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Foto Zinasco:
2012, 2009, 2008

Zinasco è situato in Lombardia in Provincia di Pavia. Tra gli edifici religiosi: Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta (a Sairano); Parrocchiale dei Santi Carlo e Ambrogio (a Bombardone); Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate (a Zinasco Vecchio).

Confina con i comuni di: Bastida Pancarana, Cervesina, Corana, Dorno, Gropello Cairoli, Mezzana Rabattone, Carbonara al Ticino, Cava Manara, Villanova d'Ardenghi, Pieve Albignola e Sommo.

Indice

Dove Mangiare

  • Trattoria Il Vecchio Usignolo, Via Matteotti, 38

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Piazza della Vittoria

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • P.A. Croce Blu Pavese, Via Pollini, 47
  • Pro Loco Zinasco Vecchio, Via Villani

Impianti Sportivi

  • Campo Parrocchiale, Via Negri
  • Palestra Scolastica, Via Aldo Moro

Informazioni Utili

Icona train t.gif Come Arrivare

Bibliografia

  • Zinasco e il suo territorio, Romano Bergamo; Gjes (1983)
  • Tradizioni, credenze, superstizioni e leggende del zinaschese e dintorni, Romano Bergamo (2002)
  • Celebrazioni centenarie del '59: battaglia di Zinasco 29 aprile 1859, numero unico, edito a cura del Comune di Zinasco in provincia di Pavia in occasione del primo centenario della storica battaglia; Presentazione di Giorgio Piovano; Tip. A. Marchetti (1959)

Memorie Storiche

Nel Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale (1854) Goffredo Casalis così descrive il comune:

Zinasco (Sinacum), com. nel mand. della Cava, prov. di Lomellina, dioc. di Vigevano, div. di Novara. Dipende dalla corte d'appello di Casale, intend. di Mortara, tribunale provinciale, ipot. di Vigevano, insin. di Garlasco, posta della Cava. Sta sulla manca sponda del Terdoppio, a scirocco di Mortara, da cui è distante quindici miglia; di miglia tre circa è la sua lontananza dal capo di mandamento. È diviso in Zinasco vecchio, ed in Zinasco nuovo o Zinaschino. Gli sono unite le seguenti frazioni: Sajrano, Sannazzaro del Bosco, s. Fedele, Bombardone.

Delle sue strade una verso levante conduce a Pavia passando prima per Cava, ed indi per s. Martino Siccomario, lasciando a destra il luogo di Sommo, ed alla sinistra Villanova d'Ardenghi, Carbonara e Torre de' Torti; un'altra nella direzione di ponente scorge a Pieve Albignola e a Dorno; una terza verso tramontana tende a Gropello e a Villanova d'Ardenghi. Vi passa la strada provinciale da Alessandria a Pavia; ma essa per un tratto di circa tre miglia fra Zinasco e Cava è di difficile carreggio. La distanza dei sopraddetti paesi tra loro è come siegue: da Cava a Torre de' Torti miglia 1/2; da Torre de' Torti a Carbonara 1; da Carbonara a Villanova d'Ardenghi 3/4; da Villanova a Gropello 1/2 ; da Gropello a Domo 2 l/2; da Domo a Pieve Albignola 3; da Pieve a Sommo 3 1/2; da Sommo a Cava 1.

Vi scorrono il fiume Po ed il torrente Terdoppio. Il Po vi si tragitta col mezzo di un porto dirimpetto al comune di Cervesina; non bagna in queste vicinanze alcune terre, giacendo esse sur un'eminente costiera: vi è fecondo di pesci di varie specie, e contiene anche storioni, i quali si sogliono smerciare in Milano.

Il Terdoppio si valica col mezzo di un ponte di cotto sull'anzidetta strada provinciale tra Zinasco nuovo ed il comune di Pieve Albignola; chiamasi il ponte del Re; è di un solo arco; fu costrutto nell'anno 1788 a spese delle provincie di Alessandria e di Lomellina. Il Terdoppio bagna diversi territorii, dà moto ad alcuni edifizi meccanici mediante le così dette chiuse, l'ultima delle quali vicinissima a Zinasco nuovo è mantenuta dal conte Gropello di Alessandria. Questo torrente si scarica nel Po nel territorio di Zinasco: contiene pesci d'inferior qualità.

All'irrigazione di alcune campagne dell'agro di Zinasco, servono il Terdoppio, il così detto Cavone proveniente dalla villa Sforzesca presso Vigevano, ed il cavo Socio Brielli. I prodotti principali del territorio sono annualmente per approssimazione come segue: [...]

Il commercio delle anzidette produzioni si mantiene con le città di Vigevano, Novara, Voghera e Novi.

