da questa fattiva collaborazione ne sono usciti,(tanto per citare i più rilevanti) il superbo Faro della Vittoria e il Palazzo Aedes noto come Grattacielo Rosso sul Canal Grande come pure il Tempio Israelitico; ma non possiamo non menzionare la direzione artistica dei due transatlantici, vanto del Lloyd Triestino: Saturnia e Vulcania. Innumerevoli sono pertanto gli edifici da loro progettati che si possono ammirare lungo la centralissima Via Carducci e la

Da Vedere

Palazzo della Prefettura
L'arco di Riccardo
  • Il Colle San Giusto dove si trovano, oltre al Castello (1470 - 1630), la Cattedrale o Basilica di San Giusto, l'Orto Lapidario, i resti del Foro Romano, l'imponente Monumento ai Caduti e si gode un bel panorama sulla città
  • Castello di Miramare e relativo parco costruito nel 1856 per Massimiliano d'Asburgo e Carlotta del Belgio; l'architetto fu C. Junker.
  • Il Faro della Vittoria (70 metri di altezza) Opera dell'architetto A. Berlam del 1927, sul colle di Gretta
  • Il parco di Villa Revoltella, comprendente una chiesetta, dedicata a S. Pasquale B. e una palazzina in stile svizzero, adibita come residenza estiva per il Barone Pasquale Revoltella (vice-Presidente della Società per il taglio di Suez), quello stesso che lasciò al Comune anche il suo Palazzo vicino a Piazza Venezia; è situato nel rione del Cacciatore, poco distante dal Ferdinandeo;
  • Colonna con statua di Leopoldo I, imperatore d'Austria in piazza della Borsa
  • Il Teatro Romano, costruito tra il I^ e II^ sec. d.C. sulla collina, secondo lo stile greco, poteva contenere fino a 6.000 spettatori sulle gradinate; le statue che adornavano il proscenio sono conservate nel Museo Civ. di Storia ed Arte. Venne alla luce appena nel 1938. Poco distante si possono ammirare i reperti di un'antica necropoli (l'Antiquarium)
  • L'Arco di Riccardo, in piazzetta Barbacan, non arco di trionfo, bensì porta augustea delle mura risalenti al 33 a.C.
  • Monumento a Nazario Sauro davanti la Stazione Marittima sulle Rive
  • "Kleine Berlin" complesso sotterraneo del colle di Scorcola, composto da gallerie, serbatoi e vasche idriche, realizzato all'inizio della 2^ Guerra Mondiale in previsione di attacchi aerei; una galleria conduceva al Tribunale, dove aveva sede il Comando delle SS. Oggi è gestito dal Club Alpinistico Triestino - Gruppo Grotte, per le visite.
Il tram di Opicina
  • Parco Marino di Miramare, riserva naturalistica protetta dal WWF. Si possono prenotare ed effettuare visite guidate con gli esperti, o nuotando (con le mute) o con barche predisposte per gruppi di alunni.
  • Il Tram di Opicina raro esempio di trenovia a funicolare, uno dei primi al mondo (1902), che collega il centro città (Piazza Oberdan) all'Altipiano Carsico, nel borgo di Opicina; (esiste una vecchia canzone che parla del "Tram de Opcina"). Per godere di un superbo panorama sulla città e sul Golfo dall'Istria a Grado e nelle giornate limpide fino a Lignano, conviene scendere alla fermata dell'Obelisco ed incamminarsi lungo la strada pedonale Napoleonica lunga circa 5 km.; nell'ultimo tratto (vicino al Borgo di Prosecco) sulle rocce che costeggiano il largo sentiero si possono vedere diversi rocciatori allenarsi in free-climbing o in arrampicata classica.

