GUIDA  Agliè

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'''Agliè''' è situato nel [[Piemonte]] nella [[Provincia di Torino]]. La prima domenica di luglio si festeggia il Patrono, San Massimo. Tra gli edifici religiosi: Parrocchiale di San Massimo; Santuario di Santa Maria della Rotonda; Santuario Madonna delle Grazie, detta "i Tre Cioché" (tre campanili). Da Vedere: Castello Ducale.
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'''Agliè''' è situato in [[Piemonte]] in [[Provincia di Torino]]. La prima domenica di luglio si festeggia il Patrono, San Massimo. Tra gli edifici religiosi: Parrocchiale di San Massimo; Santuario di Santa Maria della Rotonda; Santuario Madonna delle Grazie, detta "i Tre Cioché" (tre campanili). Da Vedere: Castello Ducale.
  
 
Confina con i comuni di: [[Torre Canavese]], [[Cuceglio]], [[Ozegna]], [[San Giorgio Canavese]], [[San Martino Canavese]], [[Vialfrè]] e [[Bairo]].
 
Confina con i comuni di: [[Torre Canavese]], [[Cuceglio]], [[Ozegna]], [[San Giorgio Canavese]], [[San Martino Canavese]], [[Vialfrè]] e [[Bairo]].
  
La città è iscritta nella prestigiosa '''lista dei [[Siti Unesco]]''' poichè il''' Castello ducale di Agliè''' fa parte delle [[Siti Unesco/Reggie Sabaude]] tutelate come bene '''Patrimonio dell'Umanità'''.  
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La città è iscritta nella prestigiosa '''lista dei [[Siti UNESCO]]''' poichè il''' Castello ducale di Agliè''' fa parte delle [[Siti UNESCO/Reggie Sabaude]] tutelate come bene '''Patrimonio dell'Umanità'''.
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==Storia==
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Agliè, città di origine romana fra le colline della frazione di Santa Maria delle Grazie, deve molto probabilmente il suo nome al colono romano ''Alliacus''.
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La prima menzione nei documenti locali risale al '''1141'''.
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Agliè non partecipò mai alle rivolte antifeudali e antisavoiarde del '''secolo XIV''', divenne però, suo malgrado, teatro dello scontro civile tra i guelfi di San Martino d'Agliè e i ghibellini Conti di Volperga.
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Nel '''XIV secolo''', senza una guida stabile, subì due saccheggi ad opera di mercenari. 
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Nel '''1355''' fu donata dall'imperatore Carlo V ai Conti di Monferrato, i quali incapaci di mantenere una stabilità politica, lasciarono la città in preda a saccheggi e devastazioni che ne decimarono la popolazione.
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La pace arrivò nel '''1391''' con i Savoia, i quali si impegnarono a distribuire concessioni alla popolazione e talvolta anche privilegi.
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I primi statuti comunali furono redatti nel '''1448''', oggi conservati nell'archivio municipale.
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La guerra tornò a sconvolgere la città nel '''XIV secolo''', con la lotta tra la Savoia e la Francia. Nel '''1561''' fu ristabilita la pace e i conti, signori locali, giurarono fedeltà al duca Emanuele Filiberto di Savoia.
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Uno dei personaggi più importanti nella storia di Agliè è '''Filippo San Martino'''.
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Luogotenente della Compagnia delle Corazze di Vittorio Emanuele I nel '''1630''', Filippo appoggiò i madamisti (aristocratici sostenitrici di Cristina di Francia) quando Cristina di Francia salì al potere. Divenne primo Ministro e consigliere personale della reggente e, grazie alle doti diplomatiche, assicurò il trono a Carlo Emanuele.
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Nel corso della carriera Filippo si procurò molti nemici, uno fra questi fu il potentissimo '''Cardinale Richelieu''' che gli procurò l'arresto nel '''1640'''. Liberato solo alla morte del prelato, Filippo San Martino si ritirò a vita privata nel castello di Agliè curandone il restauro e l'ampliamento.
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La città venne acquistata nel '''1764''' da Carlo Emanuele III, per poi essere rivenduta al suo secondogenito Benedetto Maria Maurizio, duca di Chiabalese. La nuova reggenza apportò ulteriori modifiche al Castello e si impegnò nella costruzione di vie e piazze. Vennero, inoltre, edificate gallerie di collegamento fra il castello e la chiesa.
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Durante il periodo napoleonico Agliè venne invasa dai francesi, i quali, nel '''1796''', spogliarono il castello del proprio mobilio e dei preziosissimi suppellettili conservati al suo interno.
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Nel '''1825''', con la fine dell'era bonapartista, il castello fu preso in custodia da Carlo Felice che ne curò il restauro con progetti dell'architetto Borda di Saluzzo. Negli '''anni trenta''', dopo lunghe trattative, i principi Savoia-Genova vendettero per sette milioni il castello allo Stato.
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==Da Vedere==
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===Castello Ducale===
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piazza del castello 1, Telefono 0124/330102
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[[Immagine:Agliè - Il castello.jpg|thumb|left|Il Castello Ducale]]
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Costruito intorno al  XII secolo dai signori di San Martino di Agliè come fortificazione allo scopo di difendere la città da attacchi nemici.
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Nel corso dei secoli ha subito numerosi restauri; fra i più imponenti va ricordato quello effettuato dal conte '''Filippo di San Martino''', consigliere della reggente Maria Cristina di Francia, che dal 1646 al 1657, realizzò la prima fondamentale trasformazione del maniero medioevale in residenza principesca.