Non vi scarseggiano gli augelli; ed i cacciatori vi possono fare buone prede di pernici, quaglie, anitre salvatiche, ed anche di lepri.

Vi esistono due chiese parrocchiali, una in Zinasco vecchio, centro del comune, l'altra nella frazione di Sajrano. Vi sono inoltre due pubblici oratorii in Zinasco nuovo, uno nel tenimento di Bombardone, ed uno nella frazione di s. Fedele, che per le cose spirituali è soggetta alla parrocchia di Sommo. La chiesa parrocchiale di Zinasco è assai antica; fu ampliata, or fa un secolo, sul disegno dell'architetto Nosetti di Tromello mercè delle limosine e delle generose offerte spontanee di agiati parrocchiani; è sotto il titolo di s. Antonio abate.

Anche la chiesa di Sajrano è di antichissima costruzione; fu dichiarata parrocchiale, or fa due secoli: essa formava parte della parrocchia di Zinasco; ma funne distaccata il 30 giugno 1828, essendosi sgraziatamente appiccato il fuoco alla sagrestia di questa chiesa, a tal che ne furono abbruciati tutti i mobili, e le suppellettili, non che le corde ed i solai del campanile, ed il telaro sostenitore di tre campane, le quali caddero abbasso, e funne danneggiata l'intiera fabbrica, totalmente rovinata la sagrestia, la quale in conseguenza fu ricostrutta di bel nuovo. Atteso il cattivo stato dei rimanenti muri di quel sacro luogo, si va rifabbricando una nuova chiesa nel medesimo sito, ma più vasta, perchè possa comodamente capire tutta la popolazione della parrocchia, della quale è parte la frazione di Sannazzaro del Bosco, il cui abitato trovasi immediatamente unito a quello di Sajrano, e forma con esso un solo paese. La stessa chiesa è dedicata a N. D. Assunta in cielo, ed ivi si trova in una cappella il corpo di s. Alessandro martire, statovi trasportato dalla cattedrale di Pavia l'anno 1817.

Vi esistono quattro cimiteri, uno in Sajrano, a tramontana, e alla distanza di 150 metri dall'abitato; l'altro in Zinasco, in attiguità della chiesa parrocchiale, solo distante 13 metri dalle abitazioni; il terzo in Zinasco nuovo, presso uno dei due oratorii pubblici che ivi sono; il quarto a Bombardone in vicinanza di una cappella a settentrione, e a poca distanza dalle abitazioni; è di recente costruttura, eseguita a tutte spese della mensa arcivescovile di Milano, proprietaria di tutto quel vasto tenimento. L'angustia e positura geografica dei due cimiterii di Zinasco e di Zinasco nuovo indusse il comune a farne costrurre uno sufficientemente ampio tra questi due abitati.

Vi esistono tre gabellotti del sale e del tabacco. Da alcuni anni vi si trova una brigata di preposti delle R. Gabelle, composta di otto uomini compreso il brigadiere.

Gli abitanti respirando un'aria salubre sono per lo più di robusta complessione, e di buone disposizioni intellettuali.

Cenni storici. Si ha per tradizione che Zinasco fosse anticamente un grosso borgo, il quale essendo stato rovinato dalle corrosioni del torrente, gli abitanti si trovassero costretti a rifabbricare le loro case in attiguità delle rimaste, le quali presero poi il nome di Zinasco vecchio, e parte in altro sito poco discosto, a cui ora si dà il nome di Zinasco nuovo.

Egli è probabile che in questo territorio abbia soggiornato un corpo di truppe romane, o che siavi accaduta una qualche battaglia; perocchè, son pochi anni, vi si dissotterrarono tra Zinasco vecchio e Zinasco nuovo alcune romane anticaglie, e una quantità di monete d'oro di diversi imperatori romani, una parte delle quali monete, a richiesta del R. Governo, furono inviate al Ministero dell'Interno a Torino. Zinasco veniva eretto in feudo con titolo marchionale a favore degli Ollevani di Sajrano. Per le cose spirituali era già compreso nella diocesi di Pavia.

Nella primavera del 1799 le truppe russe, le quali inseguivano i francesi ritirantisi dalla Lombardia, dovettero far alto in numero di sei mila uomini, e soffermarsi per lo spazio di otto giorni in vicinanza del suddetto ponte del Re sul torrente Terdoppio; perocchè si trovava impedita la continuazione della via sopra Tortona per causa di una piena del fiume Po; i russi in quei pochi giorni arrecarono la desolazione a Zinasco con estorsioni di ogni sorta; a tal che le famiglie più agiate furono costrette ad abbandonare le loro case, ed anche a pernottare in aperta campagna per sottrarsi ad insulti maggiori.

Popolazione 3360.