Grazie a tutti, davvero. La grotta fu scoperta nel 1987 da Willy Costamolling di Corvara (quanto l’ho invidiato, proprio in quegli anni scorrazzavo per la Val Badia!). L’eccezionalità della scoperta era dovuta all’altitudine del sito (c.ca 2.800 mt). I reperti risalivano a 50.000 anni addietro.
Max49, mi sono permesso di inserire questa immagine dopo aver guardato moltissime foto dei colleghi in questo sito. Avendone visto diverse dove poteva sorgere qualche dubbio come nel mio caso ed essendo rimaste in concorso ho optato per il rimorso invece del rimpianto.
Se non viene accettata pazienza, sarei contento che almeno piacesse.
Grazie comunque per l’appunto, sempre da rispettare.
Ciao Marsi, i Monti Piana (Italiano) e Piano (Austriaco), divisi da un valloncello e dove puoi ammirare un cippo di confine del 1753 sono pure interessati da storie suggestive, visto che il fronte era proprio vis-a-vis. Le due cime contigue sono state ripristinate dagli Amici delle Dolomiti capitanati dal purtroppodeceduto Colonnello Walther Schaumann che gho avuto la fortuna di conoscere personalmente.
Ho peccato di spocchiosità e vanità (sono uno dei vecchi che ha studiato latino alle Medie di una volta, I beg your pardon). E’ l’”Orso delle caverne” preistorico, il progenitore dell’orso attuale.
Ho trasmesso i complimenti alle Dolomiti che ringraziano. Come per le altre mie immagini di carattere alpino (specialmente le stupende Dolomiti) è facile fare bella figura: gran parte del merito va alla loro ineguagliabile bellezza e unicità.
Le nuvole che hai ripreso sono eccezionali. Confesso che anche a me piacciono tanto, sono un soggetto che prediligo. Osservandole si scoprono immagini straordinarie.
Veramente bravo, hai tutta la mia ammirazione.
I miei più sinnceri complimenti per questa immagine straordinaria. Mi stai convinvcendo a usare quel benedetto cavalletto che ho comperato e che non uso quasi per nulla.
Ancora bravo.
Caro Pagati sr, in breve:
Una direttiva sbagliata del Comando Austriaco aveva ordinato di conquistare il Monte Paterno, in mano agli Italiani. Sicuro del fallimento della missione, la guida Sepp Innerkopfler - proprietario con la famiglia del Rifugio Locatelli - si era offerta per non sacrificare vite di altri commilitoni. Al figlio che voleva seguirlo disse che la madre bastava piangesse un solo familiare. Partito dal Sasso di Sesto venne ucciso, secondo le testimonianze, dall’Alpino De Luca. Gli Italiani recuperarono il corpo di Sepp, molto conosciuto in zona, e lo seppellirono sulla cima dove vi fu posta una croce, in seguito sostituita da una nuova, stupenda e suggestiva. Come in altri casi la via ferrata fu intitolata ai due protagonisti, Innerkopfler-De Luca.
Spero di essere stato breve ed esauriente. E’ una storia che mi commuove sempre, come altre accadute fra quei monti, del resto.
Pueri, culpa mea est. Mettiamola FC che non se ne parli più. Un’immagine non vale discussioni come i confini delle Coree a Panmunjon. It’s only a game, after all.
Un grazie a tutti per la grande attenzione dimostrata al povero vetro di Urbino,
Fulvio Arman
Grazie Pia. Sono stato fortunato; di tutte le ferrate delle Dolomiti di Sesto me ne sono mancate due e, credimi, ogni volta che arrivavo alla vetta mi sentivo un’altra persona. L’aggiunta era anche la possibilità di vedere di persona i posti della Storia (I GM). Mi ha sempre creato una sensazione particolare lo stare dove avevano vissuto ma soprattutto sofferto tanti bravi soldati - Italiani e Austriaci -. La storia del Monte Paterno poi è ancora più commovente per le vicende personali dei protagonisti (la famiglia Innerkopfler). Ma mi accorgo di essere il solito pedante cui piace raccontare le cose che a me sembrano interessanti.
Ciao Gianfranco, per tutti gli anni nei quali ho girato sulle Dolomiti ho sempre unito l’attività escursionistica (camminate, ferrate ecc.) alla ricerca della Storia presente in quei luoghi. Per non parlare dei posti in Slovenia, Carso ecc.. Dopo la mia permanenza recente a Padova ho esplorato in lungo e in largo i forti dell’Altopiano di Asiago. C’è da leccarsi i baffi, non si finisce mai.
Se vuoi possiamo restare in contatto e scambiarci le nostre esperienze, c’è sempre da imparare.
Ma va’! Adesso si capisce perchè il mio incarico preferito, alla fine dell’attività lavorativa, era la formazione.
Grazie a tutti, davvero. La grotta fu scoperta nel 1987 da Willy Costamolling di Corvara (quanto l’ho invidiato, proprio in quegli anni scorrazzavo per la Val Badia!). L’eccezionalità della scoperta era dovuta all’altitudine del sito (c.ca 2.800 mt). I reperti risalivano a 50.000 anni addietro.