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Il castello fu ampliato con ben trecento stanze arredate con preziosi mobili ,dipinti e sculture di pregevole qualità.
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Fu altresì creato un  giardino a terrazzamenti posti a diversi livelli, sostenuti da poderosi muri di sostegno con nicchie animate da statue di fauni ed eroi mitologici.
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Nel 1764 il Castello venne acquistato  da '''Carlo Emanuele III''' .
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Il nuovo signore del castello dà inizio ad  un grandioso progetto di riqualificazione e di ampliamento del complesso ed incarica di questo lavoro l’architetto Ignazio Birago di Borgaro.
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In questo periodo fu realizzata la bella  ''Fontana dei Quattro Fiumi'', posta nell’emiciclo tra il parco ed il giardino.
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[[Immagine:Agliè - Castello Ducale - La fontana dei quattro fiumi.jpg|thumb|right|La fontana dei quattro fiumi]]
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Al centro della fontana sono inserite  quattro statue, in marmo bianco,  che rappresentano : la  Dora che si getta nel Po, L’Orco giovane, il vecchio Malone, e i Tritoni.
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Gran parte del mobilio e dell'oggettistica fu trafugata a seguito dell'invasione francese in epoca napoleonica (1802 – 1814) .
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Il palazzo  fu utilizzato come ricovero per i soldati d'oltralpe in transito sul territorio.
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Il parco-giardino fu venduto a privati e vi venne costruita la strada di accesso al borgo, strada che tuttora divide il parco dal giardino.
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Con l'acquisizione del 1825 da parte del '''re Carlo Felice,''' il castello subì un ulteriore restauro affidato ai disegni dell'architetto Michele Borda di Saluzzo.
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Le pareti di molti saloni, la Galleria Verde e gli appartamenti del secondo piano vengono rivestiti in ''papiers-peints'', carte da parati dipinte interamente a mano.
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Nel 1849, il Castello  passa in eredità a '''Carlo Alberto'''  e al figlio cadetto '''Ferdinando''', primo '''Duca di Genova'''.
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La residenza diventa luogo di villeggiature aristocratiche : i duchi di Genova introdussero nel tempo varianti di arredo per rendere più funzionale l’abitazione per l’uso quotidiano,
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Nel 1939 lo Stato italiano acquista dai duchi di Genova per sette milioni di lire il palazzo.
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Durante il periodo bellico divenne segretamente adattato per nascondere oggetti e documenti provenienti da residenze e musei torinesi a forte rischio di esportazione da parte del comando  tedesco.
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[[Immagine:Agliè - Castello Ducale - Il giardino all'italiana.jpg|thumb|left|Il giardino all'italiana]]
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Il palazzo è oggi aperto al pubblico e si possono visitare le grandi sale con i pregevoli arredi, dipinti e opere d’arte di grande valore; interessanti i reperti archeologici di epoca greca e romana.
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Nel 2002 la residenza sabauda è divenuta set della nota fiction Elisa di Rivombrosa. Le sue fattezze barocche ben si prestavano come scenario di una storia d'amore ambientata nell'alta società del tempo.
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Il castello presenta una facciata monumentale con una grande scalinata a due rampe con balaustra in marmo.
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Ai piedi della scalinata si trova una fontana circolare che appartiene alla fase seicentesca del complesso.
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La residenza è totalmente immersa nel verde, il suo giardino in stile inglese e italiano offre una ricca varietà di fiori rari e alberi secolari.
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===Chiesa di Santa Marta===
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[[Immagine:Agliè - Chiesa di Santa Marta.jpg|thumb|left|Chiesa di S.Marta]]
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[[Immagine:Agliè - Chiesa di Santa Marta - Campanile.jpg|thumb|right|Il campanile]]
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Nel centro del paese di trova la chiesa di Santa Marta.
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Fu eretta negli anni centrali del Settecento sul sito di una chiesa preesistente di cui si ha notizia sin dal 1619, ma di cui si ignora la consistenza edilizia.
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Il progetto per la realizzazione di una nuova chiesa fu affidato all’architetto '''Costanzo Michela'''.
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Esternamente si presenta con armoniose curve in mattoni a vista tipiche dell’architettura piemontese di quel periodo.
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Sul fianco sinistro si innalza un curioso campanile triangolare costruito nel 1787 su disegno dello stesso Michela.
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===Villa Meleto===
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Telefono 0124/330150
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:A pochi chilometri dal centro cittadino è situata Villa Meleto, residenza del noto poeta '''Guido Gozzano'''. La residenza, dall'estetica estremamente raffinata quasi a conciliare lo spirito dell'artista, è immersa nel verde con un ampio giardino e un romantico lago. L'arrendamento interno esprime un'atmosfera liberty che ben richiama le nuove tendenze artistiche del secolo e diviene ulteriore ispirazione per lo scrittore piemontese.
  
