1. Adriano Di Benedetto su Castel Mareccio (Bolzano) scrive:

    Ale secondo me queste due foto non sono simili penso che tu abbia ragione

  2. Adriano Di Benedetto su La torre, l’acqua e il tramonto (San Felice Circeo) scrive:

    SE tu vai a vedere hai già postato foto della torre e il comune hai messo Sabaudia, ti dò con certezza che torre Paola fa parte del comune di Sabaudia un saluto

  3. Adriano Di Benedetto su La torre, l’acqua e il tramonto (San Felice Circeo) scrive:

    Ciao Venticello non vorrei darti una delusione il comune non è San Felice Circeo ma bensi Sabaudia, avevi già postato foto di torre Paola e il comune che avevi messo era quello giusto Sabaudia chiedi alla redazione di cambiarlo un saluto

  4. Adriano Di Benedetto su La Torre dei Lombardi (Magione) scrive:

    La torre si chiama dei Lambardi

  5. Adriano Di Benedetto su Una discesa di tetti (Rocca Canterano) scrive:

    grazie delle parole dopo aver sentito di tutto queste parole mi riempiono di gioia un saluto

  6. Adriano Di Benedetto su Io l’ho trovato interessante (Narni) scrive:

    L’Abbazia benedettina di S. Cassiano risale al X secolo, al tempo del Papa narnese Giovanni XIII (965-972) e di S. Orso, abate. L’abbazia sorse su un monastero fortificato risalente alle guerre gotiche (VI secolo); probabilmente esso fu voluto da un generale bizantino, Belisario, in analogia a quello dedicato a S. Giovenale, fatto costruire a Orte al tempo del Papa Virgilio (538-555).
    I due monasteri fortificati dovevano vigilare sulla gola del Nera, che era l’ultima difesa del corridoio bizantino che assicurava la continuità territoriale fra Roma e Ravenna.
    In origine era un forte slo dopo divenne una Abbazia perciò per me è una fortezza, ho parlato con il sindaco di Narni il quale mi ha fato parlare con un esperto il quale mi ha comfermato che in origine era un forte questo è quanto.

  7. Adriano Di Benedetto su Io l’ho trovato interessante (Narni) scrive:

    San Cassiano

    Abbazia di San Cassiano
    In splendida posizione sul Monte Santa Croce, si affaccia a controllo del Nera l’abbazia fortificata di S. Cassiano.
    L’Abbazia benedettina di S. Cassiano risale al X secolo, al tempo del Papa narnese Giovanni XIII (965-972) e di S. Orso, abate. L’abbazia sorse su un monastero fortificato risalente alle guerre gotiche (VI secolo); probabilmente esso fu voluto da un generale bizantino, Belisario, in analogia a quello dedicato a S. Giovenale, fatto costruire a Orte al tempo del Papa Virgilio (538-555).
    I due monasteri fortificati dovevano vigilare sulla gola del Nera, che era l’ultima difesa del corridoio bizantino che assicurava la continuità territoriale fra Roma e Ravenna.
    L’impianto originale fu manomesso nel trecento per dar luogo ad una costruzione articolata internamente in tre navate segnate da eleganti pilastrini con capitelli romanici. L’interno della chiesa provoca la sensazione di trovarsi in uno spazio dove l’orologio del tempo ha smesso di camminare. Altra interessante particolarità che vi si ritrova è la presenza dell’arco a ferro di cavallo, elemento caratteristico dell’architettura orientale. Il complesso di casette e di fabbricati a servizio un tempo della comunità di monaci è sovrastato da un elegante campanile a cuspide.

    Il fabbricato della chiesa, benché modificato nel XIV secolo, resta legato ai modelli bizantini (capitelli, pulvini, resti delle decorazioni).

