Scusa, ma sono stata via una settimana e vedo solo ora l’esclusione.
Italsider è come dire la Fiat. Non è una fabbrichetta…comunque ho capito che io e i contest non andiamo molto d’accordo.
da Wikipedia:
Il castello visconteo di Trezzo, situato su un promontorio su un’ansa del fiume Adda e da questa protetto sui due lati, sul terzo lato si trovava una torre quadrata alta 42 metri. Il castello era costruito a difesa di un ponte e per la sua posizione strategica fu a dapprima conteso fra Federico Barbarossa e la città di Milano e in seguito fra i Visconti e i Torriani. Fu più volte distrutto o incendiato ma sempre ricostruito. I resti attuali sono quelli della costruzione del 1370 di Bernabò Visconti di cui fu residenza e prigione fino alla morte ad opera del nipote Gian Galeazzo Visconti
Salve. Una domanda che non ha a che fare con il Contest, ma solo curiosità personale: alle spalle della centrale è la rovina di un castello vero? Sai mica il suo nome, qualche informazione su di esso? saluti
non sapevo che la mia foto fosse anonima per i giudici. L’artigianato è l’archeologia della industria
La questione potrebbe diventare di lana caprina in quanto alcune macchine esistono da sempre per esempio il tornio e a seguire i telai. La meccanizzazione è stata fatta in diversi tempi. Per esempio queste fucine usano l’acqua per far funzionare il mantice dell’aria, tutte le fabbriche a partire dai mulini hanno utilizzato l’acqua come prima fonte di energia per lavorare.
La tua foto è stata già sondagiata, con il voto di 8 sì per f.c. e 1 no.
Il problemi oltre a quello indicato sull’era industriale sono due:
1. Si tratta dell’artigianato e non dell’industria - sono due cose ben distinte.
2. Parziale violazione dell’anonimato - inserimento del tuo nome nei commenti.
Ora comunque rivalutiamo la tua richiesta, ci serve il tempo per discutere - per il momento rimetto la foto in revisione.
ho trovato anche la data di costruzione e il nome della fucina
Delle tante presenti, la “Fucina Neuva” del 1850,situata nella frazione Forneri, è stata restaurata recentemente grazie alla pro Loco e al lavoro di numerosi volontari ed è nuovamente in funzione.
La Pro Loco, volendo riportare al giusto interesse questo mestiere così importante nella storia del paese, ha avviato nel 2005 una scuola per chiodaioli affinché alcuni volontari riprendessero i segreti e le tradizioni della fabbricazione artigianale dei chiodi.
Il gruppo dei chiodaioli di Mezzenile partecipa a numerose feste, fiere e manifestazioni, anche fuori Regione, diffondendo così la conoscenza di questo antico mestiere. E’ possibile, su richiesta, visitare la fucina e, assistendo alla dimostrazione, osservare le varie fasi lavorative legate alla fabbricazione dei chiodi, le cui tecniche sono rimaste immutate nei secoli.
spero vivamente nel reintegro della foto
giuseppe
Mezzenile nel XIII secolo era già un importante centro minerario, sede di miniere e fucine per l’estrazione e la lavorazione del ferro. Accanto all’agricoltura, alla selvicoltura e all’allevamento del bestiame l’attività mineraria (miniere di ferro, rame, argento, attive fino alla seconda metà dell’Ottocento) aveva una notevole importanza, così come l’artigianato ad essa collegato in particolare la lavorazione del ferro, che fece del paese, per secoli e fin dopo la Seconda Guerra Mondiale, un importante centro per la fabbricazione di chiodi per calzature e per l’edilizia.
Le comuni attività agro-silvo-pastorali sulle quali si fondava l’economia montana furono difatti affiancate, fino agli anni 60 del ventesimo secolo, dalle lavorazioni artigianali dei chiodaioli, anche nelle fucine stagionali che si trovavano nei pressi delle “muande” e degli alpeggi ed erano utilizzate nella bella stagione.
L’attività dei chiodaioli, documentata sin dal 1289 e mantenuta nei secoli successivi, rappresentando una delle principali attività dell’economia locale, entrò progressivamente in crisi dalla seconda metà dell’800 ed in particolare si ridusse drasticamente nell’ultimo dopoguerra, cessando definitivamente negli anni ’60 del ‘900. Nel 1966-67 venne liquidata la cooperativa dei chiodaioli di Mezzenile, nata dopo la Prima Guerra Mondiale. Giusto per precisare
Attenzione in quella forgieria si sono fatti chiodi fino alla fine della 2 guerra mondiale e soprattutto Mezzenile ha vinto l’appalto della fornitura di chiodi per l’esercito nella prima guerra mondiale e determinate strutture sicuramente non possono essere in piedi da 700 anni
Notizie della giornata del Fai
Desidero una risposta
Giuseppe
Foto non ammessa, in quanto il soggetto risale all’epoca preindustriale - 1300.
Il periodo che si riferisce all’era industriale è da metà del Settecento (inteso come 1700 ovviamente) ad oggi.
Foto non ammessa - la descrizione non può essere integrata nei commenti.
E invece le idrovore si ??
Non vedo una grande differenza, comunque se questa è la decisione .
Saluti
Fabbrica dismessa digianturco,
.
Fra l’altro ho messo l’ubicazione in Maps.
Dopo una rivalutazione del caso la foto viene riamessa al contest.
Riteniamo la descrizione sufficente.
Scusa, ma sono stata via una settimana e vedo solo ora l’esclusione.
Italsider è come dire la Fiat. Non è una fabbrichetta…comunque ho capito che io e i contest non andiamo molto d’accordo.