 
==Vie e Piazze==
 
==Vie e Piazze==
In '''Piazza Castello''' si erge la '''Chiesa di San Massimo''' ed il monumentale [[/Castello]], da questa piazza si accede a '''Via Principe Tommaso''' che è la via principale del paese dove è collocato il Palazzo Municipale.
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[[Immagine:Agliè - Piazza Castello.jpg|thumb|left|Piazza Castello con la chiesa di S.Massimo]]
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In '''Piazza Castello''' si erge la '''Chiesa di San Massimo''' ed il monumentale '''Castello''', da questa piazza si accede a '''Via Principe Tommaso''' che è la via principale del paese dove è collocato il Palazzo Municipale.
  
 
Tra le vie più importanti ricordiamo '''Via Cesare Battisti'''.
 
Tra le vie più importanti ricordiamo '''Via Cesare Battisti'''.
  
==Dove Mangiare==
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*Ristorante Il Sole, Via Principe Tommaso, 43
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==Biblioteche==
 
==Biblioteche==
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*Coro Alpino La Rotonda, Slargo Interno Comune, 5
 
*Coro Alpino La Rotonda, Slargo Interno Comune, 5
  
==Memorie Storiche==
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==Numeri Utili==
Nel [[Libri/Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale]] ('''1833''') Goffredo Casalis così descrive il comune:
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{{Citazione|
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'''Agliè''' (''Agladium'' o ''Alladium''), capo-luogo di mand. nella prov. e dioc. d'[[Ivrea]], div. di [[Torino]], dipend. dal senato di Piem. Sotto gli uffizi d'intend. e prefett. d'Ivrea, d'insin. di [[Castellamonte]], d'ipoteca d'Ivrea, ed ha uffizio di posta.
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Nella Marca d'Ivrea, stampata l'anno 1804, si conferma quanto si ha dalla tradizione, che nel 1019 non esisteva in questo luogo tranne il paese di Macugnano (''Macugniacum''), che ora è detto Borgata della Rotonda. Ciò attestano le antiche cisterne, le cantine, le camere scopertesi negli scavi di alcuni prati di questo borgo, le quali sonosi conservate pei molti bitumi che le commettevano, e vengono tuttodì curiosamente osservate. E dove ora è Aglié, non sorgeva in quel tempo che un castello fortificato, con alcune case attigue. Diffatto in una carta di quell'anno, del conte Odone Guglielmo, è fatta unicamente menzione di ''Macugniacum''; e non si cominciò a parlare di ''Alladium'' se non che poco prima del 1141. Nei libri battesimali esistenti negli archivi della parrocchia di questo paese non si scorge data anteriore al 1638; e vuolsi che i precedenti libri sieno stati arsi per la peste che quivi infierì nel 1600: ne a più remota età accennano le memorie degli archivi del comune.
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Questo borgo, già appartenente ad un ramo cadetto de' signori del canavese, è posto in su un'amena ed ubertosa collina presso la sponda sinistra del rivo Malesina, 5 miglia prima ch'esso si getti nell'Orco, 7 a libeccio da Ivrea, 14 a settentrione da Chivasso, e 9 da Torino, d'onde vi si perviene per ampia e comoda strada. Il paese, benchè non molto grande, è tuttavia tenuto per uno de' borghi più rinomati del canavese, siccome quello che era cinto di mura, e atto a fare una lunga e vigorosa difesa, secondo che scrive Azario nella sua storia ''De bello canapitiano'', inserita nelle antichità italiane del medio evo del Muratori. I francesi vi posero un presidio, e Cesare di Napoli nel 1536 lo