    Intorno al 1400 divenne abbazia commendataria e fu titolo conteso tra il vescovo di Narni ed altri prelati e cardinali. Si sa che l’ultimo abate commendatario fu il Card. Ferretti, già segretario di stato di Pio IX.
    Dopo un periodo di abbandono da parte dei proprietari che l’acquisirono intorno alla metà del secolo scorso, la chiesa e tutto il fabbricato erano ridotti ad un cumulo di macerie.
    Dopo lunghe e macchinose pratiche lo stabile nel 1960 fu espropriato dal Ministero della P.I. e finalmente nel 1963 cominciarono i primi lavori che, nel 1971, portarono a termine il restauro delle mura perimetrali, del campanile e della chiesa, restituendo quasi completamente a quest’ultima le sue linee originarie. Infatti, mentre si consolidavano i muri perimetrali, si è scoperto che la chiesa, inizialmente, era a croce greca (a bracci uguali), struttura tipica dell’architettura bizantina ed orientale, con al centro le quattro arcate più ampie con tre absidi, delle quali rimangono solo due perché la terza, quella di sinistra, in parte è occupata dal campanile.
    La pianta a croce greca è una particolarità davvero eccezionale visto che per trovare tipologie simili nella zona bisogna guardare al S. Ciriaco d’Ancona o alla Santa Maria di Portonovo.

    La facciata è stata ricostruita molto fedelmente, ha un bel portale con pilastri e archi concentrici, non ha più l’affresco della lunetta. In alto è stata ricostruita la trifora scomparsa probabilmente nel 1600 e tre aperture ovali.
    L’interno, come detto sopra, è a croce greca, le cui braccia si aprono con arcate ad ampio respiro a tutto sesto e poggiano su colonne marmoree ornate di basi e capitelli elegantissimi.

    Il recinto di mura merlate, il campanile con la cuspide a forma di piramide quadrangolare e la bella facciata della chiesa incorniciata da tutto il complesso con il bosco che fa da sfondo, formano un quadro che di certo attirerà la vostra attenzione.

    L’Abbazia benedettina di S. Cassiano, rimasta disabitata per tempo, è stata riaperta da un monaco benedettino con due comunità monastiche, una maschile ed una femminile.

  8. Adriano Di Benedetto su Un insieme di tutta la costa ” che meraviglia “ (Riomaggiore) scrive:

    Dato che stò imparando chiedo di mettere FC questa foto perchè troppo simile grazie

  9. Adriano Di Benedetto su Che meraviglia di costa (Riomaggiore) scrive:

    volevo ringraziare greenland e Justinawind per la collaborazione farò mettere subito FC la foto simile, per precisare non c’è solo il rametto ci sono molte altre cose che forse tu non vedi un saluto

  10. Adriano Di Benedetto su Un insieme di tutta la costa ” che meraviglia “ (Riomaggiore) scrive:

    Come dicevo prima Diana devo ancora imparare molto

  11. Adriano Di Benedetto su Un insieme di tutta la costa ” che meraviglia “ (Riomaggiore) scrive:

    Grazie Diana le tue parole mi sconvolgono mi fai sentire un grande, però non lo sono devo imparare ancora molto un saluto

  12. Adriano Di Benedetto su Il sole che comincia ad illuminare e dare calore al paese (Castiglione della Pescaia) scrive:

    grazie Massimo cerco di darmi da fare spero bene un saluto

  13. Adriano Di Benedetto su L’altra faccia della rocca e del borgo (Roccascalegna) scrive:

    grazie BEC MAT per le parole espresse un saluto

  14. Adriano Di Benedetto su Un presepe Stoffoli (Petrella Salto) scrive:

    vorrei cambiare la parola Stoffoli in Staffoli grazie

  15. Adriano Di Benedetto su La città che muore ” Civita “ (Bagnoregio) scrive:

    ciao ilimeo grazie del commento, la foto è stata scattata dal belvedere

  16. Adriano Di Benedetto su Un dolce andare (Calascio) scrive:

    Grazie a tutti per le belle parole

  17. Adriano Di Benedetto su dal castello di Villanova io prendo la barca gialla, e tu? (Ostuni) scrive:

    Una sola parola bellissima

  18. Adriano Di Benedetto su tramonto sul castello di San Nicandro (Sannicandro di Bari) scrive:

    Ciao Diana vedo che và molto meglio quello chi ti ho detto la foto mi piace molto

  19. Adriano Di Benedetto su la verde umbria (Campello sul Clitunno) scrive:

    Il comune è Campello sul Clitunno

  20. Adriano Di Benedetto su la verde umbria (Campello sul Clitunno) scrive:

    ciao Ginetto penso che hai sbagliato comune non è Spoleto ti faccio sapere che comune è

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