GUIDA  Santa Maria di Licodia/Chiesa Madre SS. Crocifisso

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Facciata della Chiesa Madre di Santa Maria di Licodia

L'edificio religioso più importante del paese.



Indice

Storia

Discendente dell'Abbazia Benedettina mostra importantissime testimonianze del pregio e della magnificenza che l'Abbazia ebbe nella storia sicula.

Purtroppo l'usura del tempo ha mutilato e danneggiato il grandissimo patrimonio artistico e architettonico della chiesa.

La chiesa fu fondata nel periodo romanico, così come attesta il diploma di Fondazione del 1143, anche se l'unica testimonianza artistica di questo periodo è il Campanile.

L'aumento demografico e lo sviluppo del paese comportarono la necessità di ampliare e modificare la chiesa al fine di poter soddisfare la sempre maggiori richieste dei fedeli.

Nel 1205 la chiesa fu dichiarata Sacramentale per volontà del vescovo Ruggero e durante i primi anni del XIV secolo la chiesa subì un restauro, essendo stata inserita nel piano di rinnovamento voluto dall'abate Jacopo De Sorris.

Fu nel 1734 che la Confraternita del Santissimo Sacramento e delle Anime Purganti affiancò alla chiesa monastica, la Chiesa dedicata al Santissimo Crocifisso o Santissimo Salvatore con il sacello per le sepolture

Nel 1754 la chiesa fu elevata a parrocchia e fu ampliata tra il 1831 e il 1856.

Esterno

L'attuale facciata neoclassica fu realizzata tra il 1855 e il 1856, a seguito di un progetto che prevedeva un disegno architettonico unitario per la piazza con una facciata unica per le due chiese.

Essa si innalza maestosa e domina il centro cittadino. Divisa in due ordini: Primo ordine Gli spazi sono ripartiti in cinque sezioni dal susseguirsi di lesene doriche, due di queste sezioni ospitano i portali di accesso che sono incorniciati in marmo e sormontati da lunette. I portali di accesso sono in bronzo e decorati da formelle narranti, nella Porta del Sole, scene del Nuovo Testamento, nella Porta Santa Maria, faffigurano i santi.

Le stesse sezioni mostrano anche finestre semicircolari e sono intervallate da una maestosa statua raffigurante il Cristo Re,

Secondo ordine Tripartito da lesene ioniche, ospita le campane ottocentesche. All'estremità sono collocati due grossi vasi ornamentali in pietra. Il tutto è sormontato dal timpano ospitante l’orologio benedettino. In cima si apre la croce ferrea.

Interno

Si crede che la chiesa fosse dotata di numerosi altari che andarono persi durante i lavori di restauro avvenuti nel 1919, quando si decise di unire le due chiese realizzando un'apertura di tre archi nel muro centrale.

Gli Arredi Interni

La navata principale con Altare Maggiore

Arredata da tele, sculture e altari.

Tra le tele ricordiamo:

  • La Sacra Famiglia di Giuseppe Rapisardi (1841)
  • La Madonna Assunta di ignoto autore (XVIII secolo)
  • San Leone di Matteo Desiderato

Le opere lignee ricordiamo:

  • Il Crocifisso (XIII secolo)
  • Santa Gertrude (1350)
  • San Giuseppe (Patrono del Comune) secolo XVII
  • San Benedetto del secolo XVII
  • Immacolata di Francesco Lo Turco del 1753
  • San Luigi del XVIII secolo

Degno di menzione è l'altare maggiore in marmi policromi del secolo XVIII, sormontato dalla grande tela di Giuseppe Rapisardi del 1841, raffigurante la Sacra Famiglia.

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