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Foto Sansepolcro:
2012, 2009, 2008

Sansepolcro è situato in Toscana, ai confini con le Marche e l'Umbria, in Provincia di Arezzo. Tra gli edifici religiosi: Cattedrale di San Giovanni Evangelista; Santuario Santa Maria delle Grazie; Chiesa di San Lorenzo. Da Vedere: Casa di Piero della Francesca.

Confina con i comuni di: Pieve Santo Stefano, Anghiari, Badia Tedalda, Città di Castello, Citerna, San Giustino e Borgo Pace.

Indice

Dove Mangiare

  • Ristorante Al Borgo, Via XX Settembre, 126/C
  • Ristorante Al Coccio, Via Aggiunti, 83/85
  • Ristorante Corposano, Località Corposano, 3
  • Ristorante Da Vasco, Frazione Montagna, 33
  • Ristorante Da Ventura, Via Aggiunti, 30
  • Ristorante La Balestra, Via Montefeltro, 29
  • Ristorante Le Tre Regine, Via S. Giuseppe, 27
  • Ristorante Pizzeria Green, Via Della Resistenza, 3

Biblioteche

  • Archivio-Biblioteca della famiglia Novi
  • Biblioteca Comunale, Via XX Settembre, 131. Vedi: intervista sulla biblioteca
  • Biblioteca del Convento dei Cappuccini di Montecasale, Santuario di Montecasale
  • Biblioteca del Convento dei Servi di Maria, Piazza Dotti, 2
  • Biblioteca San Francesco del Convento dei Cappuccini, casa dello studente, Frazione Paradiso, 66
  • Biblioteca vescovile e archivio, Via Matteotti, 3

Teatri

  • Cinema Teatro Dante
  • Cinema Nuova Aurora

Impianti Sportivi

  • Bocciofila Biturgia, Via Brunelleschi
  • Campo Calcio Sacro Cuore, Via Nordaci
  • Campo Sportivo Buitoni, Via Campo Sportivo
  • Campo Sportivo Gricignano, Via Buozzi
  • Club Ippico, Via S. Marino
  • Tennis Citernesi, Via Brunelleschi

Informazioni Utili

Icona train t.gif Come Arrivare Icona asso t.gif Associazioni

Bibliografia

  • Convento, eremo, città. Un frammento di storia francescana: Sansepolcro, secoli XIII-XV, A. Czortek, Ed. Porziuncola (2007)
  • Borgo San Sepolcro a metà del Quattrocento. Istituzioni e società (1440-1460), G. Paolo Scharf, Ed. Olschki (2003)
  • Un'abbazia, un comune: Sansepolcro nei secoli XI-XIII, A. Czortek, Ed. Tibergraph (1997)
  • Immagine di Borgo San Sepolcro, A. Tafi, ed. Calosci (1994)
  • Sansepolcro nel periodo degli abati (1012-1521), E. Agnoletti, Tip. AC Grafiche (1976)
  • I Vescovi di Sansepolcro, I-IV, E. Agnoletti, Tip. Boncompagni (1972-1975)
  • Storia della città di SanSepolcro (rist. anast. Città di Castello, 1886), L. Coleschi, Ed. Atesa (1986)
  • Annali e memorie della città di San Sepolcro (rist. anast. Foligno, 1713), Pietro Farulli, Ed. Forni (1980)

Memorie Storiche

Attilio Zuccagni-Orlandini nel suo Indicatore topografico della Toscana granducale (1856) così scrive:

S. SEPOLCRO. Capoluogo. Città vescovile con Deleg. e Pretura civ. e crim di 2a Cl., un Ministro Esattore del Registro, Dogana di Frontiera e Distrib. Post. di 2a Cl.

E' situata sulla sinistra del Tevere alla distanza di due terzi di miglio. Nel secolo X ivi era una folta selva, entro la quale due pellegrini, reduci da Terra Santa, costruirono un oratorio ad imitazione del S. Sepolcro intorno al quale si formò poi una borgata. Svegliatasi in alcuni potenti signori l'avidità di usurparne il dominio fu nel 1163 donato dall'Impero il nuovo borgo ai Camaldolensi, ma nel secolo successivo infastiditi gli abitanti del governo monacale si crearono Consoli, e fulminati di anatema risposero coll'invasione della chiesa e del monastero, di cui formarono il palazzo di giustizia. Sviluppossi allora il mal germe delle fazioni, per cui fu forza di ricorrere nel 1269 all'alleanza degli Aretini. Poco dopo Uguccione della Faggiola ebbe in feudo il borgo da Lodovico il Bavaro, ma morto Uguccione cadde in potere dei Tarlati. La soverchia oppressione diè forza ai borghigiani per sottrarsi nel 1359 all'odiato giogo, onde ricader poi nei più duri ceppi del Vescovo di Città di Castello. Spezzati questi ancora per la sanguinaria tirannide di Brancaleone Guelfucci, fu di nuovo donato il Borgo in feudo dall'Imperatore Carlo IV a Guglielmo signore di Grisaco; poi ne fu fatto mercato col Malatesta tiranno di Rimini. Datisi poco dopo i borghigiani in potere del Pontefice si mitigarono le loro sventure; e quando Eugenio IV per bisogno di danaro dovè cedere il Borgo ai Fiorentini, vennero da essi riparati gli immensi danni che aveva sofferti. I nuovi torbidi provocati dal Vitellozzo nel 1502, e nel 1538 da Piero Strozzi; le gare sanguinose insorte nel 1567 tra i Goracci ed i Bighi; le insussistenti pretensioni di dominio minacciate dalla Corte pontificia nel 1581, furono gravi sì ma passeggere molestie, alle quali venne dato pronto termine dalla potenza ed accortezza Medicea.

Fu decorato s. Sepolcro del titolo di città nel 1520 da Papa Leone X per onore dei Fiorentini. Il giro delle sue mura è quadrangolare; il Malatesta le aveva munite di fortilizii. Le molte chiese, le vaste e comode abitazioni ed ogni altro edifizio presentasi in bell'aspetto pe la bene intesa distribuzione delle interposte via. E poichè S. Sepolcro fu patria fortunata a valentissimi artisti, si ammirano quindi nei suoi sacri templi pregevolissime dipinture di Pier della Francesca, di Santi Titi, di Raffaellino del Colle, degli Alberti, dei Cungi, del Gherardi, del Mercati, del Vecchi. Nella Cattedrale già Abbazia camaldolense ammirasi un'Ascensione del Perugino e molte altre tavole di rara bellezza. contiguo alla Cattedrale è l'Episcopio, e nelle due vicine piazze trovasi il palazzo della Comunità, il Pretorio e diverse altre grandiose fabbriche. Presso l'antica fortezza è un vasto e comodo Spedale; nell'ex-Collegio dei Gesuiti è il Seminario vescovile; in una delle principali vie il pubblico Teatro. S. Sepolcro ha un ricco Monte pio, pubbliche Scuole Regie, con Conservatorio per l'educazione delle fanciulle, ed una Scuola femminile per le più povere. (V. Atl. Tosc.).