espugnò, con perdita di duemila uomini, al riferir di Agostino Della-Chiesa. L'etimologia del suo nome viene attribuita alla forma di un'ala, che aveva l'anzidetto castello, e così ''Alladium'' da ''Ala Dei''. Questo castello innanzi all'anno 1000 formava in un col piccolo recinto una fortezza di qualche rilievo, come lo dimostrano i diroccati baluardi, e i frantumi delle porte, e delle torri, i cui siti sono tuttora denominati il Bastion-Verde, il Rivellino, ed il Fossato; e come apparisce dalla storia sopraccennata. Nel 1775 induca del Ciablese fattone acquisto, lo fece riedificare, ed ampliare secondo il disegno del conte Borgaro, lo arricchì d'interni ornamenti e di copiosa biblioteca; e vi fece fare dal signor Benard un ampio e delizioso giardino, con bellissima fontana adorna di statue, ed un grandioso parco; sì che questo castello può dirsi il più vasto e sontuoso che veder si possa in tutta la provincia del canavese. Venuto quindi in proprietà del re Carlo Felice, vi aggiunse egli nuovi abbellimenti, fecevi nel 1825 costrurre un bel teatrino sul disegno dell'architetto Borda, saluzzese; e ridusse nel 1829 l'antico parco a giardino inglese della superficie di giornate 100. Di presente appartiene a S. A. R. il giovine principe Ferdinando, duca di Genova.
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Questo magnifico edifizio sta sopra un rialto in capo all'abitato: un ampio e superbo salone tutto ornato di bassi-rilievi ne dà l'ingresso dalla parte che guarda la piazza; ed un altro eguale salone serve d'entrata dalla parte opposta, verso il giardino: in questa sala si osservano i dipinti a fresco, opere di Gio. Paolo Ricci da Como, rappresentanti i principali fatti, e l'incoronazione del re Arduino. Negli appartamenti si osservano i dipinti del Crivelli, del Demorra, del Perego, e del cavaliere Beaumont. Quattro eleganti gallerie agevolano la comunicazione cogli appartamenti, oltre ad una quinta, che da l'accesso alla tribuna della chiesa parrocchiale. In una di quelle gallerie è disposta la serie cronologica dei ritratti de' cavalieri dell'ordine supremo dell'Annunziata. Nel giardino, dove sono diversi piani, osservasi un dilettevole gitto d'acqua ornato di statue di marmo, che rappresentano il Po e la Dora, pregiati lavori dei fratelli Collini, torinesi. Una regolare e spaziosa piazza è fra il castello e la chiesa parrocchiale, e a ponente dell'abitato havvi la vasta piazza d'arme, così detta di s. Anna. Durante il soggiorno della Reale Famiglia nel castello, vi è una stazione di 5 carabinieri a cavallo con un uffiziale; e inoltre un distaccamento del I.° reggimento di guarnigione della capitale, composto di 120 soldati con 6 uffiziali. Il duca del Ciablese soleva recarvisi a diporto insieme colla real corte, e vi rimaneva gran parte dell'anno. Il re Carlo Felice villeggiava circa 20 giorni in primavera, e 40 in autunno.
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*Ufficio Postale, Telefono 0124/330135
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*Croce Rossa Agliè, Telefono 0124/330252 - 0124/33953
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*Carabinieri Agliè, Telefono 0124/330103 - 0124/330153
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*Guardia medica, Telefono 0124/654111
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*Ospedale Ivrea, centralino Tefono 0125/4141
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*Ospedale Cuorgnè, centralino Tefono 0125/654111
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*Ospedale Castellamonte, centralino Telefono 0124/518111
  