Manifestazioni

Il Re del Carnevale carsico
  • La Barcolana , regata storica (dal 1969) aperta a tutti i tipi di imbarcazioni a vela, professionisti e dilettanti, che si svolge con partenza unica, alle 10 del mattino della 2^ domenica di ottobre. Gara tra gli scafi che puntano al successo assoluto, o a quello per categoria (e ce ne sono 12), ma più che di un duello si tratta di una grande festa del mare, ed ogni anno vi partecipano un'alta percentuale di nuovi iscritti, provenienti dalle più disparate località, rigorosamente per mare e non trainati, e viene premiata l'imbarcazione che arriva da più lontano. Per 5 anni arrivò dalla Nuova Zelanda (e vinse) Alfa Romeo 2 di Neville Crichton.
  • La Bavisela, festa primaverile dello sport, si svolge la I^ domenica di maggio con 4 grandi eventi:
    • La "Maratona d'Europa" (42,195 Km)
    • La "BaviVela"
    • La "Maratonina Europea dei 2 Castelli" (21,097 Km)
    • La "Bavisela non competitiva" (7,00 Km)
  • Carnevale Carsico che si svolge al sabato grasso alle ore 14,00 nella frazione di Opicina, sita sull'altipiano carsico.
  • Il Palio dei Rioni Corso marcherato che si svolge il martedì grasso (ultimo di Carnevale) alle ore 14.00 per le vie della città, da Piazza Oberdan alla Piazza dell'Unità d'Italia.

Caffè storici

Il caffè specchi, in Piazza Unità, nel Palazzo delle Ass.ni Gen.li
  • Caffè San Marco, in stile liberty, storico luogo d'incontro di poeti e artisti; si tengono anche concertini e conferenze
  • Caffè Stella Polare, in Piazza Sant'Antonio Nuovo, da 25 anni luogo di mostre temporanee di pittura di artisti locali
  • Caffè Tommaseo, storico luogo d'incontro di artisti e scrittori, piccole conferenze e musica
  • Caffè Specchi in Piazza Unità d'Italia, con tanti tavolini all'aperto; adatto a rinfreschi di nozze (specie quelle civili, effettuate nel vicino Municipio), come pure a cena, dopo teatro

Teatri

"Li Teatri oltre l'oggetto di un onesto trattamento che serve di sollievo alle occupazioni della giornata, mostrano ancora li progressi civili di una Nazione tanto nelle arti come nelle scienze". - Antonio de Giuliani da "Panorama politico della città di Trieste" - 1803

Il teatro lirico Giuseppe Verdi
  • Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi
  • Teatro Politeama Rossetti (teatro stabile del Friuli-Venezia Giulia), del 1878, su progetto dell'architetto genovese Bruno
  • Teatro Orazio Bobbio (ex Cristallo) "La Contrada"
  • Teatro dei Fabbri
  • Teatro Stabile Sloveno, Via Petronio, 4 [1]
  • Teatro Miela
  • Teatro Silvio Pellico, Via Ananian, per commedie in dialetto triestino organizzate da l'Armonia.
  • Sala Tripcovich, teatro (provvisorio) realizzato dal Barone R. de Banfield, utilizzando una vecchia stazione di autolinee.
- Già nel 1881 un rapporto sull'agibilità dei Teatri a Trieste elenca nell'ordine:
Orologio del municipio con Mikeze e Jakeze
  • Teatro Filodrammatico
  • Teatro Armonia
  • Anfiteatro Fenice
  • Politeama Rossetti
  • Teatro Comunale
  • Sala del ridotto (comunale)
  • Sala Ara
  • Casinò Schiller
  • Società Minerva
  • Monte Verde
  • Sala Apollo
  • Sala Orfeo
Statua di Umberto Saba

