GUIDA Volterra
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| + | Attilio Zuccagni-Orlandini nel suo [[Libri/Indicatore topografico della Toscana granducale]] ('''1856''') così scrive: | ||
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| + | VOLTERRA. ''Capoluogo''. Città vescovile con Deleg. e Pret. civ. e crim. di 3a Classe. - Ha Trib. di 1a Ist., un Ministro Esatt. del Registro, un Conservat. delle Ipot., un'Azienda del Sale e del Tabacco, un Amministratore Postale, ed un Ingegnere distrettuale di 1a Classe. | ||
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| + | La sua origine è di celeberrima antichità. Ebbe il nome di ''Velatri'' ed è forse l'Enaria di Aristotile. Fu delle primarie città etrusche. Resta tuttora in piedi una porta detta ''all'Arco'' di sorprendente solidità. Diversi ''ipogei'' sono sparsi nel suburbio; grandiose vestigia di altri monumenti si vedono fuori di Porta Fiorentina, e dentro la città moderna. Il suo attuale ricinto è di miglia 2 circa; le danno accesso sei porte. Entro quella a Selci, che si pretende fosse detta del ''Sole'', ascendesi alla Fortezza, nel cui ricinto è una Casa di Forza ed il celebre ''Maschio'' o torre tonda costruito nel 1343. | ||
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| + | Tra i sacri edifizj primeggia il ''Duomo'', ingrandito da Niccola Pisano nel 1254, fregiato di ornati e di molte dipinture di valenti artisti. In ''S. Giovanni'', nel sec. X Pieve, ammirasi un'''Assunzione'' del Pomarincio. In ''S. Francesco'', in ''S. Dalmazio'' e in ''S. Lino'' sono pure opere meritevoli di ammirazione. | ||
| + | Oltre il vasto Spedale di s. M. Maddalena, Volterra ha un Monte Pio, un Istituto di Buonomini e due pie eredità che mantengono sei giovani negli studj maggiori. Un Collegio di PP. Scolopi offre educazione alla gioventù secolare; i chierici sono istruiti nel Seminario, posto fuori della città nella soppressa Badia di Olivetani; le scuole per le fanciulle sono nel Conservatorio di s. Pietro. Il pubblico teatro era angusto e mal costruito; modernamente ne fu edificato uno assai bello nel già palazzo Incontri, cui sono annesse anche le stanze dei cittadini: la nobiltà ha un Casino presso il Palazzo del pubblico. Vasto e grandioso è questo edifizio costruito nel 1217: nelle sue stanze terrene è distribuito il Museo già Guarnacci, ricco di 400 e più urne antiche, quasi tutte in alabastro; al primo piano è la pubblica Libreria, donata anch'essa da Mons. Mario Guarnacci; nel piano superiore è l'archivio pubblico. Tra i fabbricati della città alcuni sono assai grandiosi, e per la maggior parte di decente aspetto; comode e ben selciate sono le strade principali e più pianeggianti; ampie e bellissime quelle modernamente aperte fuori delle mura. E nei popolati suburbj, olte le rammentate vestigia di antichità, meritano osservazione i monumenti di belle arti, esistenti in s. Girolamo degli Zoccolanti, nella chiesa del Seminario, in s. Giusto, e nella Badia dei Camaldolensi. ''(V. Atl. Tosc.)''. | ||
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Versione delle 10:35, 4 ott 2007
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Volterra è situato nella Toscana nella Provincia di Pisa. Tra gli edifici religiosi: Cattedrale di Santa Maria Assunta, in Piazza San Giovanni; Badia dei Ss. Giusto e Clemente; Chiesa dei Ss. Giusto e Clemente. Da Vedere: Rocca di Volterra.
Confina con i comuni di: Gambassi Terme, Montaione, Lajatico, Montecatini Val di Cecina, Pomarance, Peccioli, San Gimignano, Casole d'Elsa e Colle di Val d'Elsa.
Indice |
Biblioteche
- Biblioteca Comunale, Via don Minzoni 3
- Biblioteca del Seminario Sant'Andrea, Viale Vittorio Veneto 2
- Biblioteca Guarnacci, Via don Minzoni 3
- Biblioteca medica dell'Ospedale, Borgo S. Lazzero 5
Teatri
Teatro di San Pietro, Teatro di Santa Chiara e Teatro Persio Flacco
Informazioni Utili
Memorie Storiche
Attilio Zuccagni-Orlandini nel suo Indicatore topografico della Toscana granducale (1856) così scrive:
VOLTERRA. Capoluogo. Città vescovile con Deleg. e Pret. civ. e crim. di 3a Classe. - Ha Trib. di 1a Ist., un Ministro Esatt. del Registro, un Conservat. delle Ipot., un'Azienda del Sale e del Tabacco, un Amministratore Postale, ed un Ingegnere distrettuale di 1a Classe.
La sua origine è di celeberrima antichità. Ebbe il nome di Velatri ed è forse l'Enaria di Aristotile. Fu delle primarie città etrusche. Resta tuttora in piedi una porta detta all'Arco di sorprendente solidità. Diversi ipogei sono sparsi nel suburbio; grandiose vestigia di altri monumenti si vedono fuori di Porta Fiorentina, e dentro la città moderna. Il suo attuale ricinto è di miglia 2 circa; le danno accesso sei porte. Entro quella a Selci, che si pretende fosse detta del Sole, ascendesi alla Fortezza, nel cui ricinto è una Casa di Forza ed il celebre Maschio o torre tonda costruito nel 1343.
Tra i sacri edifizj primeggia il Duomo, ingrandito da Niccola Pisano nel 1254, fregiato di ornati e di molte dipinture di valenti artisti. In S. Giovanni, nel sec. X Pieve, ammirasi un'Assunzione del Pomarincio. In S. Francesco, in S. Dalmazio e in S. Lino sono pure opere meritevoli di ammirazione.
Oltre il vasto Spedale di s. M. Maddalena, Volterra ha un Monte Pio, un Istituto di Buonomini e due pie eredità che mantengono sei giovani negli studj maggiori. Un Collegio di PP. Scolopi offre educazione alla gioventù secolare; i chierici sono istruiti nel Seminario, posto fuori della città nella soppressa Badia di Olivetani; le scuole per le fanciulle sono nel Conservatorio di s. Pietro. Il pubblico teatro era angusto e mal costruito; modernamente ne fu edificato uno assai bello nel già palazzo Incontri, cui sono annesse anche le stanze dei cittadini: la nobiltà ha un Casino presso il Palazzo del pubblico. Vasto e grandioso è questo edifizio costruito nel 1217: nelle sue stanze terrene è distribuito il Museo già Guarnacci, ricco di 400 e più urne antiche, quasi tutte in alabastro; al primo piano è la pubblica Libreria, donata anch'essa da Mons. Mario Guarnacci; nel piano superiore è l'archivio pubblico. Tra i fabbricati della città alcuni sono assai grandiosi, e per la maggior parte di decente aspetto; comode e ben selciate sono le strade principali e più pianeggianti; ampie e bellissime quelle modernamente aperte fuori delle mura. E nei popolati suburbj, olte le rammentate vestigia di antichità, meritano osservazione i monumenti di belle arti, esistenti in s. Girolamo degli Zoccolanti, nella chiesa del Seminario, in s. Giusto, e nella Badia dei Camaldolensi. (V. Atl. Tosc.).