La chiesa parrocchiale fu ried1ficata sul disegno del conte Borgaro nel 1775 dal duca del ciablese, concorrendovi alla spesa anche il comune. L'adornano alcuni buoni quadri, tra i quali quello dell'altar maggiore rappresentante la Madonna della Neve, opera di Felice Cervetti, torinese; quello della santissima Trinità, di Francesco Meiler, tedesco; e quello di san Domenico, d'Ignazio Nepote, pur torinese. E vi si ammira la statua colossale di legno dorato, che raffigura san Massimo di Riez, nel busto della quale sta una teca d'argento, dove sono contenute reliquie del santo vescovo, le quali vennero trasportate da Riez a' 19 di marzo del 1354 coll'assenso di Clemente VI, pontefice, che sedeva allora in Avignone, dal quale furono donate ai tre figli del conte d'Agliè, perchè avevano militato nella Provenza a favore di Giovanna, regina di Napoli. Annessa alla chiesa è una collegiata di sette canonici, uno de' quali è il parroco, col titolo di arciprete e vicario foraneo, le elezioni de' quali spettano a S. A. R. il duca di Genova. Evvi una confraternita appellata di s. Marta, che possiede una chiesa di bizzarro disegno, stata costrutta nel 1760 sul disegno dell'architetto Costanzo Michela. Nella chiesa annessa al cimiterio ammiransi pregiate statue, un Cristo in croce, ed un s. Gaudenzio, scolpite in legno dal Plura, torinese.
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==Informazioni Utili==
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{{Memorie_Storiche}} {{Dove_Mangiare}} {{Come_Arrivare}}  {{Impianti_Sportivi}}
  
