GUIDA Lazio/Castelli Romani
Sulle pendici dei Colli Albani, appena fuori da Roma, in direzione sud-est, si trova un'area denominata Castelli Romani, che comprende una serie di paesi e piccole città dislocate nell'ambito territoriale corrispondente al Latium Vetus.
Il Territorio
La regione dei Castelli Romani si è formata geologicamente dall'antico collassamento del Vulcano Laziale: alla natura vulcanica del suolo è legata la presenza del famoso peperino, roccia magmatica tipica di queste zone.
I Castelli romani ricoprono una superficie di 435,86 km2, per un totale di 16 comuni, 16 dialetti diversi e 291.056 abitanti. Il territorio può essere diviso in diverse sottoaree: quella Tuscolana, che comprende Frascati, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, Colonna; l'area Appia o Albana, con Castel Gandolfo, Albano Laziale e Ariccia; la zona Lanuvina, con Lanuvio e Genzano di Roma; infine l'area che comprende Velletri e Lariano, chiamata Artemisia, potrebbe essere considerata un'area a sè stante, allo stesso modo della cittadina di Marino che costituisce punto di congiunzione tra l'area Tuscolana e quella Albana. Tuttavia non c'è ancora una definizione univoca dei confini e delle suddivisioni interne dell'area territoriale. Il comune con la maggiore estensione territoriale ed il maggior numero di abitanti è Velletri; il più piccolo è Colonna; invece il comune con il minor numero di abitanti è Nemi.
La Storia
Le prime popolazioni latine si insediarono stabilmente in questi luoghi durante l'epoca preromana grazie alla posizione strategica, al clima mite e alla vegetazione rigogliosa rispetto alle pianure circostanti, rese malsane da paludi ed acquitrini.
Teatro degli sfarzi di residenze estive e di costruzioni imperiali in epoca romana, dopo la caduta dell'Impero, nell'area dei Colli Albani, si costruirono punti fortificati di proprietà di varie famiglie baronali romane: durante il Medioevo queste strutture vennero inglobate nei possedimenti dei grandi signori.
Dal XV secolo in poi i Castelli Romani tornarono in auge, divenendo nuovamente sede delle residenze estive delle maggiori famiglie romane. I castelli dei feudatari si trasformarono in comuni, incoraggiando così lo sviluppo edilizio di questi paesi, in cui si cominciò a costruire complessi di ville di notevole importanza storica ed artistica, abbazie, santuari e cenobi. L'insieme di queste congiunture favorì quindi la nascita dell'area denominata Castelli Romani.
Costume e Società
La denominazione di Castelli Romani iniziò a diffondersi durante il XIV secolo, quando molte famiglie romane a causa dell'impoverimento improvviso della città - derivato dall'assenza dei Papi rifugiatisi ad Avignone - si spostarono nei castelli dei rispettivi signori (Savelli, Annibaldi, Orsini, Colonna, Sforza Cesarini). All'interno dei castelli si svolgeva la bella vita di tutta la nobiltà romana, protagonista di feste continue, giochi, gozzoviglie, intrecci amorosi e baldorie sfrenate all'insegna della moda del vivere alla francese. Questo modus vivendi gioioso e pieno di eccessi divenne emblematico di un'epoca ricca e spensierata, condiviso e amato anche da quella parte del popolo meno abbiente che vi si recava per brevi gite, e che ne viveva in pieno l'atmosfera frizzante delle vivaci feste di paese a base di vino e della tradizionale porchetta.
- I Castelli Romani oggi
I Castelli Romani sono forse l'area del Lazio più ricca di eventi, specialmente nei mesi estivi e durante l'Ottobrata Romana. Fra le festività più importanti, vanno menzionate l'Infiorata più antica del mondo a Genzano di Roma, festeggiata fin dal 1778; e una delle sagre profane più antiche d'Italia, la Sagra dell'Uva di Marino, festeggiata fin dal 1924. Ancora oggi è un'usanza tradizionale - soprattutto durante i periodi di festa - recarsi ai Castelli Romani per fare picnic sui prati o per assistere a feste paesane.






