GUIDA  Torino/Ville e Palazzi/Palazzo Civico

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Vile e Palazzi a Torino/Palazzo Civico

Palazzo Civico - Panoramica
Palazzo Civico - Panoramica

  • L’attuale palazzo di sei piani,progettato nel nucleo centrale dall' Architetto Ducale Francesco Lanfranchi (nell’arco temporale degli anni 1659/1663) ed ubicato in pieno centro storico con fronte sulla Piazza Palazzo di Città ,si erge sul sito dell’originario Palazzo Comunale di origine medioevale.Nel corso dei secoli è stato sottoposto ad aggiunte,rifacimenti e ricostruzioni (nell’anno 1756 l' Architetto Regio Benedetto Alfieri intervenne sull'edificio con l'aggiunta delle due ali, prospicienti sulla Via Garibaldi e su Via Corte d'Appello , così che la piazzetta retrostante, detta "del Butirro", ne venne incorporata come cortile); operarono ulteriori modifiche gli Architetti Francesco Valeriano Dellala di Beinasco , Luigi Barberis e Filippo Castelli ;nella seconda metà del 1800, ad opera di Giuseppe Talucchi vi fu la sopraelevazione del palazzo nella sua parte centrale).Il nucleo centrale dell’edificio presenta un’aulica facciata - porticata con una grande balconata sorretta da un sistema di colonne (che testimonia l'apertura dell’edificio alla città) - dietro la quale si snoda un percorso caratterizzato dall'androne (che si apre alla corte interna);allo scalone che porta al loggiato ed al salone principale (riplasmato nel 1800 da Lorenzo Lombardi e Ferdinando Bonsignore).
  • Oggi l’edificio,molto cambiato rispetto alla versione originale dell’ Architetto Lanfranchi ,si sviluppa su due piani (oltre a quello terreno) ove si alternano finestre e lesene.Al centro,a livello di un ipotetico terzo piano,sta un manufatto contenente un grande orologio ai cui lati vi sono due nicchie.Sul piano terra si sviluppa un porticato al cui centro vi è l'ingresso al palazzo,ai lati del quale sono poste le statue di Ferdinando di Savoia , Duca di Genova (capostipite del ramo Savoia-Genova ) e di Eugenio di Savoia .L'interno si apre su un Cortile d'Onore (rimasto pressoché identico al progetto iniziale) dal quale si accede al piano nobile (tramite uno scalone decorato sulla volta da Pietro Fea ) dove trovano dislocazione:
- il Salone dei Marmi (salone centrale) e così chiamato dopo che nell’anno 1815 l' Archietto Lombardi ne curò il nuovo decoro,resosi necessario per il pesante degrado subito nel tempo dai decori del fiammingo Jean Miel (prima metà del secolo XVII), che illustravano episodi storici e leggendari su Torino .Sulla parete orientale un grande altorilievo di Giacomo Spalla (a cavallo tra il XVII ed il XVIII secolo) rappresenta Vittorio Emanuele I a cavallo, in memoria della restaurazione sabauda in Piemonte , dopo la caduta di Napoleone Bonaparte ;
- la Sala Rossa , fin dall'origine tappezzata alle pareti di velluti e damaschi rossi,adibita sin dall’anno 1758 quale Sala del Consiglio Comunale .Tra l’anno 1880 ed il 1882 l'aula subì le sue ultime modifiche,a seguito del fatto che le sedute vennero aperte al pubblico,finendo per assumere l'attuale configurazione e presentante nel cartiglio srotolato nel dipinto collocato nel centro del soffitto la scitta "Ego Sapientia habito in Consilio", quale auspicio e monito per tutti coloro che entrano,a qualunque titolo,in essa;
- la Sala Verde (già Sala della Congregazione ) ,antica sede della adunanze invernali del Consiglio della Città , prima che venisse spostato nella Sala Rossa ;
- la Sala del Sindaco (già Sala del Miracolo ) ,dedicata al ricordo del Miracolo del Santissimo Sacramento , avvenuto il 6 giugno 1453 (vds. in [1] ).

Esterno

Curiosità:
- L’amministrazione Comunale della città,nel corso dei secoli,fu priva di una sede propria ove potesse riunirsi, amministrare la giustizia e conservare le carte, trovando di volta in volta ospitalità presso le residenze di importanti famiglie cittadine od in locali di fortuna.Soltanto nell’anno 1472 si insediò in Piazza delle Erbe (antica piazza del mercato oggi chiamata Piazza Palazzo di Città ) .
- All 'inaugurazione del Palazzo (anno 1663) ,nelle sue sale, si svolse una grande festa (in occasione del matrimonio del Duca Carlo Emanuele II con la Principessa di Francia Francesca Maddalena d'Orléans ) e sulla piazza antistante (alla presenza sul loggiato degli sposi) vi fu uno spettacolo pirotecnico.L’anno successivo,alla morte di Francesca Maddalena d'Orléans l’edificio ospitò le seconde nozze di Carlo Emanuele II con Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours .
- Nel corso del XVIII secolo l’edificio ospitò gli uffici comunali ed i servizi connessi (quali l'archivio,l'armeria,la spezieria per i poveri,la cappella per i decurioni,il Vicariato,la Giudicatura,l'Insinuazione,il Magistrato del Consolato,le scuole.Numerosi locali, poi,erano dati in affitto a privati:librai e calzolai,acquavitari e minusieri,speziali e tappezzieri (che tenevano bottega al piano terreno e molti di loro abitavano i piani superiori);nobili,professionisti,ecclesiastici e funzionari pubblici.Con il periodo francese, però,la crescita demografica della città e la riorganizzazione dell'apparato amministrativo,nonché la scomparsa di antiche magistrature e istituzioni,fecero sì che spazi sempre più ampi dell'edificio fossero destinati agli uffici comunali e ai funzionari cittadini sino alla scomparsa definitiva degli affittuari.
- L’edificio fu bombardato due volte,nell’anno 1942 e nell’anno 1943. Entrambi i bombardamenti furono compiuti dalla RAF ,con bombe dirompenti di calibro grosso e grossissimo.I danni causati furono notevoli: fu distrutta la parte del fabbricato verso la Via Bellezia e Via Garibaldi con buona parte del tetto;furono sinistrati tutti i locali con rotture di porte,finestre,vetri e tramezzi.