Le strade comunali, che di qui si dipartono, sono sei, e tendono ai paesi confinanti di Bairo, Vialfrè, s. Giorgio, Cucceglio, Feletto, ed Ozegna; i due primi e l'ultimo de' quali luoghi, unitamente alla villata di s. Martino, fanno parte del capo di mandamento. Il rivo Malesina confina col territorio a ostro ed a ponente: sotto di esso rivo hannovi trasversalmente due spaziosi acquidotti, uno fatto fare nel 1764 dalle regie finanze pel passaggio del regio canale di Caluso; l'altro statovi costrutto nel 1819 dal comune pel passaggio delle acque del rivo appellato la Roggia: essi sono di cotto, e lastricati di larghe pietre, sulle quali scorre il rivo suddetto, che viene ingrossato dalle acque delle montagne di Baldissero, e da quelle dei paesi più vicini: ed è attraversato da ponti di mattoni. Il rivo Rualdo, che trae origine dai fonti delle colline del territorio, scorre nelle fosse, che stanno a levante e ad ostro dell'antica fortificazione, e passa sotto una galleria, fattavi costrurre nel 1775 dal duca del ciablese, lunga da circa 50 trabucchi, con
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==Galleria Foto==
volta a terzo acuto tutta di pietra di taglio: questo rivo è attraversato dalla strada di Cucceglio e Vialfrè per mezzo di un ponte di mattoni di un arco solo alto da 10 metri, fattovi costrurre nel 1832 dal comune. Le acque di questo rivo procacciano la feracità a quella parte di praterie, che ne ricevono l'irrigazione, e ciò a cagione delle materie collettizie, che trasportano, massimamente nel tempo delle loro piene. Il rivo Lovisetta, accresciuto dalle sole acque piovane, contiene nelle sue ghiaje pagliuzze d'oro eguali in bontà a quelle del torrente Orco. Il regio canale di Caluso attraversa il territorio, e si hanno di esso due concessioni d'acqua; una d'oncie 9, che dopo aver servito ad un filatojo, è destinata all'irrigazione; Momo, mediante il guado dell'Agogna; l'altra a mezzodì, che conduce a Solarolo alla distanza di un miglio e mezzo; la terza a ponente, che mena a Barengo a un miglio di lontananza. Per l'irrigazione delle campagne un canale d'acqua deriva dal Caro-Galiazza nei confini di Borgomanero, passa pel Caro-Dassi nel territorio della Rinalda, frazione di Barengo, ed entra nel Caro-Cid sul territorio di Agnellengo. Popolazione 230.
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2012, 2009, 2008

Agliè è situato in Piemonte in Provincia di Torino. La prima domenica di luglio si festeggia il Patrono, San Massimo. Tra gli edifici religiosi: Parrocchiale di San Massimo; Santuario di Santa Maria della Rotonda; Santuario Madonna delle Grazie, detta "i Tre Cioché" (tre campanili). Da Vedere: Castello Ducale.

Confina con i comuni di: Torre Canavese, Cuceglio, Ozegna, San Giorgio Canavese, San Martino Canavese, Vialfrè e Bairo.

La città è iscritta nella prestigiosa lista dei Siti UNESCO poichè il Castello ducale di Agliè fa parte delle Reggie Sabaude tutelate come bene Patrimonio dell'Umanità.

Indice

Storia

Agliè, città di origine romana fra le colline della frazione di Santa Maria delle Grazie, deve molto probabilmente il suo nome al colono romano Alliacus. La prima menzione nei documenti locali risale al 1141.

Agliè non partecipò mai alle rivolte antifeudali e antisavoiarde del secolo XIV, divenne però, suo malgrado, teatro dello scontro civile tra i guelfi di San Martino d'Agliè e i ghibellini Conti di Volperga.

Nel XIV secolo, senza una guida stabile, subì due saccheggi ad opera di mercenari.

