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Foto Villalba:
2012, 2009, 2008
Scorcio col Campanile della Chiesa Madre
Piazza Vittorio Emanuele II
Chiesa Madre - Facciata

Villalba è situato in Sicilia in Provincia di Caltanissetta. La prima domenica successiva al Ferragosto si festeggia il Patrono, San Giuseppe.

Confina con i comuni di: Castellana Sicula, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Cammarata, Mussomeli, Vallelunga Pratameno e Marianopoli.

Piazza Guglielmo Marconi
Un tratto di Corso Umberto I






Indice

Ritratto della Città

Un tratto di Corso Niccolò Palmeri
Piazza Marconi con i giardinetti
Un tratto di Corso Umberto I verso la Chiesa Madre
Chiesa SS Crocifisso in Piazza Marconi

Posto su un rilievo a 620 metri nella Sicilia centrale in quella che era la provincia di Caltanissetta a prevalente economia agricola, luogo di produzione della lentichia Di Villalba riconosciuta dalla Regione Siciliana e dal competente Ministero come un prodotto agroalimentare tradizionale. Un ampio movimento migratorio verso l’Italia settentrionale in particolare verso la Lombardia e la Liguria (u continente in dialetto) e altri paesi, a partire dagli anni Cinquanta del XX secolo, ha provocato un notevole calo demografico e conseguente spopolamento. Il Paese ha uno schema urbano a scacchiera, in sensibile pendio con vie diritte e strette, fulcro del paese è Piazza Vittorio Emanuele II luogo simbolo e ritrovo per tutto il paese, un tempo chiamata Piazza Madrice perchè vi si trova anche la Chiesa Madre. I momenti più significati del paese sono rappresentati dalle feste religiose tra fede e folklore li Vicchiareddi per San Giuseppe, festività del patrono, con le tavole imbandite dei dolci tipici: spingi, cannoli e zippuli.



Storia

La sua fondazione è incerta sembra risalga al XII secolo, i ritrovamenti archeologici della zona dimostrano comunque che il sito era noto gia ai tempi dei romani. Le prime traccie documentali risalgono al periodo delle dominazioni arabo-normanne. Dal conte Ruggero la giurisdizione del feudo fu concessa a Licia Cammarata. Nel 1257 l’amministrazione del casale fu esercitata da Federico Maletta, il feudo passa poi attraverso vari feudatari, quali; Giovanni De Cavallo, Domenico Corvino e Nicolò Palmieri Calafato.

Nel 1751 proprio Niccolò Palmeri Calafato acquista il feudo di Miccichè, nel principato di Villanuova, da Domenico Corvino Caccamo a cui destina i primi coloni su un’estensione di 873 salme, col feudo, ottiene anche il titolo di barone che gli avrebbe permesso di entrare nel ristretto novero della nobiltà siciliana. Pianifica e gestisce l’ operazione, lo zio don Michelangelo Palmeri, decano della seconda collegiata di Caltanissetta e commissario del Sant’Uffizio, che in questo modo consolida il potere dei Palmeri e dà inizio a un sorta di regime di monopolio nella commercializzazione del grano essendo essi allo stesso tempo produttori ed esportatori.

Nel 1785 il feudo è abitato da 800 persone che diventano in breve tempo oltre 2.000 sotto Niccolò, terzo signore di Mìccichè, aristocratico progressista, colto, illuminato, promotore della trasformazione del paesaggio agrario del feudo nel quale introduce nuove colture con una popolazione in continua crescita nonostante le cicliche epidemie, le carestie e gli stenti di una popolazione sottomessa, tenuta dai padroni feudatari in condizioni misera e malnutrita.

I Palmeri vi rimangono sino al 1893 quando l’ultimo discendente, Salvatore, oberato dai debiti, è costretto a cedere il feudo ai Trabia. Per il popolo Villalbese, però, cambia poco o niente, al vetusto padrone se ne sostituisce uno nuovo, mentre più furenti e animate si fanno le lotte contadine per i patti agrari, i moti furono purtroppo soffocati nel sangue, l'anno 1849 vede ben 19 contadini assassinati nelle campagne di Villalba a opera di ignoti. Nel 1860 gruppi di Villalbesi si aggregarono ai mille di Garibaldi, così si arrivò allo smembramento del feudo, al consolidamento del potere della mafia e, infine, alla timida comparsa della democrazia. Fino al 1785 il borgo era chiamato Miccichè cambiato in Villalba a ricordo dell’illustre casato spagnolo dal quale, in linea materna, discendeva il bisnonno di Niccolò.

Da Vedere

  • Chiesa Madrice (in Piazza Vittorio Emanuele)
  • Chiesa Concezione (in Piazza Guglielmo Marconi)

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Via Vittorio Veneto, 78

Bibliografia

  • Storia di Villalba (1750-1950), vol. 2, Luigi Lumia, Ed. Lussografica

Memorie Storiche

Nel Dizionario del 1858 di Antonio Busacca la città viene così descritta:

Villalba - Capo circondario, nel val di Mazzara, nell'intend. distr. e dioc. di Caltanissetta, da cui dista 20 miglia, 26 dal mare Africano, 50 da Palermo Pop. 2689, territ. sal. 873. Exfeudo con titolo di baronia della fam. Palmieri. Esporta grano e vino.