GUIDA  Torino/Palazzo Mazzonis

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Ville e Palazzi/Palazzo Mazzonis

Palazzo Mazzonis - Panoramica
Palazzo Mazzonis - Panoramica

  • Ubicato nel Quartiere Centro ,è un edificio che fu di proprietà privata a destinazione residenziale (con funzioni di alta rappresentanza e con alloggi da affittare) su cui non si conosce la data di edificazione ma si ipotizza che sia frutto dell’ ampliamento di un preesistente edificio di epoca seicentesca,appartenuto ai Marchesi Solaro della Chiusa .Nell’anno 1830 il palazzo fu acquistato dal Conte Clemente Solaro della Margherita ed alla sua morte (avvenuta nell’anno 1870) ,il figlio Carlo Alberto, lo vendette al Cavaliere Paolo Mazzonis (industriale tessile) nominato nell’anno 1880 Barone di Pralafera .Il piano terra dell'edificio venne adibito a sede degli uffici della Manifattura Mazzonis S.n.c. e rimase tale per quasi cent'anni.Nella seconda metà del XIX secolo furono anche realizzati lavori di abbellimento e di manutenzione:la realizzazione dei pavimenti in seminato sui pianerottoli dello scalone (inoltre,nell’anno 1955,lo stesso Ottavio Mazzonis - pittore allievo di Nicola Arduino - dipinse la volta ad affresco con l’allegoria dell’ "Arte" e dell’"Industria" e le insegne araldiche della famiglia,e due anni dopo eseguì sulla parete Est,a olio,"Il giudizio di Paride");nel salone aulico (dove campeggia,al centro,lo Stemma Araldico in mosaico dei Mazzonis di Pralafera ) le pareti dell'ordine inferiore vennero arricchite da cornici e da pannelli in stucco a imitazione di quelle esistenti sulla fascia superiore;furono ampliate alcune finestre della parete interna al palazzo,in parte vere ed in parte dipinte,secondo il preesistente disegno a trompe-l'oil.A causa della congiuntura economica che coinvolse l’intero settore del tessile,nell’anno 1968 la Ditta cessò la propria attività e l’abitazione del proprietario fu trasferita in altra sede.I locali del palazzo rimasero inutilizzati e nell’anno 1980 fu firmato l’atto che sancì il passaggio di proprietà al Comune della città che,restauratolo lo destinò inizialmente a sede degli Uffici Giudiziari (sino al loro trasferimento nel nuovo Palazzo di Giustizia nell’anno 2001) e poi (dall’anno 2008) a sede del Museo d’Arte Orientale.Per questa esigenza ed al fine di facilitare la fruizione del Museo da parte del pubblico,ad alcuni ambienti sono state apportate modifiche d’uso:l’accesso alle collezioni non avviene dallo scalone d’onore;l’androne carraio è divenuta zona deputata all’accoglienza del pubblico;il cortile,occupato dalla realizzazione di una struttura in vetro che ospita due giardini (uno secco e l’altro umido) di ispirazione giapponese,è divenuto il luogo di transizione tra Occidente e Oriente (anche grazie alla presenza di uno spazio dedicato alle mostre temporanee);il sottotetto è un unico ambiente espositivo.
Curiosità :
- Attorno al palazzo esiste una singolare leggenda legata al fatto che vi abbia soggiornato un giovanissimo Jean Jacques Rousseau nelle vesti di "lacché" nel triennio 1728-1731. Si tratta in una nota di colore che ritorna in numerose pubblicazioni tanto da essere ormai comunemente accettata come vera,ma che è stata ora sfatata dalle attente ricerche documentarie relative all'immobile intraprese in vista dei recenti restauri.