Nel 1355 fu donata dall'imperatore Carlo V ai Conti di Monferrato, i quali incapaci di mantenere una stabilità politica, lasciarono la città in preda a saccheggi e devastazioni che ne decimarono la popolazione. La pace arrivò nel 1391 con i Savoia, i quali si impegnarono a distribuire concessioni alla popolazione e talvolta anche privilegi.

I primi statuti comunali furono redatti nel 1448, oggi conservati nell'archivio municipale.

La guerra tornò a sconvolgere la città nel XIV secolo, con la lotta tra la Savoia e la Francia. Nel 1561 fu ristabilita la pace e i conti, signori locali, giurarono fedeltà al duca Emanuele Filiberto di Savoia.

Uno dei personaggi più importanti nella storia di Agliè è Filippo San Martino.

Luogotenente della Compagnia delle Corazze di Vittorio Emanuele I nel 1630, Filippo appoggiò i madamisti (aristocratici sostenitrici di Cristina di Francia) quando Cristina di Francia salì al potere. Divenne primo Ministro e consigliere personale della reggente e, grazie alle doti diplomatiche, assicurò il trono a Carlo Emanuele. Nel corso della carriera Filippo si procurò molti nemici, uno fra questi fu il potentissimo Cardinale Richelieu che gli procurò l'arresto nel 1640. Liberato solo alla morte del prelato, Filippo San Martino si ritirò a vita privata nel castello di Agliè curandone il restauro e l'ampliamento.

La città venne acquistata nel 1764 da Carlo Emanuele III, per poi essere rivenduta al suo secondogenito Benedetto Maria Maurizio, duca di Chiabalese. La nuova reggenza apportò ulteriori modifiche al Castello e si impegnò nella costruzione di vie e piazze. Vennero, inoltre, edificate gallerie di collegamento fra il castello e la chiesa.

Durante il periodo napoleonico Agliè venne invasa dai francesi, i quali, nel 1796, spogliarono il castello del proprio mobilio e dei preziosissimi suppellettili conservati al suo interno.

Nel 1825, con la fine dell'era bonapartista, il castello fu preso in custodia da Carlo Felice che ne curò il restauro con progetti dell'architetto Borda di Saluzzo. Negli anni trenta, dopo lunghe trattative, i principi Savoia-Genova vendettero per sette milioni il castello allo Stato.

Da Vedere

Castello Ducale

piazza del castello 1, Telefono 0124/330102

Il Castello Ducale

Costruito intorno al XII secolo dai signori di San Martino di Agliè come fortificazione allo scopo di difendere la città da attacchi nemici.

Nel corso dei secoli ha subito numerosi restauri; fra i più imponenti va ricordato quello effettuato dal conte Filippo di San Martino, consigliere della reggente Maria Cristina di Francia, che dal 1646 al 1657, realizzò la prima fondamentale trasformazione del maniero medioevale in residenza principesca.

Il castello fu ampliato con ben trecento stanze arredate con preziosi mobili ,dipinti e sculture di pregevole qualità.

Fu altresì creato un giardino a terrazzamenti posti a diversi livelli, sostenuti da poderosi muri di sostegno con nicchie animate da statue di fauni ed eroi mitologici.

Nel 1764 il Castello venne acquistato da Carlo Emanuele III .

Il nuovo signore del castello dà inizio ad un grandioso progetto di riqualificazione e di ampliamento del complesso ed incarica di questo lavoro l’architetto Ignazio Birago di Borgaro.

In questo periodo fu realizzata la bella Fontana dei Quattro Fiumi, posta nell’emiciclo tra il parco ed il giardino.

La fontana dei quattro fiumi

Al centro della fontana sono inserite quattro statue, in marmo bianco, che rappresentano : la Dora che si getta nel Po, L’Orco giovane, il vecchio Malone, e i Tritoni.

Gran parte del mobilio e dell'oggettistica fu trafugata a seguito dell'invasione francese in epoca napoleonica (1802 – 1814) .

Il palazzo fu utilizzato come ricovero per i soldati d'oltralpe in transito sul territorio.

