Un dualismo dalle dimensioni pancelestiali o, per contrasto, di una dantesca malabolgia. In uno scatto hai saputo racchiudere l’ineffabile ardire di un fiore verso la consecutio guerrafondaia insita nello spirito aleggiante sulla torre. Di grandissimo effetto e di ottimo livello.
La malinconia della solitudine esistenzialista di Sartre: ecco quel che si legge in questo piccolo capolavoro di arte fotografica. Per altri versi mi ricorda molto la tristezza che si ritrova in “La morte a Venezia” di Mann. Sembra proprio un sospiro che perpetui l’eternità dell’essre interiore contrapposto alla dissolutezza di giorni androgeni.
E il mio cuore si tuffa in questo mar “ove morir m’è dolce”. Grande veduta. Pare che il pelago incipiente inghiotta e digerisca tutto in uno scrosciar d’applausi. Magnifico!!
Hai fatto un capolavoro!! La potenza, l’eleganza, la sobrietà le hai racchiuse in un clic che ha del michelangiolesco. Ripeto: un capolavoro. Grazie, maestro!!
Non vorrei sembrare esagerata, ma certi cromatismi mi ricordano molto i colori del Raffaello nella “Scuola di Atene”. Foto avvolta di un dolce oblio, con queste ombre lunghe che fanno da preludio ad un inverno ormai incipiente. A leggerla bene, questa foto è il ritratto di una certa umanità decadentista. Brava, hai colto nel segno!!
Un dualismo dalle dimensioni pancelestiali o, per contrasto, di una dantesca malabolgia. In uno scatto hai saputo racchiudere l’ineffabile ardire di un fiore verso la consecutio guerrafondaia insita nello spirito aleggiante sulla torre. Di grandissimo effetto e di ottimo livello.
La malinconia della solitudine esistenzialista di Sartre: ecco quel che si legge in questo piccolo capolavoro di arte fotografica. Per altri versi mi ricorda molto la tristezza che si ritrova in “La morte a Venezia” di Mann. Sembra proprio un sospiro che perpetui l’eternità dell’essre interiore contrapposto alla dissolutezza di giorni androgeni.
E il mio cuore si tuffa in questo mar “ove morir m’è dolce”. Grande veduta. Pare che il pelago incipiente inghiotta e digerisca tutto in uno scrosciar d’applausi. Magnifico!!
Hai fatto un capolavoro!! La potenza, l’eleganza, la sobrietà le hai racchiuse in un clic che ha del michelangiolesco. Ripeto: un capolavoro. Grazie, maestro!!
Non vorrei sembrare esagerata, ma certi cromatismi mi ricordano molto i colori del Raffaello nella “Scuola di Atene”. Foto avvolta di un dolce oblio, con queste ombre lunghe che fanno da preludio ad un inverno ormai incipiente. A leggerla bene, questa foto è il ritratto di una certa umanità decadentista. Brava, hai colto nel segno!!
Foto dai toni di un idealismo hegeliano degna in tutto e per tutto di un macrocosmo cosmico ove la tragedia si consuma nel silenzio. Bravissima.