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Castellammare di Stabia è situato nella Campania nella Provincia di Napoli. Il 19 gennaio si festeggia il Patrono, San Catello. Tra gli edifici religiosi: Duomo, intitolato alla Madonna dell’Assunta e a San Catello; Chiesa di Santa Maria dell’Orto; Santuario della Madonna della Libera. Da Vedere: Villa Ersilia (sulla collina del Solaro); Villa Comunale.

Confina con i comuni di: Torre Annunziata, Gragnano, Vico Equense, Pompei, Santa Maria la Carità e Pimonte.

Indice

[modifica] Biblioteche

  • Biblioteca Comunale Gaetano Filangieri, Corso Vittorio Emanuele, 90
  • Biblioteca del Clero della Chiesa del Gesù, Via del Gesù, 62
  • Biblioteca del Convento di S. Francesco a Quisisana, Quisisana
  • Biblioteca dell'Istituto salesiano San Michele, Via Salario, 12 - Scanzano

[modifica] Informazioni Utili

Immagine:icona_asso_t.gif Associazioni

[modifica] Bibliografia

  • Castellammare di Stabia. Luogo d'arte, cultura e tradizione, Ed. Longobardi (1997)
  • Castellammare di Stabia. I luoghi della memoria, Giuseppe D'Angelo, Ed. Longobardi (1994)
  • Castellammare di Stabia nella storia, nell'arte, nel costume, G. Lauro-Aiello (1966)
  • I luoghi della memoria. Il centro antico di Castellammare di Stabia, Giuseppe D'Angelo, Ed. Longobardi (1990)

[modifica] Memorie Storiche

Andrea de Jorio nell'Indicazione del più rimarcabile (1835) così ricorda Castellammare:

Castellammare - Per quanto riguarda l'antico, questa città ricorda Stabia distrutta con Ercolano, Pompei, ed altri villaggi, nella eruzione del 79 dell'era cristiana. Nel 1745 il Re Carlo III, mentre da 7 anni proseguivano gli scavi in Ercolano, intraprese anche quello dell'antica Stabia. Si rinvennero non poche cose; ma siccome il sistema di quel tempo era di ricoprire il luogo di terra dopo la estrazione degli oggetti, perciò ora nulla degli antichi edifizii è rimasto visibile. Qualche traccia che tuttavia è sotto al coltivato, si può scorgere nel vallone detto del ponte. Si conosce però benissimo che la più gran parte degli edifizii di Stabia esisteva precisamente nella collinetta sita a sinistra di chi entra nella città, e sotto il territorio Gerace. Il moderno Castellammare poi è deliziosissimo ne' mesi di està; e a chi volesse una semplice idea della località sua, e di qualche vicinanza, come Gragnano ec., potrà bastare un sol giorno. Vi si può pernottare, per indi scorrere il resto della costiera.

Mentre il libro L'Italia meridionale o L'antico reame delle Due Sicilie (1860) così descrive il comune:

Castellammare, innalzata sulle rovine dell'antica Stabia, sede vescovile, capoluogo di distretto e di circondario della provincia, con 25,000 abitanti. È il cantiere della Reale Marina, ed ha una ricca ed operosa marina mercantile. La città è commerciante e molto industriosa; e sono da notare le fabbriche di suole e pelli colorate, di saponi, di cotoni, di spille. Ed è rinomata per l'amena posizione, per le fonti di acque minerali, per le impareggiabili bellezze delle sue vicinanze e di tutta la marina fino a Sorrento, cui mette capo una strada aperta or sono pochi anni con mirabile perizia sulla dirupata costa, e toccando le importanti e popolose terre di Vico Equense, Meta, e il Piano di Sorrento, deliziose per il mite aere, pe' giardini di aranci e di mirti, pe' boschetti di ulivi e le folte piantagioni di carrubi e melegrani e i festoni delle pampinose viti, e pe' sorridenti villaggi e le campestri dimore.

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