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Brescello è situato in Emilia-Romagna, ai confini con la Lombardia, in Provincia di Reggio Emilia.
Confina con i comuni di: Viadana, Sorbolo, Mezzani, Gattatico, Boretto e Poviglio.
Il 25 agosto si festeggia il Patrono, San Genesio.
Indice |
Personalità Illustri
- Antonio Genesio Maria Panizzi (Brescello, 16 settembre 1797 – Londra, 8 aprile 1879), bibliotecario e bibliografo insigne. E' stato direttore della biblioteca del British Museum.
- Peppone e Don Camillo - personaggi di fantasia, nati dalla penna di Giovanni Guareschi. Sindaco e parroco di un immaginario paese della bassa emiliana, hanno unito indissolubilmente il loro nome a quello di Brescello. Grazie alla scenograficità della sua piazza principale, che vede agli angoli contrapposti chiesa e municipio, il paese fu scelto dalla Rizzoli Film come set per una serie di film ispirati alla coppia di amici-rivali, interpretati sullo schermo dagli indimenticabili Gino Cervi e Fernandel. In virtù della notorietà che i due personaggi e gli attori che li hanno interpretati hanno donato al paese, due statue in bronzo a grandezza reale sono state poste davanti al municipio e alla chiesa parrocchiale.
Da Vedere
- Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore
Musei
- Museo Brescello e Guareschi, il territorio e il cinema
- Museo di Peppone e Don Camillo
- Museo Archeologico
Volontariato, Onlus e Associazioni
- AVIS Sezione di Brescello, Via Aldo Moro
Impianti Sportivi
- Campo Calcio, Via Chieda, 8
- Stadio Comunale Giovanni Morelli, Via Alberici, 15
Informazioni Utili
Memorie Storiche
In Corografia dell'Italia (1832) così viene descritto il comune:
BRESCELLO o BERSELLO, borgo degli Stati Estensi, ducato di Reggio, confinante col basso Cremonese, sulla destra riva del Po, rinomato pel suo mercato al giovedì, e per le sue quattro annuali fiere, di Quaresima, dell'Ascensione, di agosto e di novembre, le quali durano 5 giorni. Fu anticamente una florida città vescovile, già colonia romana. Quivi nell'anno 69 dell'e. V. Ottone, imperatore, avendo udito essere state le sue truppe sconfitte da Vitellio a Redriaco, da sé stesso si uccise. Gli Esarca nell'anno 603 la tolsero ai re Longobardi e la incendiarono. Dopo quell'epoca il Po non più frenato dagli dispersi abitanti, coperse quelle ceneri colle alluvioni, e sopra vi depose un renaio, che oggidì si scopre allto quattro braccia sopra l'antico lastricato. Nel 1249 fu ristaurato dai Parmigiani, ma non più salì all'onore di città, né di cattedrale vescovile. Caduto Brescello in potere degli Estensi, Ercole II nel 1552 vi fece erigere un ragguardevole castello, che però fu preso dal principe Eugenio di Savoia nel 1702, ed i Gallispani poco dopo l'assediarono per undici mesi, ed espugnatolo, ne spianarono le fortificazioni nel 1807. Così distrutto Brescello tornò agli Estensi. Vi si contano nulla più di duemila abitanti. II governo di Modena tiene presso Brescello un brigantino armato per obbligare le navi, che transitano sul Po, a pagare il dazio delle merci che seco portano. Sta un miglio ad ostro da Viadana, 20 a greco da Reggio, 35 a settentrione da Modena, 24 a scirocco da Cremona, presso al confluente del Lenza in Po. Long. 8° 17'; lat. 44° 56'.






