Davvero bello quest’angolo sconosciuto del Molise, e gran parte del merito è del fotografo. Bravissimo Augusto e – se il calendario non mente – buon onomastico!
Tutti vorremmo rifletterci in queste limpide acque, dove un albero lussureggiante si specchia, quasi a volerci ricordare che la natura, ispiratrice dell’uomo, non deve essere maltrattatta, se vogliamo continuare ad avere paesaggi così belli e delicati. Il ponte, ad andamento semicircolare lievemente ribassato, quasi si alza dalle acque e sembra nascere da esse. La foto è inquadrata in modo sicuro e la luce è tanto limpida che si scorgono persino le piccole striature sulla superficie dell’acqua.Il cielo è accompagnato da una delicata nube, che fa capolino dietro la chioma frondosa dell’albero.
Chi era che di questo ponte aveva detto che bisognava farlo più centrato (cfr. altra foto di altro concorrente)? Molto meglio così, invece: l’asimmetria ti costringe a vedere cose note in una prospettiva insolita. Momento magico davvero: anche perché non è proprio esatto che “non c’era nessuno”: è che tutti i nessuno sono in ombra; e questo è un dono di quel limpido Cielo che dà quasi l’impressione di essere lui la fonte della luce.
L’ombra si innesta sulla luce di un sole che ravviva la muratura lievemente scalcinata. Ombreggiata e in secondo piano una casa che ricorda i tempi dell’infanzia, quando da bambini si giocava per strada e ci si divertiva con giochi semplici ma che rendevano felici. Le finestre socchiuse e la bicicletta appoggiata al muro evocano la quiete di un lavoro che non oltraggia vite attualmente stressate dalla corsa continua e inarrestabile del tempo. Il selciato costruito da mani di lavoratori chini sotto il sole, ricorda il dipinto di Courbet ” Gli spaccapietre”. Lo scatto del fotografo sapientemente ricorda la malinconia lieve di un tempo che fu.
Il cielo azzurro intenso e un po’ nuvoloso, la luce dei lampioni che si sfuoca nell’aere, la verticalità suprema dell’obelisco, asse centrale della composizione, la piazza quasi dormiente, profonda e silenziosa, le case fiocamente illuminate e sonnolente, conducono la mente alla pace squisita del riposo dalle umane fatiche.
Grazie Augusto: sei sempre gentilissimo.
A dir la verità, senza i furgoni in fondo a destra la piazza sarebbe stata molto più bella. C’è un bel palazzo con loggiato che ho dovutorinunciare a riprendere.
Grazie Franco. Eh sì, capita di andare in missione. Non ti posso seguire nella Terra del Fuoco o sul Pamir, ma un po’ più vicino a casa cerco di cogliere qualche occasione piazzesca.
Buona Pasqua a te e a tutto il team
Paola, sei grande! (magari avessimo anche solo un centesimo della tua bravura!)
Davvero bello quest’angolo sconosciuto del Molise, e gran parte del merito è del fotografo. Bravissimo Augusto e – se il calendario non mente – buon onomastico!
mi unisco all’invito di Ombretta
Ahimè, è vero:le umane fatiche cominciano presto. troppo presto!
Tutti vorremmo rifletterci in queste limpide acque, dove un albero lussureggiante si specchia, quasi a volerci ricordare che la natura, ispiratrice dell’uomo, non deve essere maltrattatta, se vogliamo continuare ad avere paesaggi così belli e delicati. Il ponte, ad andamento semicircolare lievemente ribassato, quasi si alza dalle acque e sembra nascere da esse. La foto è inquadrata in modo sicuro e la luce è tanto limpida che si scorgono persino le piccole striature sulla superficie dell’acqua.Il cielo è accompagnato da una delicata nube, che fa capolino dietro la chioma frondosa dell’albero.
Chi era che di questo ponte aveva detto che bisognava farlo più centrato (cfr. altra foto di altro concorrente)? Molto meglio così, invece: l’asimmetria ti costringe a vedere cose note in una prospettiva insolita. Momento magico davvero: anche perché non è proprio esatto che “non c’era nessuno”: è che tutti i nessuno sono in ombra; e questo è un dono di quel limpido Cielo che dà quasi l’impressione di essere lui la fonte della luce.
L’ombra si innesta sulla luce di un sole che ravviva la muratura lievemente scalcinata. Ombreggiata e in secondo piano una casa che ricorda i tempi dell’infanzia, quando da bambini si giocava per strada e ci si divertiva con giochi semplici ma che rendevano felici. Le finestre socchiuse e la bicicletta appoggiata al muro evocano la quiete di un lavoro che non oltraggia vite attualmente stressate dalla corsa continua e inarrestabile del tempo. Il selciato costruito da mani di lavoratori chini sotto il sole, ricorda il dipinto di Courbet ” Gli spaccapietre”. Lo scatto del fotografo sapientemente ricorda la malinconia lieve di un tempo che fu.
Il cielo azzurro intenso e un po’ nuvoloso, la luce dei lampioni che si sfuoca nell’aere, la verticalità suprema dell’obelisco, asse centrale della composizione, la piazza quasi dormiente, profonda e silenziosa, le case fiocamente illuminate e sonnolente, conducono la mente alla pace squisita del riposo dalle umane fatiche.
Caro Franco,
ci dispiace enormemente per questa decisione. Ripensaci, te ne preghiamo: sei la nostra punta di diamante!
Grazie, Paola: sei troppo ottimista. Poi, in fondo, ho avuto il 48%. Altrimenti detto: ho perso, ma gliene ho dette tante…
Evviva Paola! Lo sapevamio che è una garnde foto! Complimenti!
Grazie Augusto: sei sempre gentilissimo.
A dir la verità, senza i furgoni in fondo a destra la piazza sarebbe stata molto più bella. C’è un bel palazzo con loggiato che ho dovutorinunciare a riprendere.
Ma dietro la siepe, che diamine! Sai, i cani avevano bisogno di appartarsi… 8D
O Paola, ma huesta ‘un è mmia una lezione d’ithaliano! L’è una lezione di thoscano!
e ci sarà un intero team pronto a darci una benedetta lezione…
Anch’io sono del nord, ma in gioventù ho assistito a parecchi “derby dell’Appennino” (Bologna-Fiorentina).
Però quant’è bella codesta foto costì !
Paola, guarda che stai parlando a un toscano! Devi dire “di passare di costì”, altrimenti non vi capite
Grazie Pia. Non perdiamoci d’animo, specialmente con tanti incoraggiamenti!
Grazie Franco. Eh sì, capita di andare in missione. Non ti posso seguire nella Terra del Fuoco o sul Pamir, ma un po’ più vicino a casa cerco di cogliere qualche occasione piazzesca.
Buona Pasqua a te e a tutto il team
Carissima Mapi,
tanti affettuosi auguri a te e a tutto il nostro formidabile team!
Grazie Mapi. Si fa quel che si può