Foto non ammessa, in quanto il soggetto della foto è il castello, e non la filanda.
4.L’edificio nella foto dev’essere il protagonista principale, NON in secondo piano
Castello Visconteo
rete.comuni-italiani.it/foto/2009/geo/015221
da Wikipedia:
Il castello visconteo di Trezzo, situato su un promontorio su un’ansa del fiume Adda e da questa protetto sui due lati, sul terzo lato si trovava una torre quadrata alta 42 metri. Il castello era costruito a difesa di un ponte e per la sua posizione strategica fu a dapprima conteso fra Federico Barbarossa e la città di Milano e in seguito fra i Visconti e i Torriani. Fu più volte distrutto o incendiato ma sempre ricostruito. I resti attuali sono quelli della costruzione del 1370 di Bernabò Visconti di cui fu residenza e prigione fino alla morte ad opera del nipote Gian Galeazzo Visconti
Salve. Una domanda che non ha a che fare con il Contest, ma solo curiosità personale: alle spalle della centrale è la rovina di un castello vero? Sai mica il suo nome, qualche informazione su di esso? saluti
Foto non ammessa in quanto la struttura ha subito un ammodernamento troppo stravolgente.
Abbiamo paragonato lo stato attuale con le foto d’epoca.
L’anonimato è anche per i giudici - serve per potre giudicare nel modo equo, senza sapere di chi è la foto.
non sapevo che la mia foto fosse anonima per i giudici. L’artigianato è l’archeologia della industria
La questione potrebbe diventare di lana caprina in quanto alcune macchine esistono da sempre per esempio il tornio e a seguire i telai. La meccanizzazione è stata fatta in diversi tempi. Per esempio queste fucine usano l’acqua per far funzionare il mantice dell’aria, tutte le fabbriche a partire dai mulini hanno utilizzato l’acqua come prima fonte di energia per lavorare.
La tua foto è stata già sondagiata, con il voto di 8 sì per f.c. e 1 no.
Il problemi oltre a quello indicato sull’era industriale sono due:
1. Si tratta dell’artigianato e non dell’industria - sono due cose ben distinte.
2. Parziale violazione dell’anonimato - inserimento del tuo nome nei commenti.
Ora comunque rivalutiamo la tua richiesta, ci serve il tempo per discutere - per il momento rimetto la foto in revisione.
ho trovato anche la data di costruzione e il nome della fucina
Delle tante presenti, la “Fucina Neuva” del 1850,situata nella frazione Forneri, è stata restaurata recentemente grazie alla pro Loco e al lavoro di numerosi volontari ed è nuovamente in funzione.
La Pro Loco, volendo riportare al giusto interesse questo mestiere così importante nella storia del paese, ha avviato nel 2005 una scuola per chiodaioli affinché alcuni volontari riprendessero i segreti e le tradizioni della fabbricazione artigianale dei chiodi.
Il gruppo dei chiodaioli di Mezzenile partecipa a numerose feste, fiere e manifestazioni, anche fuori Regione, diffondendo così la conoscenza di questo antico mestiere. E’ possibile, su richiesta, visitare la fucina e, assistendo alla dimostrazione, osservare le varie fasi lavorative legate alla fabbricazione dei chiodi, le cui tecniche sono rimaste immutate nei secoli.
spero vivamente nel reintegro della foto
giuseppe
Mezzenile nel XIII secolo era già un importante centro minerario, sede di miniere e fucine per l’estrazione e la lavorazione del ferro. Accanto all’agricoltura, alla selvicoltura e all’allevamento del bestiame l’attività mineraria (miniere di ferro, rame, argento, attive fino alla seconda metà dell’Ottocento) aveva una notevole importanza, così come l’artigianato ad essa collegato in particolare la lavorazione del ferro, che fece del paese, per secoli e fin dopo la Seconda Guerra Mondiale, un importante centro per la fabbricazione di chiodi per calzature e per l’edilizia.
Le comuni attività agro-silvo-pastorali sulle quali si fondava l’economia montana furono difatti affiancate, fino agli anni 60 del ventesimo secolo, dalle lavorazioni artigianali dei chiodaioli, anche nelle fucine stagionali che si trovavano nei pressi delle “muande” e degli alpeggi ed erano utilizzate nella bella stagione.
L’attività dei chiodaioli, documentata sin dal 1289 e mantenuta nei secoli successivi, rappresentando una delle principali attività dell’economia locale, entrò progressivamente in crisi dalla seconda metà dell’800 ed in particolare si ridusse drasticamente nell’ultimo dopoguerra, cessando definitivamente negli anni ’60 del ‘900. Nel 1966-67 venne liquidata la cooperativa dei chiodaioli di Mezzenile, nata dopo la Prima Guerra Mondiale. Giusto per precisare
Foto non ammessa - l’acquedotto non è considerato l’industria.
Attenzione in quella forgieria si sono fatti chiodi fino alla fine della 2 guerra mondiale e soprattutto Mezzenile ha vinto l’appalto della fornitura di chiodi per l’esercito nella prima guerra mondiale e determinate strutture sicuramente non possono essere in piedi da 700 anni
Notizie della giornata del Fai
Desidero una risposta
Giuseppe
Foto non ammessa, in quanto il soggetto risale all’epoca preindustriale - 1300.
Il periodo che si riferisce all’era industriale è da metà del Settecento (inteso come 1700 ovviamente) ad oggi.
Purtroppo hai reso il soggetto della foto la locomotiva, e non l’edificio.
E’ ancora in valutazione per un potenziale problema, mi spiace per l’attesa.