Il Gruppo di Fanes era il mio preferito per gli attraversamenti perchè a momenti sembrava di essere sulla Luna. E’ il Gruppo delle leggende Ladine.
Max49, mi sono permesso di inserire questa immagine dopo aver guardato moltissime foto dei colleghi in questo sito. Avendone visto diverse dove poteva sorgere qualche dubbio come nel mio caso ed essendo rimaste in concorso ho optato per il rimorso invece del rimpianto.
Se non viene accettata pazienza, sarei contento che almeno piacesse.
Grazie comunque per l’appunto, sempre da rispettare.
Ciao Marsi, i Monti Piana (Italiano) e Piano (Austriaco), divisi da un valloncello e dove puoi ammirare un cippo di confine del 1753 sono pure interessati da storie suggestive, visto che il fronte era proprio vis-a-vis. Le due cime contigue sono state ripristinate dagli Amici delle Dolomiti capitanati dal purtroppodeceduto Colonnello Walther Schaumann che gho avuto la fortuna di conoscere personalmente.
Ho peccato di spocchiosità e vanità (sono uno dei vecchi che ha studiato latino alle Medie di una volta, I beg your pardon). E’ l’”Orso delle caverne” preistorico, il progenitore dell’orso attuale.
Grazie Carlom per il commento tecnico.
Anch’io lo spero, indeed. Grazie.
Ho trasmesso i complimenti alle Dolomiti che ringraziano. Come per le altre mie immagini di carattere alpino (specialmente le stupende Dolomiti) è facile fare bella figura: gran parte del merito va alla loro ineguagliabile bellezza e unicità.
E’ entusiasmante il pensare di visitare e vedere luoghi vissuti nel passato, non importa se recente o remoto. Penso che esso sia sempre presente.
Cara Pia,
ha usato parole bellissime. Ti ringrazio, danno alla foto una marcia in più.
Le nuvole che hai ripreso sono eccezionali. Confesso che anche a me piacciono tanto, sono un soggetto che prediligo. Osservandole si scoprono immagini straordinarie.
Veramente bravo, hai tutta la mia ammirazione.
I miei più sinnceri complimenti per questa immagine straordinaria. Mi stai convinvcendo a usare quel benedetto cavalletto che ho comperato e che non uso quasi per nulla.
Ancora bravo.
Caro Pagati sr, in breve:
Una direttiva sbagliata del Comando Austriaco aveva ordinato di conquistare il Monte Paterno, in mano agli Italiani. Sicuro del fallimento della missione, la guida Sepp Innerkopfler - proprietario con la famiglia del Rifugio Locatelli - si era offerta per non sacrificare vite di altri commilitoni. Al figlio che voleva seguirlo disse che la madre bastava piangesse un solo familiare. Partito dal Sasso di Sesto venne ucciso, secondo le testimonianze, dall’Alpino De Luca. Gli Italiani recuperarono il corpo di Sepp, molto conosciuto in zona, e lo seppellirono sulla cima dove vi fu posta una croce, in seguito sostituita da una nuova, stupenda e suggestiva. Come in altri casi la via ferrata fu intitolata ai due protagonisti, Innerkopfler-De Luca.
Spero di essere stato breve ed esauriente. E’ una storia che mi commuove sempre, come altre accadute fra quei monti, del resto.
Pueri, culpa mea est. Mettiamola FC che non se ne parli più. Un’immagine non vale discussioni come i confini delle Coree a Panmunjon. It’s only a game, after all.
Un grazie a tutti per la grande attenzione dimostrata al povero vetro di Urbino,
Fulvio Arman
Grazie Pia. Sono stato fortunato; di tutte le ferrate delle Dolomiti di Sesto me ne sono mancate due e, credimi, ogni volta che arrivavo alla vetta mi sentivo un’altra persona. L’aggiunta era anche la possibilità di vedere di persona i posti della Storia (I GM). Mi ha sempre creato una sensazione particolare lo stare dove avevano vissuto ma soprattutto sofferto tanti bravi soldati - Italiani e Austriaci -. La storia del Monte Paterno poi è ancora più commovente per le vicende personali dei protagonisti (la famiglia Innerkopfler). Ma mi accorgo di essere il solito pedante cui piace raccontare le cose che a me sembrano interessanti.
Il Comune di Rotzo è alla destra guardando la foto. Mi sono fermato sulla strada che mi ci portava.
Marsala!
Ciao Gianfranco, per tutti gli anni nei quali ho girato sulle Dolomiti ho sempre unito l’attività escursionistica (camminate, ferrate ecc.) alla ricerca della Storia presente in quei luoghi. Per non parlare dei posti in Slovenia, Carso ecc.. Dopo la mia permanenza recente a Padova ho esplorato in lungo e in largo i forti dell’Altopiano di Asiago. C’è da leccarsi i baffi, non si finisce mai.
Se vuoi possiamo restare in contatto e scambiarci le nostre esperienze, c’è sempre da imparare.
Bellissimi colori. Ma.. il Papa non si vede da nessuna parte? I’m kidding, ancora complimenti.