GUIDA Aragona
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| − | Si trova in piazza Matrice troviamo questo monumento dedicato ai ''zolfatai'', in onore dei numerosi lavoratori morti in miniera e a Luigi Pirandello, proprietario della miniera nella località Montagna d’Aragona, ispirazione di tante novelle del famoso scrittore, tra cui appunto '''''Ciaulà scopre la luna'''''. | + | Si trova in piazza Matrice troviamo questo monumento dedicato ai '''''zolfatai''''', in onore dei numerosi lavoratori morti in miniera e a '''Luigi Pirandello''', proprietario della miniera nella località '''Montagna d’Aragona''', ispirazione di tante novelle del famoso scrittore, tra cui appunto '''''Ciaulà scopre la luna'''''. |
La scultura è stata costruita dallo scultore nisseno '''Leonardo Cumbo''' ed inaugurata il 9''' dicembre del 2001''', in occasione delle manifestazioni a ricordo del 65° anniversario dalla scomparsa di '''Luigi Pirandello'''. | La scultura è stata costruita dallo scultore nisseno '''Leonardo Cumbo''' ed inaugurata il 9''' dicembre del 2001''', in occasione delle manifestazioni a ricordo del 65° anniversario dalla scomparsa di '''Luigi Pirandello'''. | ||
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Alle prime ombre della sera il sistema di illuminazione, a base di vapori di sodio e ioduri, riesce a creare una coloritura particolarmente evocativa delle emozioni di "''Ciaulà''". | Alle prime ombre della sera il sistema di illuminazione, a base di vapori di sodio e ioduri, riesce a creare una coloritura particolarmente evocativa delle emozioni di "''Ciaulà''". | ||
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===Monumento dedicato ai caduti di Nassirya=== | ===Monumento dedicato ai caduti di Nassirya=== | ||
Versione delle 15:09, 18 feb 2009
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Aragona è situato in Sicilia in Provincia di Agrigento. Il 7 ottobre si festeggia il Patrono: la Madonna Del Rosario. Tra gli edifici religiosi: Chiesa Madre SS. Crocifisso; Chiesa della Provvidenza; Chiesa del Purgatorio.
Confina con i comuni di: Agrigento, Santa Elisabetta, Sant'Angelo Muxaro, Casteltermini, Comitini, Favara, Joppolo Giancaxio, Grotte e Campofranco.
Indice |
Da Vedere
Palazzo dei Principi Naselli
E' il palazzo per eccellenza ad Aragona ed è sito in Piazza Umberto I. Fu fatto costruire da Don Baldassare IV nella seconda metà del Seicento, precisamente nel ventennio 1665 - 1685.
Di aspetto signorile, massiccio ed enorme, fu il simbolo di potere e di grandezza allora destinato a stendere la sua ombra protettiva sul villaggio feudale di Aragona. La caratteristica più originale del palazzo sta nel numero delle stanze al suo interno: ben 365, tante quante sono i giorni dell'anno.
L'accesso al palazzo era formato da due scale concentriche che portavano alla galleria. La facciata era impreziosita da una loggia a cinque arcate aperte ed ai quattro angoli altrettante logge aggraziavano e snellivano la pesante mole del fabbricato. La galleria e i saloni erano colmi di statue, di mobili, di vasi, di quadri, con soggetti storici, religiosi paesaggistici.
Particolari sono le tele raffiguranti "natura morta" ed i ritratti ad olio della Famiglia Naselli, di pregevole fattura. Come pregevoli furono gli affreschi, commissionati da Don Baldassare V a Guglielmo Borremans. I cinque affreschi principali che si possono ancora ammirare rappresentano: la munificenza, la mansuetudine, la virtù, il trionfo sulla lussuria e la gloria. Nella loggia adiacente è rappresentata la Vittoria su un carro trionfale trainato da quattro cavalli.
Contribuiscono ad intensificare il senso di raffinatezza gli oggetti d'argento e d'oro, i tendaggi di velluto e le stoffe preziose.
Delle rampe di scale simmetriche che, consentivano accesso nei piani superiori, ne è rimasta solo una. Il pavimento attuale non è quello originale, che era in ciottoli di pietra provenienti dal fiume Platani.
Nel cortile si trova una statua che rappresenta Santa Caterina Labouriè, veggente della Madonna della Medaglia Miracolosa.
L'androne era costituito da una scuderia dove il Principe scendeva a cavallo. Si possono ammirare ancora oggetti e mobili d'epoca fra cui un tavolo, sedie del Seicento, un pianoforte di fattura pregiatissima e lo stemma originario dei Naselli.
