effelara ha scritto:e se ti dicessi prendi due rullini a colori,scatta delle belle foto e vieni a casa mia che li sviluppiamo e stampiamo insieme,cosa risponderesti?
Non ti incuriosisce un po' come si può giocare con i colori in camera oscura?
Vedi, Raffaele, il piacere della camera oscura l'ho provato anch'io. Da me non sentirai mai dire che quella fotografia (la Fotografia) non è valida al confronto con il digital imaging (come correttamente qualcuno già chiama).
Io dico, solo, che con il passare degli anni, il progresso ha cambiato il modo di fare immagini. Solo questo e niente più.
Posso anche dire, se ti fa piacere, che se si vuole ottenere il massimo in termini di qualità si deve fotografare con la pellicola e che il digitale deve farne ancora di strada prima di potersi almeno avvicinare alla perfezione di una Kodachrome. Ma con i tempi tutto è cambiato. La prima a dichiarare l'obsolescenza della fotografia tradizionale è stata la stessa Kodak, mettendo fuori produzione la sua pellicola migliore, così come la stessa Kodak è stata una delle prime ditte al mondo ad adottare e perfezionare la nuova tecnologia digitale.
effelara ha scritto:(...) sarebbe stato facilissimo ad esempio raddrizzare l'orizzonte cambiando leggermente il taglio della foto che ho postato,ma quasi non ci ho fatto caso ho subito ,e solo ,pensato al colore e l'ho presentata al concorso così.
ciao
Raffaele
Male! Un fotografo deve tenere presenti e utilizzare tutti gli elementi di una fotografia, e la composizione dell'immagine è forse il più importante. Se così non fosse, ne uscirebbe fuori un lavoro "zoppo", non equilibrato. Quando si scatta la fotografia, per prima cosa si deve osservare e comporre la scena nel mirino, con la massima attenzione, perché è in quel momento che si realizza buona parte del risultato finale. L'orizzonte non lo si deve raddrizzare; l'orizzonte deve essere già perfetto al momento dello scatto.
Proprio tu, che sei un sostenitore della fotografia tradizionale, dovresti fare molta attenzione al mirino, utilizzare tutta la superficie del fotogramma, per non intervenire, poi, con tagli e raddrizzamenti vari. E anche il colore lo devi già valutare in quel momento, per poter intervenire al minimo in camera oscura.
Fondamentalmente, devi riuscire a sapere già prima dello scatto come la tua fotografia verrà, tenendo presenti tutte le variabili che la condizionano, sensibilità della pellicola, latitudine di posa, tipo di lettura dell'esposimetro, qualità della luce presente, collocazione del/dei soggetti nell'inquadratura, eccetera.
E se sai fare tutte queste cose, non avrai difficoltà ad utilizzare sia la fotografia tradizionale che quella digitale, poiché il fine ultimo delle due tecnologie è lo stesso: creare una immagine a partire da un soggetto ripreso con un apparecchio fotografico.
effelara ha scritto:e se ti dicessi prendi due rullini a colori,scatta delle belle foto e vieni a casa mia che li sviluppiamo e stampiamo insieme,cosa risponderesti?
Che se mi fai venire i colori falsati come quelli della fotografia che hai postato nell'altra pagina, mi ripaghi non solo i rullini, ma tutto il danno artistico/morale causato.

Un rullino sviluppato male è irrimediabilmente perduto; una scheda di memoria, non necessitando del passaggio dello sviluppo chimico, contiene sempre immagini non deteriorate dal trattamento sbagliato e, quindi, sempre utilizzabili.
(Uno dei punti di forza del digitale!)