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Foto Settala:
2012, 2009, 2008

Settala è situato in Lombardia in Provincia di Milano.

Confina con i comuni di: Vignate, Liscate, Paullo, Pantigliate, Mediglia, Rodano, Comazzo e Merlino.

Indice

Dove Mangiare

  • Ristorante Cascina Dei Silos, S.s. Nuova Paullese, Km 10
  • Ristorante Da Mamma Trigili, Via Gorizia, 12
  • Ristorante Edelweiss, Via Cerca, 20

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Via G. Verdi, 8/c

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Associazione L'Abbraccio - (Onlus), Via Le Delle Industrie, 10/a
  • Pantonoikia, Piazza Vittorio Veneto, 18

Informazioni Utili

Icona train t.gif Come Arrivare

Memorie Storiche

Il libro Antiquario della Diocesi di Milano (1828) così riporta:

Settala - La terra di Settala detta anticamente Septara, lungi dodici miglia da Milano, è posta in una vasta pianura, che si direbbe militare. Napoleone Bonaparte volle visitare quella pianura l'anno 1796 dopo la battaglia di Lodi. Le acque della Muzza dividono il territorio di questa terra dal Lodigiano.

Devesi credere che fosse già Settala un luogo assai ragguardevole per trovarsi in alcune antiche pergamene nominate le Castellanze di Settala, e tuttora alcune cascine sono dette il Castello, il Castelletto ecc.; per abitarvi sino da lontani secoli la nobile famiglia Settala, che diede all'eremo il beato Manfredo morto nel 1207, e sepolto a Riva presso Lugano; alla nostra sede arcivescovile Enrico nel 1213 [nota: Le spoglie mortali dell'arcivescovo Enrico furono trasportate per cura di S. E. il sig. conte D. Luigi Settala sul finire dello scorso secolo nella prepositurale di Settala, essendo stata profanata la chiesa di s. Francesco grande in Milano, ove esistevano.], ed alla religione agostiniana il beato Lanfranco generale nel 1256; per essere la chiesa di s. Ambrogio plebana e collegiata sino dal 1107, che fu fondata dalla detta famiglia Settala, molto perciò lodata da Innocenzo III. Il preposto un tempo era insieme ordinario del Duomo e suddiacono del Papa. La collegiata fu soppressa da s. Carlo. In quella chiesa esiste un bel quadro del Cerano. La pieve, ora assai ristretta, contava già sedici chiese e diciotto altari, ossia cappelle. Vedonsi colà gli avanzi dell'antico palazzo Settala, cioè delle torri mozzate, una parte della fossa ecc. Da una pergamena del 1198, a agosto, risulta che le famiglie dei Pagliari, dei Villani e dei Salarj erano stati vassalli dei signori e capitani di Settala con obbligo delle cavalcate, e che i redditi e le decime di questi feudi erano stati ceduti dai Settala medesimi a quel capitolo di s. Ambrogio. Non ha guari si ritrovò nello spurgo di quasi abbandonate sorgenti dette al Calandrone degli avanzi di travature abbruciate, dei pineti abrasi, alcune lucerne lagrimalorie, delle columelle, degl'idolelli di ferro e di bronzo, non che varie monete romane dell'epoca degli imperatori romani, ed il rinvenimento delle quali cose fa dubitare che al Calandrone esistesse un delubro agli Dei. Non solo per essere stati più volte nel medio-evo i dintorni di Settala il campo di battaglia fra i Lodigiani ed i Milanesi, ma altri speciali disastrosi avvenimenti pare che abbiano ridotto questo luogo allo stato in cui ora trovasi. Deve aver sofferte le prime rovine sotto Corrado il Salico verso l'anno 1036, quando nella guerra contro i Milanesi, alla di cui testa era il celebre arcivescovo Ariberto inventore del Carroccio, devastò Corrado i dintorni di Milano e molte ville del contado. Gravissimi danni ebbe nelle discese ostili in Italia dell'imperatore Federico I° per opera dei Lodigiani di lui confederati. Fu anzi allora questa terra intieramente distrutta, e rimase inabitata per oltre mezzo secolo, cioè sino all'anno 1249. Risulta da più pergamene, che in quell'anno fu delegalo dalla famiglia Settala Ugone cimiliarca della chiesa milanese, e vicario di suo zio l'arcivescovo Enrico Settala, al ristabilimento delle mura, delle fosse del castello, delle case per l'abitazione dei coloni, della prepositurale e del cimitero. Circa l'anno 1280 fu dai compadroni eletto podestà di Settala Matteo Visconti.

Sulla piazza esiste un oratorio dedicato alla B. V. fabbricato nel 1500 dalla pietà degli abitanti, e provveduto di un beneficio fondato dal proposto Montalbetti nel 1680 di patronato del proposto per tempo. Il coro e l'anticoro sono dipinti a fresco, e comunemente si crede esser opere della scuola del Luvini. Vi sono intersecati gli stemma delle famiglie Visconti, Archinti e Settala, che si ritengono i principali benefattori.

Alla cascina detta di s. Maria d'Agnate in questa parrocchia esiste un oratorio di buona architettura fabbricato verso la metà del secolo XIV da Lanfranco Settala, ristorato nel 1670 da monsignor Carlo Settala, e da pochi anni pressoché rinnovato per cura della stessa famiglia Settala. Trovasi in questo oratorio una bellissima statua in plastica della B. V. del celebre statuario Francesco Melone. Il nominato proposto Montalbetti dispose per una messa quotidiana in questo oratorio.

Nella Corografia dell'Italia (1834) così viene descritta la frazione del comune:

PREMINUGO, volgarmente PREMENUGO, vill. di Lombardia, prov. di Milano, dist. di Gorgonzola, dal cui borgo è distante 4 miglia verso ostro e quasi 2 a maestro da Settala, dalla cui chiesa plebana esso dipende. Il suo territorio abbonda di cereali e di prati artificiali. Conta circa 400 abitanti.