Oltre all’attrezzatura intendo anche le mie conoscenze in materia fotografica e al tempo che dedico alla ricerca di nuovi scatti, tutto ciò legato al fatto che scatto con un cellulare è molto limitante. Ma ho un arma segreta, o quasi, che molti non hanno: il supporto dell’infaticabile Gemma e del team dei leoni.
Grazie Gemma, dei complimenti che fanno sempre piacere, ma soprattutto della tua costante e piacevole presenza. Mi piacerebbe fare lo stesso ma purtroppo il mio tempo da dedicare al concorso è limitato. A presto.
Un ponte del quale si può raccontare un aneddoto: quel blocco di cemento che si vede sulla sinistra fu costruito per ordine degli occupanti tedeschi nella II guerra mondiale. Opportunamente minato alla base, il blocco era destinato a cadere di traverso sulla provinciale 2 proveniente da Legnago, allo scopo di rallentare l’avanzata delle truppe alleate. Probabilmente la fuga fu talmente precipitosa che ciò non avvenne ed il blocco è ancora lì a peritura memoria di ciò che fu.
Torre Scaligera fatta erigere da Mastino Il Della Scala a guardia del Tartaro contro le incursioni mantovane.
La torre fu eretta prima che la famiglia Della Scala dominasse la zona. La presenza dell’antico castello era già documentata nel 1011; esso venne distrutto dai mantovani nel 1230-1232 e rafforzato da Mastino II (1329-1351) che volle potenziarlo costruendo un avancorpo. La sua presenza costituiva la conclusione del serraglio che iniziava a Valeggio sul Mincio e proseguiva per 16 km, a protezione dei mantovani. La zona sud del paese rappresentava una barriera naturale costituita dalla natura paludosa del terreno e dalla mancanza di strade la quale così si trasformava in una sicurezza per il possedimento. Oggi quel castello è giunto a noi con una torre mozzata, affiancata da un rivellino munito di due ponti levatoi. L’edificio, nel dettaglio, è formato da due corpi quadrangolari, il più alto diviso all’interno in tanti pianerottoli dove alloggiavano i soldati, mentre l’altro corpo è fornito di un doppio ponte levatoio (un tempo il Tartaro circondava completamente la torre) che permetteva il controllo dell’ingresso occidentale del paese.
Ponte che costituisce uno dei due accessi a villa Giona Treves de’ Bonfigli detta ‘Corte San Bernardino’. Si trova a cavallo tra i comuni di Trevenzuolo e Vigasio. Prende il nome dal santo che, secondo la tradizione, avrebbe fatto tappa qui, nel XV secolo.
La corte appartiene alla famiglia Treves da più di 150 anni, e negli ultimi tre secoli ha mantenuto i suoi confini originali, le coltivazioni (risaie), le proprie sorgenti e i corsi d’acqua sfruttati per gli usi agricoli dell’azienda.
Prima di chiamarsi San Bernardino la zona portava il nome di ‘Spin’, ed era abitata ancora prima della costruzione della corte, come documenta la costruzione dell’oratorio nel 1474.
La struttura risulta essere completamente recintata da un canale, la peschiera, navigabile con barche a fondo piatto, oltre il quale si accede all’azienda, attraversando due punti, posti simmetricamente ai lati opposti della corte stessa.
Grazie per il contributo che hai dato alla mia foto, anch’io come te sono attratto da corsi d’acqua e da luoghi tranquilli. Bella la tua foto. Non sono assolutamente un esperto di foto però so riconoscere il bello delle cose. Resto in attesa di altri suggestivi scatti.
Oltre all’attrezzatura intendo anche le mie conoscenze in materia fotografica e al tempo che dedico alla ricerca di nuovi scatti, tutto ciò legato al fatto che scatto con un cellulare è molto limitante. Ma ho un arma segreta, o quasi, che molti non hanno: il supporto dell’infaticabile Gemma e del team dei leoni.
I soggetti sono davvero interessanti, peccato che il fotografo non disponga del necessario per fare la differenza.