Cittadini illustri

La scultura di Marcello Mascherini, in Piazza Oberdan
  • in campo letterario: Umberto Saba, Italo Svevo, Virgilio Giotti, P.A.Quarantotti Gambini, G. Voghera, Claudio Magris, Fulvio Tomizza, Susanna Tamaro,Carolus Cergoly
  • in campo musicale: M.o Victor de Sabata e M.o Antonino Votto (direttori d'orchestra);Cesare Barison e Franco Gulli (violinisti); Fedora Barbieri (mezzosoprano); Piero Cappuccilli (baritono), Carlo Cossutta (tenore); Giulio Viozzi (compositore); Lelio Luttazzi (cantautore), Teddy Reno (cantante)Guido Cergoli(direttore d'orchestra e compositore)
  • in campo teatrale:Pietro Garinei (compositore musicall); Giorgio Strehler (regista) Elsa Merlini ed Ave Ninchi (attrici); Tullio Kezich (critico cinem.)
  • in campo artistico: Marcello Dudovich, Piero Marussig, Luigi Spacal, Marcello Mascherini (pittori e/o scultori) e Leo Castelli (critico d'arte, gallerista)
  • in campo sportivo: Nereo Rocco, Ferruccio Valcareggi e Cesare Maldini (calcio); Emilio Comici (alpinismo); Tiberio Mitri, Duilio Loi e Nino Benvenuti (pugilato); Vasco Vascotto (velista); Irene Camber e Margherita Grambassi (scherma); Tania Romano (15 titoli mondiali in pattinaggio artistico)

Gallerie d'arte

Il Municipio in Piazza Unità
  • Galleria comunale di Palazzo Costanzi, dietro al Municipio
  • Galleria comunale di Piazza Unità d'Italia al pianoterra del Municipio
  • Galleria d'arte di Palazzo Gopcevich
  • Galleria Rettori Tribbio, in Piazza Vecchia, zona detta "ghetto", per la quantità di negozi d'antiquariato o rigattieri, di origine ebrea
  • Galleria Torbandena, via Tor Bandena, 1
  • Galleria Cartesius, via Carducci, 10
  • Galleria Lipanjepuntin, via Diaz, 4

Pasticcerie e Gelaterie

L'Acquario di Trieste
  • La Bomboniera, via XXX ottobre, 3 (specialità: torta "Rigojanci" e "Sacher")
  • Pasticceria Pirona, largo Barriera Vecchia, 12 (specialità pasticcini triestini)
  • La Perla, via Santa Caterina, 7 (pasticcini alla crema, krapfen ed altro)
  • Pasticceria Saint'Honorè, ad Opicina (praline, torte a vari cioccolati)
  • Gelateria Arnoldo, a Barcola e ad Opicina
  • Gelateria Zampolli, via Ghega, 10 e piazza Cavana
  • Gelateria Viti, viale R. Gessi, 18
  • L'Oasi del Gelato, via Eremo, 259, al Cacciatore, prima di Villa Revoltella
  • Gelateria Pipolo, viale Miramare, 127

Specialità

Torre di Castelletto
Il molo Audace
  • il caffè, che si prende in piedi, nelle varie Torrefazioni della città. Da decenni le signore si recano, da sole (anche non accompagnate dai mariti) a prendere il caffè, sia in tazzina, sia appena macinato di varie miscele e qualità: retaggio del grande emporio portuale di Trieste, per l'appunto, nell'importazione di caffè da vari Paesi del mondo;
  • la birra, alla spina, anche di produzione locale, che si prende in varie Birrerie o Buffet, accompagnando cibi di origine tedesca, boema o ungherese, quali:
  • crauti con salsicce di "cragno", wurstel, prosciutto caldo di giornata, porzina, kaiserfleisch, lingua ecc. di maiale, con senape e/o kren (rafano) grattuggiato fresco sopra il tutto;
  • i dolci locali: krapfen, strudel (di mele e di ricotta con uvetta sultanina),la torta Sacher (di ricetta viennese),la torta ungherese Rigojanci (tipo granatina di panna e cioccolato), la ghibaniza (torta slovena con mele, ricotta e semi di papavero), la pinza che, assieme alla putiza e al presnitz e per i bambini le titole,allietano le tavole pasquali; a carnevale non devono mancare le fritole ed i crostoli.
  • il vino "Terrano" prodotto nel Carso, di colore rosso rubino scuro, con riflessi violacei, dal gusto corposo, vigoroso, un po' aspro, che ben si accompagna coi salumi o le carni rosse e selvaggina;
  • l'olio extra vergine di oliva prodotto con olive di tipo "bianchera", premiato nel 2009 (poca e limitata produzione).
La Banda Arcobaleno durante la sfilata de "Il Palio dei Rioni"

