| Contest | Foto | Partecipanti | Candidatura | Data Fine | Stato |
|---|---|---|---|---|---|
| Abitazioni Rurali Dimenticate | 342 | 93 | 19 Giugno 2010 | 20 Giugno 2010 | 53.93 (32°) |
Masseria fortificata il cui primo nucleo risale al 1600, ubicata in contrada San Francesco, uscendo dalla città in direzione di Montescaglioso.
Sembrerebbe un luogo maledetto in cui leggenda e cronaca dei giorni nostri si mescolano:
Questa la leggenda che la riguarda: (FONTE: Consiglio Regionale di Basilicata)
Nei pressi del castello-masseria di San Francesco viveva un padre che aveva due figli: Giacomo e Giovanni; l’uno era buono di cuore e bello di viso, l’altro maligno e sfaticato.Il padre si raccomandava sempre che si amassero e si aiutassero a vicenda ma Giovanni troppo invidiava il fratello buono per corrispondere al desiderio del genitore. Quando questi morì, il figliolo onesto si mise a lavorare senza tregua e nel giro di due tre anni racimolò una discreta fortuna; l’altro, invece, che trascorreva il tempo tra la piazza e l’osteria, si ridusse ben presto in miseria e cominciò a chiedere soldi a questo e a quello e soprattutto a Giacomo.
Una sera andò in casa di costui in campagna e poiché il fratello maggiore tentennava e non si fidava delle promesse di restituzione, Giovanni, accecato dall’ira, afferrò la paletta del braciere e lo uccise.
Quando il giorno dopo i guardiani della masseria scoprirono il cadavere, rimasero inorriditi dalla ferocia con cui era stato massacrato il loro padrone; corsero in paese a denunciare il misfatto e poi provvidero pietosamente a sistemare nella cassa il povero Giacomo e a portarlo al cimitero.
Per identificare l’assassino furono interrogati mezzadri e massari di Matera, Montescaglioso e Miglionico, ma nessuno seppe dare un indizio.
Una notte, mentre alcuni contadini scendevano per un tratturo che costeggiava il luogo dov’era stato commesso l’omicidio, avvertirono un curioso rumore e intravidero un essere senza forma che si agitava sull’aia. Là per là restarono senza fiato, credendo che si trattasse di un demonio; poi si fecero coraggio e andarono a vedere chi fosse. Non appena gli furono a tiro scoprirono un grifone che con voce lamentosa diceva:
“Per l’amore dell’uccello grifone
mio fratello è stato il traditore”.
Non appena udirono queste parole, si fecero il segno di croce per la paura e a gambe levate scapparono dall’aia.
Ma anche a mezzo miglio di distanza sentirono ripetere quel lamento e allora capirono che il grifone era l’anima del giovane ucciso che chiedeva vendetta. Si guardarono l’un l’altro incerti sul da fare e infine tutti d’accordo decisero che era meglio tornare in paese, bussare alla porta del giudice e raccontargli i fatti.
I gendarmi arrestarono l’omicida che dapprima cercò di negare e poi, messo alle strette, confessò la colpa, meritandosi il carcere a vita.
Si illudeva, il Caino, di poter sfuggire alla pena solo perché nessuno era stato testimone della sua malazione; ma Dio che è onnipotente e non per nulla vede e provvede, fece un cenno di lassù all’uccello grifone e mise in opera l’umana giustizia.
Fin qui la leggenda, ma veniamo ai giorni nostri.
All’interno dell’edificio ci sono diverse scritte ed incisioni di “epoca moderna”, i classici 6 ripetuti tre volte, le croci al contrario e via discorrendo.
Più che riconducibili a rituali satanici realmente celebrati in quel luogo, le scritte sembrerebbero opera di fanatici, ragazzini probabilmente, che non hanno trovato nulla di meglio da fare.
Ma c’è dell’altro. Nell’ottobre del 2007, in quel casolare, una ragazza rumena di soli 18 anni fu trovata morta, impiccata con la sua sciarpa.
L’autopsia confermò la morte per soffocamento, quindi il suicidio.
Da quel giorno le entrate della masseria sono state murate, anche se rimane facile accedere agli ambienti interni essendo crollato parte del muro di cinta.
- Caratteristiche
- Dati Exif
- Utilizzo Foto
- Segnala su:
1 commento a “Masseria San Francesco”
Scrivi un commento
Per inviare un commento devi fare il login.



bella mi piace molto