Grazie Gemma, dei complimenti che fanno sempre piacere, ma soprattutto della tua costante e piacevole presenza. Mi piacerebbe fare lo stesso ma purtroppo il mio tempo da dedicare al concorso è limitato. A presto.
Eh sì! Che ci fa quella fontana in mezzo alla piazza. Con un po’ di fotoritocco la potevi togliere, o no?
Arriva
Un ponte del quale si può raccontare un aneddoto: quel blocco di cemento che si vede sulla sinistra fu costruito per ordine degli occupanti tedeschi nella II guerra mondiale. Opportunamente minato alla base, il blocco era destinato a cadere di traverso sulla provinciale 2 proveniente da Legnago, allo scopo di rallentare l’avanzata delle truppe alleate. Probabilmente la fuga fu talmente precipitosa che ciò non avvenne ed il blocco è ancora lì a peritura memoria di ciò che fu.
Scusa Gemma non comprendo il significato di “pp”
Il Canale Raccoglitore riporta in Adige le acque non utilizzate nei campi. Il servizio irriguo ebbe inizio nel 1890.
Il Canale Raccoglitore riporta in Adige le acque non utilizzate nei campi. Il servizio irriguo ebbe inizio nel 1890.
Grazie a tutti siete molto buoni.
)
Torre Scaligera fatta erigere da Mastino Il Della Scala a guardia del Tartaro contro le incursioni mantovane.
La torre fu eretta prima che la famiglia Della Scala dominasse la zona. La presenza dell’antico castello era già documentata nel 1011; esso venne distrutto dai mantovani nel 1230-1232 e rafforzato da Mastino II (1329-1351) che volle potenziarlo costruendo un avancorpo. La sua presenza costituiva la conclusione del serraglio che iniziava a Valeggio sul Mincio e proseguiva per 16 km, a protezione dei mantovani. La zona sud del paese rappresentava una barriera naturale costituita dalla natura paludosa del terreno e dalla mancanza di strade la quale così si trasformava in una sicurezza per il possedimento. Oggi quel castello è giunto a noi con una torre mozzata, affiancata da un rivellino munito di due ponti levatoi. L’edificio, nel dettaglio, è formato da due corpi quadrangolari, il più alto diviso all’interno in tanti pianerottoli dove alloggiavano i soldati, mentre l’altro corpo è fornito di un doppio ponte levatoio (un tempo il Tartaro circondava completamente la torre) che permetteva il controllo dell’ingresso occidentale del paese.
No
ottima foto, per il resto solo jurko ne conosce la storia.
Grazie a te per la tua curiosità. E’ difficile trovare persone che si interessano di ciò che si scrive o si dice. Ad maiora!
Ponte che costituisce uno dei due accessi a villa Giona Treves de’ Bonfigli detta ‘Corte San Bernardino’. Si trova a cavallo tra i comuni di Trevenzuolo e Vigasio. Prende il nome dal santo che, secondo la tradizione, avrebbe fatto tappa qui, nel XV secolo.
La corte appartiene alla famiglia Treves da più di 150 anni, e negli ultimi tre secoli ha mantenuto i suoi confini originali, le coltivazioni (risaie), le proprie sorgenti e i corsi d’acqua sfruttati per gli usi agricoli dell’azienda.
Prima di chiamarsi San Bernardino la zona portava il nome di ‘Spin’, ed era abitata ancora prima della costruzione della corte, come documenta la costruzione dell’oratorio nel 1474.
La struttura risulta essere completamente recintata da un canale, la peschiera, navigabile con barche a fondo piatto, oltre il quale si accede all’azienda, attraversando due punti, posti simmetricamente ai lati opposti della corte stessa.
Grazie per il contributo che hai dato alla mia foto, anch’io come te sono attratto da corsi d’acqua e da luoghi tranquilli. Bella la tua foto. Non sono assolutamente un esperto di foto però so riconoscere il bello delle cose. Resto in attesa di altri suggestivi scatti.