L'antico salone delle feste viene usato oggi per le feste o recite dei ragazzi dell'orfanotrofio femminile.
Dalla terrazza del palazzo si può ammirare il magnifico panorama della Provincia di Agrigento;
Completa il palazzo la chiesa, formata dalla Cappella della Medaglia Miracolosa, dalla cappella del Sacro Cuore di Gesù e dalla cappella di San Giuseppe.
Il palazzo era inizialmente isolato dal contesto dove sorgeva. Larcu dei sorelli, un arco che sovrastando la strada finì a legarsi con le fabbriche della piazza, fu fatto costruire nel 1872.
Nel 1887, con il Principe Don Luigi Burgio Naselli, il palazzo perse il suo appellativo feudale e fu donato alle "Figlie della Carità", che lo tramutarono nell'orfanotrofio femminile "Principe di Aragona".
Attualmente il palazzo è ancora abitato da suore e viene usato durante le manifestazioni teatrali, convegni, concerti di musica classica e per visite guidate ai turisti. Inoltre parte del palazzo è stata adibita a biblioteca comunale.
Torre del Salto D'Angiò
Si tratta di una torre in stile "Chiaromontano", ubicata in Contrada del Salto, un territorio che non faceva parte del patrimonio della famiglia Naselli.
La zona fu acquistata nel 1472 da Matteo Pugiades, vice portulano del "caricatore" di Agrigento e successivamente la famiglia fece costruire la torre detta del Salto (chiamata dagli aragonesi "du Santu") ultimata nel 1510.
Nel 1590 il Salto fu diviso tra le due sorelle Lucrezia e Margherita Pugiades, sposate rispettivamente con Bartolomeo Montaperto di Agrigento e Giovanni Tagliavia di Sciacca. Ai Montaperto toccò il mezzo Salto con i terreni, ai Tagliavia il mezzo Salto con la torre.
Intorno al 1620 il mezzo salto con i terreni passò per debiti nelle mani di Don Lorenzo Gioeni, duca d'Angiò (da qui il nome Torre del Salto d'Angiò), mentre il Salto con la torre passò nelle mani di Don Francesco Maurigi.
Verso il 1739 il Salto con la torre finì nelle mani di Don Ercole Maria Naselli, che fece restaurare la torre e nel 1742 Don Ercole si impadronì anche il Salto con i terreni, riunendo così tutto il territorio nelle mani della famiglia.
Dato lo stato attuale di rovina, la torre del Salto d'Angiò può essere visitata solo dall'esterno.
Palazzo Morreale-Vella-Rotulo
Si trova in Via Vittorio Emanuele II e fu di proprietà dei baroni Morreale, Vella e Rotulo. Questo enorme fabbricato sorse nella seconda metà del Settecento ad opera delle tre famiglie, entrate nella nobiltà a seguito dell'acquisizione di titoli nobiliari.
Da ammirare i bellissimi balconi settecenteschi sostenuti da mensole di pietra e cornici con blasoni. All'interno fanno bella mostra di sé i pavimenti in ceramica ed a tempera.
Fontana del Rosario
Anche questo monumento si trova in piazza Umberto I. Commemora i caduti della prima guerra mondiale.
La città partecipò molto vivamente a questo conflitto e molti figli di Aragona vennero barbaramente fucilati, assassinati dalle bombe, dai colpi di cannone, da granate e altro.
La fontana è di forma circolare, all'interno vi è una vasca cinta con rocce mentre su una lunga struttura marmorea al capo vi è una statua di un soldato in bronzo. Ai piedi della statua vi è questa scritta:
AI FIGLI caduti per la patria nella grande guerra di redenzione Aragona fiera memore riconosciuta nel decimo annuale della vittoria BENEDICENDO
A seguito di numerosi atti vandalici, la fontana fu chiusa al pubblico nel 1998. Fu riaperta nell'agosto del 2007 in occasione della 1^ edizione delle Notti Bianche di Aragona.
Ciaulà scopre la luna
Si trova in piazza Matrice troviamo questo monumento dedicato ai zolfatai, in onore dei numerosi lavoratori morti in miniera e a Luigi Pirandello, proprietario della miniera nella località Montagna d’Aragona, ispirazione di tante novelle del famoso scrittore, tra cui appunto Ciaulà scopre la luna.
La scultura è stata costruita dallo scultore nisseno Leonardo Cumbo ed inaugurata il 9 dicembre del 2001, in occasione delle manifestazioni a ricordo del 65° anniversario dalla scomparsa di Luigi Pirandello.