Complessi Bandistici e Corali

  • Civica Orchestra di Fiati Giuseppe Verdi - Città Trieste, nata nel 1919
  • Associazione Musicale Folcloristica Triestina Vecia Trieste
  • Coro "Antonio Illersberg" (di soli uomini) diretto dal maestro Tullio Riccobon.
  • Coro "I piccoli cantori della città di Trieste", coro di voci bianche da più di 30 anni.
  • Banda Musicale Arcobaleno
  • Banda Refolo, costituitasi nel 1975
  • Banda Berimbau (Rio a modo mio)- Gruppo di percussioni brasiliani

Stabilimenti balneari

La baia di Grignano, approdo natanti, e in fondo gli stabilimenti balneari
  • Bagno Ausonia in Riva Traiana;
  • Miramare Castello (Da "Sticco") in Viale Miramare, prima del Parco del Castello;
  • Circolo Marina Mercantile N. Sauro, in V.le Miramare, 40 (Circolo per Soci);
  • A Grignano 1° e 2°; nel 2° si può scendere (parcheggiando sulla Strada Costriera nei pressi dell'Hotel Riviera) con l'ascensore che arriva direttamente allo stabilimento;
  • Ai Topolini sul lungomare di Barcola: 8 stabilimenti pubblici, liberi non a pagamento, con spogliatoi; oltre al resto di lungomare con scogliera ed accesso facilitato da scalette in ferro e docce fino al "Bagno Militare" nei pressi dell'ingresso al Parco di Miramare;
  • Bagno Comunale (alla Lanterna, conosciuto dai triestini come "Pedocin"): unico stabilimento balneare in Europa ancora con la suddivisione netta tra uomini e donne!

Proverbi

Faro di Trieste
Il porto
Canale Grande
Banchina notturna

Siccome la saggezza di un popolo o di un piccolo gruppo etnico, come quello triestino, si misura anche osservando i suoi proverbi, ecco qui di seguito alcuni (con la relativa traduzione in italiano) che si sentono circolare sempre meno, anche se valgono sempre:

  • Ciacole no fa fritole - Le chiacchiere non fanno frittelle (e chi solo parla non conclude nulla)
  • Se senti più tre che ziga, che zento che sta ziti - Si sentono più 3 persone gridare che 100 che se ne stanno zitti
  • Le fritole xè come le done: se no le xè tonde e un poco grasote, no le xè bone - Le frittelle son come le donne: se non sono tonde ed un po' formose, non son buone
  • El saludar xè gentileza, el risponder xè dover - Salutare è gentilezza, rispondere è dovere
  • Chi ghe dà pan al rico, el diavolo ghe ridi - Chi dà il pane al ricco fa ridere il diavolo
  • Chi rompi vecio, paga novo - Chi rompe una cosa vecchia la paga per nuova
  • Se te carezi el muss, el te dà una piada - Se accarezzi un asino ricevi un calcio
  • Tuti sa navigar col bon tempo - Tutti sanno navigare quando il tempo è bello (intendendo che è facile vivere nell'agiatezza)
  • I dotori giovini ingrassa i cimiteri - I giovani medici riempiono i cimiteri
  • Meio negarse in mar grande - Meglio annegarsi nel mare grande (intendendo per mare anche una grande azienda)
  • Val più una bona testa che zento brazi - Conta più una testa di cento braccia
  • El bel xè far e taser - Bello è fare e tacere
  • Dò capitani ... e la nave finisi sui scoi - Due capitani fanno finire la nave sugli scogli (intendendo che quando due persone comandano le cose finiscono male)
  • No se pol dormir e far la guardia - Non si può dormire e fare la guardia
  • Amor xè amor, no xè brodo de fasoi - L'amore è amore, non minestra di fagioli
  • Ognidun che scovi davanti la sua porta - Ognuno spazzi davanti la porta di casa sua (Fatti i fatti tuoi!)
  • Maledeta la furia, diseva la cagoia - Maledetta la fretta, diceva la lumaca
  • Carne cota no torna in becaria - La carne cotta non ritorna in macelleria (Cosa fatta capo ha)

Ma quello che più di tutti identifica il carattere dei triestini, che non è facile tradurre, è:

<< Viva là .. e po' bon! >>

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