trovo che la foto sia bella, bella perchè storta, bella perchè ci sono i panni stesi, bella perchè considerate le contradditorie modalità di giudizio di questo concorso (ho visto la foto di una statua sul tetto di una chiesa fuori concorso, mentre io ne ho caricata una identica e sta ancora al suo posto) e per come la vedo io, questa è una foto, contestualizzata, che valorizza e dimostra che le chiese o le fontante non sono ritagli da cartoline, ma cose/oggetti/materia che vive NEL mondo, anche in quello che ha bisogno di stendere i panni proprio lì perchè non aveva altro posto dove farlo e facendolo, involontariamente, ha valorizzato quella chiesa: mi pare che peppeg ha fatto questa foto proprio perchè i panni messi gli hanno fatto prendere la decisione di fotografare. chissà quanti altri vedendo quei panni fuori luogo hanno poi guardato una chiesa che magari avevano osservato solo di sfuggita.
prendo atto, anche se trovo bizzarro considerare “chiaramente” come soggetto l’interno della chiesa, quando in realtà il soggetto è più che chiaramente la particolarità e il taglio della finestra. E anche se trovo molto più che bizzarro il rischio che una foto del genere posso essere addirittura fuorilegge perchè lesiva di una privacy della quale pur sforzandomi non riesco ad immaginare la natura. A queste condizioni che vadano fuori concorso tutte le foto nele quali si vedono macchine (attenti, ingrandendo e sottoponendo l’immagine a varie elaborazioni si può decifrare la targa e quello che giace su sedili e cruscotti e quindi individuare l’identità dei proprietari) e, perchè no, anche statue (le quali, o i loro artefici, difficilmente possono aver firmato una qualsivoglia liberatoria) e quant’altro.
x mediterraneansoul: sul fatto che la foto rispetti o mano i parametri di accesso al concorso. L’ho caricata quasi senza pormi il dubbio, non certo per presunzione ma perchè istintivamente sono portato - come ho scritto sopra - a incuriosirmi sul perchè sia stato necessario segnalare con un cartello che dietro quella vecchia porta ci sia una chiesa. Io ho visto la porta, ho letto il cartello, sono entrato e ho scoperto quel che c’è dentro. Per me quel cartello ha valorizzato il patrimonio artistico di quella chiesa più della sua facciata in muratura (che sta pochi metri dopo, sulla destra) che non mi ha mai invitato ad entrare.
x cenzino64: sul fatto che in italia ci sia o non ci sia rispetto per le chiese. La foto non vuole denunciare MINIMAMENTE l’incuria e il vandalismo. Se qualcuno ha voluto graffittare a dx e sin della porta una A cerchiata, affari suoi e del suo essere ineducatodeficienteetcetcetc. La porta l’avrei fotografata comunque, a prescindere dalla A o da qualsiasi altra cosa. L’avrei e l’ho fotografata perchè la cosa che mi ha innescato la necessità di farlo era e rimane il cartello con scritto CHIESA. Il titolo “necessità di una segnalazione” non vuol dire “carico questa foto perchè trovo necessario segnalare che a milano esiste una bella chiesa attorno alla cui laterale un vandalo nostalgico ha pennarellato due A cerchiate”. Significa “guarda un po’… per far capire al distratto pendolare milanese che quella è una chiesa hanno dovuto scriverlo sulla porta”. Questo trovo bizzarro e sinonimo di un modo assuefatto di vivere e vedere le città e il mondo. NOn sento la necessità di segnalare “al comune di Milano, ai vigili, alla curia” che qualcuno ha deturpato il muro attorno alla porta. Sento la necessità di vedere quello che molti (me compreso fino al giorno prima) non guardano o non hanno guardato. Questo sì.
guarda che capisco benissimo sia il punto di vista degli organizzatori sia le tue osservazioni. La foto e il commento non hanno il minimo intento “polemico” nei confronti di alcuno. E solo una questione personale, diciamo di abitudine a uno “sguardo laterale”. Tra il portone della foto e la facciata della chiesa stessa io fotograferei sempre il primo, perchè per il mio modo di “vedere” lo trovo più significativo, perchè manda un messaggio, vuole dire qualcosa, un qualcosa che nessuno osserva o ascolta. Quando ho fatto la foto, poco prima delle 9 del mattino, in pieno orario di entrata in ufficio, chi passava guardava interrogativo me che facevo la foto e non il portone…
non credo che l’immagine svaluti il nostro patrimonio artistico. per valorizzarlo servono davvero “fotocartoline”? magari servono anche immagini che possono essere “strumenti di scoperta”. vedi, t’incuriosisci, vai, scopri: ed ecco la valorizzazione.
comunque capisco il tuo dubbio e ti ringrazio per il voto (credo…) e il commento.