Cumbo ha colto e sintetizzato gli aspetti più significativi della novella pirandelliana e della dura vita dei minatori mediante un originale l'assemblaggio e l'utilizzo di materiali differenti come il bronzo, il travertino, la terracotta, il cemento pigmentato, la pietra "di gesso", l'onice peruviano e la luce artificiale.
Alle prime ombre della sera il sistema di illuminazione, a base di vapori di sodio e ioduri, riesce a creare una coloritura particolarmente evocativa delle emozioni di "Ciaulà".
Monumento dedicato ai caduti di Nassirya
Inaugurato nel 2007, è sito in largo "Caduti di Nassiriya". Il taglio del nastro avvenne per volere del sindaco Biagio Bellanca, dopo una lunga celebrazione presso la Chiesa Beata Maria Vergine di Pompei dove si è svolta una Santa Messa in suffragio. Al termine è partito un corteo sino al Largo Nassiriya.
Monumento dedicato agli Aragonesi Caduti in miniera
Sorge accanto ai locali del Comune di Aragona in Via Roma. E' una pietra bianca scolpita a dovere per ricordare quanti che con tanto sudore e tanta fatica hanno buttato l'esistenza nella miniera aragonese per portare a casa un pezzo di pane. E tutti quelli che, per una fuga di gas o altro, sono morti sotto quella terra di lavoro.
Manifestazioni
- Gennaio
- 3^ domenica del mese: festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate, protettore degli animali.
- Febbraio/Marzo
- Carnevale Aragonese con sfilata dei tradizionali carri allegorici, degustazioni e tanto divertimento per grandi e piccini.
- 19 marzo: festeggiamenti in onore di San Giuseppe Artigiano, protettore dei lavoratori.
- Marzo/Aprile
- Settimana Santa Aragonese: incontro dei Giganti; sagra del "tagano".
- Maggio
- 3^ domenica: festeggiamenti in onore della Madonna di Fatima, regina di Aragona
- Luglio/Agosto/Settembre
- Estate Aragonese: concerti, cabaret, sport e spettacolo.
- Agosto
- 1^ domenica: festeggiamenti in onore della Madonna della Mercede.
- 2^ domenica: festeggiamenti in onore di San Calogero; notti bianche aragonesi.
- 3^ domenica: festeggiamenti in onore di San Giovanni Bosco.
- 4^ domenica: festeggiamenti in onore della Sacra Famiglia.
- Settembre
- 1^ Domenica: festeggiamenti in onore di Santa Rosalia.
- 2^ Domenica: festeggiamenti in onore di San Vincenzo Ferreri; sagra della salsiccia.
- Ottobre
- 4 ottobre: Festeggiamenti in onore di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia.
- 7 ottobre/2^ domenica: festeggiamenti in onore della Madonna del Rosario, patrona di Aragona.
- Novembre
- 2 novembre: commemorazione dei defunti con sfilata sino al cimitero.
- Dicembre
- 8 dicembre: festeggiamenti in onore della Madonna Immacolata.
- 16/24 dicembre e 6 gennaio: le Nannaredde, novena di natale.
- 24 dicembre/6 gennaio: Natale, Capodanno, Epifania aragonese.
Dove Mangiare
- Ristorante Lo Sperdicchio, Via Roma, 289
- Ristorante Maccalube, Strada St. 189
- Ristorante Principe D'Aragona, Contrada Fontana Vicario
Biblioteche
- Biblioteca Comunale, Via Palestrina
- Biblioteca popolare della Casa dei fanciulli Istituto Principe di Aragona Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, Piazza Umberto I, 30
Volontariato, Onlus e Associazioni
- Familia Società Cooperativa Sociale, Via Maddalena, 1
- Organizzazione Nazionale Volontariato Giubbe D'Italia Sez. Aragona, Via Vitello, 70
- Chiesa Cristiana Evangelica SION via Belvedere n. 6 tel 3471492103
Complessi Bandistici
- Banda Musicale Vincenzo Bellini diretta dal maestro Gerino Spoto
- Banda Giuseppe Verdi diretta dai mestri Sebastiano e Vincenzo Sammartino
Memorie Storiche
Nel Dizionario del 1858 di Antonio Busacca la città viene così descritta:
Aragona - E' sul pendio di una collina nel val di Mazzara nell'Intendenza di Girgenti e sua diocesi, circondario di Grotte; dista 12 miglia dal mare africano, e 70 da Palermo. Ex-feudo della famiglia Naselli. Popol. 8650. A poca distanza vi è una sorgente d'acqua sulfurea nel lago detto Majurico. Esporta mandorle. Nel lago Magalubi contiguo a Majurico s'ode rumore, e si danno eruzioni sulfuree. Il suo territorio è di salme 5050.






