GUIDA Torino/Palazzo dei Marchesi Saluzzo di Paesana
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Ville e Palazzi/Palazzo dei Marchesi Saluzzo di Paesana
- Ubicato nelle adiacenze di Piazza Savoia fu realizzato nel primo ventennio del XVIII secolo dall’ Architetto Giovanni Giacomo Gerolamo Plantery ,su committenza del Senatore Baldassarre Saluzzo di Paesana . È il più vasto ed articolato palazzo della città:è costituito da un corpo di fabbrica a sud, prospiciente Via Garibaldi ,di dimensioni maggiori e denominato Palazzo Grande (adibito a residenza signorile con quattro appartamenti destinati,rispettivamente:alla Famiglia Saluzzo ,al Marchese di Gattinara , al Conte di Sartirana ed al Presidente Cotti ) ed un secondo corpo,a cinque piani e rivolto a nord,sulla Via del Carmine e Piazza Savoia , denominato Casino ,abitato in parte dalla servitù e dagli affittuari. Nei cortili rustici del Casino trovavano posto rimesse e scuderie con locali di servizio,fienili e depositi.Affacciato su un imponente cortile d’onore interno,dotato di due scaloni (che assolvevano alla funzione di grandi vestiboli per ciascuna coppia di appartamenti) uno alla destra (con due loggiati ad est ed ovest del piano nobile) e l'altro al fondo.L'ingresso è costituito da un atrio con colonne doriche e corinzie coperto da una volta "planteriana" (volta a vele lunettate) che poggia esclusivamente sulle strutture perimetrali consentendo,senza appoggi intermedi,ampie spazialità.Mantenne questa struttura sino all’anno 1949 quando (con l’estinzione del ramo principale della Famiglia)passò in proprietà ai Del Carretto di Torre Bormida che fecero eseguire delle modifiche.In seguito divenne condominio e tra l’anno 1990 e l’anno 1995 fu oggetto di un’ampia campagna di restauro delle facciate interne ed esterne,delle corti e degli scaloni,per destinarlo alla nuova funzione di sito per ricevimenti e manifestazioni.
Esterno
- Salendo lo scalone dell’atrio principale del palazzo e percorrendo il loggiato si raggiunge il portale d’ingresso all'ex appartamento della Famiglia Saluzzo (considerato patrimonio della città del secolo XVIII in quanto,seppure sia ridotto rispetto alle dimensioni originarie,conserva ancora oggi decori settecenteschi).Dalla porta si accede,tramite un vestibolo (un tempo gabinetto di toeletta della Contessa di Paesana ) all’imponente atrio (originariamente camera da letto della Contessa di Paesana ) decorato dall’affresco a tutta volta ispirato al "Giudizio di Paride" e dal grande pavimento in seminato a disegni policromi.Da un primo spazio con quattro salette si giunge ad una delle ampie sale dalle dimensioni originarie,la Sala dei Busti :un grande salone dall’aspetto monumentale (che separava l’appartamento femminile da quello principale) e rimaneggiato alla fine del 1800 dominato dall’affresco che raffigura la "Fama coronata dal Tempo" ed arricchito da "grisailles" e busti .La grande ed importante sala d’angolo, detta Sala rossa o Camera di Parata (che ha tuttora conservato l’aspetto originario ed era utilizzato come sala di ricevimento principale della Famiglia) è la più ricca per arredo e decorazioni (specchiere,camino,angoliere intarsiate,porte e sovrapporte dorate.Nel particolare le sovrapporte,intagliate e dorate,racchiudono i dipinti di Domenico Guidobono : San Tommaso Apostolo, San Giuseppe con bambino, Sant’Anna e la Vergine, mentre nell’affresco del soffitto, sempre di mano del Guidobono, vi è raffigurato “Il sacrificio di Isacco”).Le sale successive sono: la Sala del Consiglio (utilizzata per diversi momenti di vita privata dei padroni di casa) arricchita da arredi con dorature,consolles ed ha copertura a cassettoni ottagonali in gesso del primo 1900,decorati con motivi a piccole volute; Sala della Cassaforte e Biblioteca (gli ambienti privati del Conte Baldassarre ); Salotto Giallo (un tempo separato in due ambienti privati dedicati alla Contessa di Paesana ) ed ora adibito a ufficio di rappresentanza e 'Sale Private (un tempo camere private) ora destinate ad ospitare i fornitori di servizi di catering in occasione di manifestazioni culturali e mostre.
Interno
- Curiosità :
- - Nell’anno 1902 un grave fatto di cronaca coinvolse le cantine del Palazzo : qui fu ritrovato il cadavere di una bambina scomparsa.Dopo alcuni gravi errori investigativi e la scomparsa di una seconda bambina nell’anno 1903 (ritrovata fortunosamente ancora viva) il colpevole fu individuato in Giovanni Gioli ,in servizio al Palazzo ed addetto alla raccolta della spazzatura.Il conseguente processo portò alla contrastata condanna a 25 anni di carcere ma questi morì solo dopo otto anni di reclusione.