il dubbio l’avevo e l’ho. poi mi sono detto: la foto mi piace, trattasi di edificio religioso, la foto l’ho fatta all’esterno, alla finestra, che mi ha colpito per come era tagliata nel muro. che poi si veda l’interno, una porzione d’altare, il modellino di una nave appeso (da quanto mi parso di capire) più di 100 anni fa… fa parte del gioco… spero resti in concorso, in caso contrario… amen
trovo che la foto sia bella, bella perchè storta, bella perchè ci sono i panni stesi, bella perchè considerate le contradditorie modalità di giudizio di questo concorso (ho visto la foto di una statua sul tetto di una chiesa fuori concorso, mentre io ne ho caricata una identica e sta ancora al suo posto) e per come la vedo io, questa è una foto, contestualizzata, che valorizza e dimostra che le chiese o le fontante non sono ritagli da cartoline, ma cose/oggetti/materia che vive NEL mondo, anche in quello che ha bisogno di stendere i panni proprio lì perchè non aveva altro posto dove farlo e facendolo, involontariamente, ha valorizzato quella chiesa: mi pare che peppeg ha fatto questa foto proprio perchè i panni messi gli hanno fatto prendere la decisione di fotografare. chissà quanti altri vedendo quei panni fuori luogo hanno poi guardato una chiesa che magari avevano osservato solo di sfuggita.
prendo atto, anche se trovo bizzarro considerare “chiaramente” come soggetto l’interno della chiesa, quando in realtà il soggetto è più che chiaramente la particolarità e il taglio della finestra. E anche se trovo molto più che bizzarro il rischio che una foto del genere posso essere addirittura fuorilegge perchè lesiva di una privacy della quale pur sforzandomi non riesco ad immaginare la natura. A queste condizioni che vadano fuori concorso tutte le foto nele quali si vedono macchine (attenti, ingrandendo e sottoponendo l’immagine a varie elaborazioni si può decifrare la targa e quello che giace su sedili e cruscotti e quindi individuare l’identità dei proprietari) e, perchè no, anche statue (le quali, o i loro artefici, difficilmente possono aver firmato una qualsivoglia liberatoria) e quant’altro.
un taglio e una luce che fanno venire voglia di scoprire tutto il resto. bella. votata
dovrei ripetermi e lo faccio.
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x mediterraneansoul: sul fatto che la foto rispetti o mano i parametri di accesso al concorso. L’ho caricata quasi senza pormi il dubbio, non certo per presunzione ma perchè istintivamente sono portato - come ho scritto sopra - a incuriosirmi sul perchè sia stato necessario segnalare con un cartello che dietro quella vecchia porta ci sia una chiesa. Io ho visto la porta, ho letto il cartello, sono entrato e ho scoperto quel che c’è dentro. Per me quel cartello ha valorizzato il patrimonio artistico di quella chiesa più della sua facciata in muratura (che sta pochi metri dopo, sulla destra) che non mi ha mai invitato ad entrare.
x cenzino64: sul fatto che in italia ci sia o non ci sia rispetto per le chiese. La foto non vuole denunciare MINIMAMENTE l’incuria e il vandalismo. Se qualcuno ha voluto graffittare a dx e sin della porta una A cerchiata, affari suoi e del suo essere ineducatodeficienteetcetcetc. La porta l’avrei fotografata comunque, a prescindere dalla A o da qualsiasi altra cosa. L’avrei e l’ho fotografata perchè la cosa che mi ha innescato la necessità di farlo era e rimane il cartello con scritto CHIESA. Il titolo “necessità di una segnalazione” non vuol dire “carico questa foto perchè trovo necessario segnalare che a milano esiste una bella chiesa attorno alla cui laterale un vandalo nostalgico ha pennarellato due A cerchiate”. Significa “guarda un po’… per far capire al distratto pendolare milanese che quella è una chiesa hanno dovuto scriverlo sulla porta”. Questo trovo bizzarro e sinonimo di un modo assuefatto di vivere e vedere le città e il mondo. NOn sento la necessità di segnalare “al comune di Milano, ai vigili, alla curia” che qualcuno ha deturpato il muro attorno alla porta. Sento la necessità di vedere quello che molti (me compreso fino al giorno prima) non guardano o non hanno guardato. Questo sì.
guarda che capisco benissimo sia il punto di vista degli organizzatori sia le tue osservazioni. La foto e il commento non hanno il minimo intento “polemico” nei confronti di alcuno. E solo una questione personale, diciamo di abitudine a uno “sguardo laterale”. Tra il portone della foto e la facciata della chiesa stessa io fotograferei sempre il primo, perchè per il mio modo di “vedere” lo trovo più significativo, perchè manda un messaggio, vuole dire qualcosa, un qualcosa che nessuno osserva o ascolta. Quando ho fatto la foto, poco prima delle 9 del mattino, in pieno orario di entrata in ufficio, chi passava guardava interrogativo me che facevo la foto e non il portone…
non credo che l’immagine svaluti il nostro patrimonio artistico. per valorizzarlo servono davvero “fotocartoline”? magari servono anche immagini che possono essere “strumenti di scoperta”. vedi, t’incuriosisci, vai, scopri: ed ecco la valorizzazione.
comunque capisco il tuo dubbio e ti ringrazio per il voto (credo…) e il commento.
brava e bravissima. votata
il dubbio l’avevo e l’ho. poi mi sono detto: la foto mi piace, trattasi di edificio religioso, la foto l’ho fatta all’esterno, alla finestra, che mi ha colpito per come era tagliata nel muro. che poi si veda l’interno, una porzione d’altare, il modellino di una nave appeso (da quanto mi parso di capire) più di 100 anni fa… fa parte del gioco… spero resti in concorso, in caso contrario… amen
molto bella, votata, ciao