| Contest | Foto | Partecipanti | Candidatura | Data Fine | Stato |
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| Rovine Archeologiche | 541 | 99 | 5 Settembre 2010 | 5 Settembre 2010 | 10.35 (302°) |
Tra il 7000 e il 3700 a. C. l’area materana fu interessata da numerosi insediamenti umani stabili, organizzati sotto forma di villaggi dotati di mura e trincee di difesa, capanne, fosse per derrate, forni e cisterne.
Sono i villaggi neolitici, dislocati sull’altopiano murgico che offriva condizioni assai vantaggiose per le popolazioni preistoriche: facili pascoli, terreni fertili da destinare all’agricoltura nelle zone pianeggianti a ridosso dei corsi d’acqua, vaste zone boschive sulle basse colline.
Costeggiando il muretto a secco che cinge il Parco Radogna lungo il lato occidentale, si raggiunge dopo circa 200 metri l’interessante insediamento neolitico di Murgia Timone, il primo dei villaggi scoperti dall’archeologo materano Domenico Ridola.
Il villaggio è fortificato da un fossato a forma di 8 scavato nella roccia calcarenitica ed è quindi diviso in due settori: uno orientale piu’ piccolo e tondeggiante e uno occidentale piu’ grande e di forma ovale.
Il perimetro complessivo è di 664 metri e racchiude un’area di oltre 20.000 metri quadri.
Nel settore orientale la superficie rocciosa liberata dallo strato di terreno mostra buche di pali di sostegno delle capanne, e buche di maggiori dimensioni utilizzate come deposito di sostanze alimentari, sepolture , e quella che il Ridola chiamò lunetta, un particolare accorgimento del fossato che permetteva l’ingresso nel settore orientale del villaggio.
All’interno del fossato furono ritrovati, numerosi reperti, soprattutto ceramica graffita, con motivi geometrici diversificati, e dipinta a bande strette rosse o brune.
Sono stati rinvenuti anche frammenti di vasi dipinti all’interno e graffiti all’esterno, altri recanti stilizzazioni di volti umani;
infine strumenti litici in selce e ossidiana, come lame, grattatoi e punteruoli, tre accette in pietra levigata – e spatole in osso.
Nel territorio del comune di Matera sono stati individuati, nel corso del secolo scorso, almeno altri sei villaggi risalenti al neolitico.
Nella stessa area durante l’età del Bronzo, con il villaggio ormai in disuso, furono scavati tre ipogei funerari (tombe a grotticella).
In particolare nella tomba più grande (in foto ndr.) nei pressi dell’ingresso occidentale del villaggio, due cerchi concentrici di pietre sono attraversati da un corridoio rettilineo che conduce all’ipogeo centrale. Sulla forma di questo enigmatico mausoleo sicuramente legata a solenni rituali preistorici, ancor oggi insigni archeologi e studiosi continuano ad interrogarsi.
Fonte: http://www.ceamatera.it
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