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Foto Carini:
2012, 2009, 2008
Il castello di Carini

Carini è situato in Sicilia in Provincia di Palermo. Il 14 settembre si festeggia il Patrono, San Vito.

Confina con i comuni di: Cinisi, Capaci, Torretta, Montelepre, Terrasini, Giardinello, Monreale e Partinico.

Indice

Da Vedere

  • Chiesa Matrice
  • Chiesa di San Vito
  • Il Castello (di epoca normanna, ricostruito nel cinquecento)

Dove Mangiare

  • Ristorante Il Mambo, Bivio Foresta, 193
  • Ristorante La Baronia, Via A. Morello
  • Ristorante Pizzeria Edelweiss, Strada Statale St., Km 280
  • Ristorante Pizzeria Rugantino, Via Pietro Migliore, 58

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Via G. Mazzini, 10

Complessi Bandistici

  • Banda Musicale Vincenzo Bellini

Informazioni Utili

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Bibliografia

  • Carini nella cultura, V. Badalamenti (1978)
  • Carini nell'arte, V. Badalamenti (1975)

Memorie Storiche

Nel Dizionario del 1858 di Antonio Busacca la città viene così descritta:

Carini - Altrimenti Carina, un tempo Iccara, o secondo Orazio, Cetaria - Il suo sito era nel val di Mazzara, ove si vedono le sue rovine, che è detto Gorbolangi, sopra le quali è edificata una torre. Questo solo ci resta di antico, onde quel luogo è chiamato muro di Carini. Si dice degli Iccaresi per fama vetusta pervenutaci, essere il castello antico di Iccara. L'attuale castello di Carini è fra terra circa due miglia lungi di queste ruine. Ci è da Tucidide nel 6 libro che i capitani ateniesi, avendo diviso l'esercito in due parti, cominciarono a navigare verso Selinunte di Sicilia, sì per vedere se gli Egestani erano per dar loro denari, o nò, sì anco per conoscere e spiare i fatti dei Selinuntini, e per intendere la differenza e controversia insorta tra loro e gli Egestani, ed avendo la Sicilia da man sinistra verso il mar Tirreno, si fermarono in Imera, la quale era una città greca in tutto quel paese, ma non essendo stati ricevuti se ne andarono presso Iccara, luogo de' Sicani, ma nemico degli Egestani luogo marittimo che avendolo preso e saccheggiato, lo diedero agli Egestani.

Diodoro nel lib. 13 dice, che i capitani greci, aveano apprestato l'armata ad Egesta, presero Iccara castel dei Sicani. Fazzello deca i° lib. 7 c. 7 st. sic. soggiunge che Iccara per la bellezza della meretrice Laide è molto celebrata presso gli antichi storici.

Carini è capo circondario, è sita su un monte, Intendenza di Palermo diocesi di Monreale. Dista 4 miglia dal mar Tirreno e 18 da Palermo. Ex feudo della famiglia Lagrua Talamanca col titolo di principe. Popol. 8600, estens. salme 500. Esporta grano, riso e rigolizia.

In Corografia dell'Italia (1832) così viene descritto il comune:

CARINI, città di Sicilia, nel val di Mazzara, prov. e dist. di Palermo, capoluogo di cantone, sopra un alto colle che sorge in riva di un fiumicello di egual nome, e presso ad un picciol golfo del mare Tirreno. Havvi un castello gottico, e gli abitanti in numero di circa 7,000, sono in parte dediti al traffico dei cereali, del riso, dell'olio, e del canape, prodotti de' suoi dintorni; altri occupansi nella pesca, ed il rimanente nel raccogliere la manna dai frassini. Nelle vicinanze di questo borgo stanno le rovine di Iccara, patria della famosa cortigiana Laide, celebrata per la sua rara avvenenza da molti antichi classici autori, per cui tanto fece parlare di sé tutta la Grecia. Nella conquista d'Iccara, fattasi dall'ateniese Nicia, questa leggiadra donzella fu venduta e trasportata a Corinto, ove, divenuta libera, trasse a sè tanta moltitudine d'amanti, quanta non ne videro mai altre più avvenenti cortigiane. Gli oratori più illustri ed anche i più severi filosofi furono avvinti dalle sue attrattive. Demostene andò espressamente a Corinto per passare un giorno con lei, ma non avendo l'enorme somma, che Laide gli domandava, egli rispose, che non voleva comperare a sì caro prezzo un pentimento. Diogene, al contrario, benché povero e sudicio, fu ben accolto da questa donna. I pittori della Grecia ed anche di altre lontane province, andavano a Corinto col solo scopo di imitare si perfetto originale.