Il parco-giardino fu venduto a privati e vi venne costruita la strada di accesso al borgo, strada che tuttora divide il parco dal giardino.

Con l'acquisizione del 1825 da parte del re Carlo Felice, il castello subì un ulteriore restauro affidato ai disegni dell'architetto Michele Borda di Saluzzo.

Le pareti di molti saloni, la Galleria Verde e gli appartamenti del secondo piano vengono rivestiti in papiers-peints, carte da parati dipinte interamente a mano.

Nel 1849, il Castello passa in eredità a Carlo Alberto e al figlio cadetto Ferdinando, primo Duca di Genova.

La residenza diventa luogo di villeggiature aristocratiche : i duchi di Genova introdussero nel tempo varianti di arredo per rendere più funzionale l’abitazione per l’uso quotidiano,

Nel 1939 lo Stato italiano acquista dai duchi di Genova per sette milioni di lire il palazzo.

Durante il periodo bellico divenne segretamente adattato per nascondere oggetti e documenti provenienti da residenze e musei torinesi a forte rischio di esportazione da parte del comando tedesco.

Il giardino all'italiana

Il palazzo è oggi aperto al pubblico e si possono visitare le grandi sale con i pregevoli arredi, dipinti e opere d’arte di grande valore; interessanti i reperti archeologici di epoca greca e romana.

Nel 2002 la residenza sabauda è divenuta set della nota fiction Elisa di Rivombrosa. Le sue fattezze barocche ben si prestavano come scenario di una storia d'amore ambientata nell'alta società del tempo.

Il castello presenta una facciata monumentale con una grande scalinata a due rampe con balaustra in marmo.

Ai piedi della scalinata si trova una fontana circolare che appartiene alla fase seicentesca del complesso.

La residenza è totalmente immersa nel verde, il suo giardino in stile inglese e italiano offre una ricca varietà di fiori rari e alberi secolari.


Chiesa di Santa Marta

Chiesa di S.Marta
Il campanile

Nel centro del paese di trova la chiesa di Santa Marta.

Fu eretta negli anni centrali del Settecento sul sito di una chiesa preesistente di cui si ha notizia sin dal 1619, ma di cui si ignora la consistenza edilizia.

Il progetto per la realizzazione di una nuova chiesa fu affidato all’architetto Costanzo Michela.

Esternamente si presenta con armoniose curve in mattoni a vista tipiche dell’architettura piemontese di quel periodo.

Sul fianco sinistro si innalza un curioso campanile triangolare costruito nel 1787 su disegno dello stesso Michela.







Villa Meleto

Telefono 0124/330150

A pochi chilometri dal centro cittadino è situata Villa Meleto, residenza del noto poeta Guido Gozzano. La residenza, dall'estetica estremamente raffinata quasi a conciliare lo spirito dell'artista, è immersa nel verde con un ampio giardino e un romantico lago. L'arrendamento interno esprime un'atmosfera liberty che ben richiama le nuove tendenze artistiche del secolo e diviene ulteriore ispirazione per lo scrittore piemontese.

Vie e Piazze

Piazza Castello
Piazza Castello

Piazza Castello con la chiesa di S.Massimo

In Piazza Castello si erge la Chiesa di San Massimo ed il monumentale Castello, da questa piazza si accede a Via Principe Tommaso che è la via principale del paese dove è collocato il Palazzo Municipale.

Tra le vie più importanti ricordiamo Via Cesare Battisti.






Biblioteche

  • Biblioteca Civica, Via Principe Tommaso, 22
  • Biblioteca del Castello di Agliè, Castello ducale

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Associazione Avulss di Agliè, Via Blummer, 7
  • Associazione Santa Maria della Rotonda Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale, Borgata Santa Maria, 42

Complessi Bandistici e Corali

  • Coro Alpino La Rotonda, Slargo Interno Comune, 5

Numeri Utili

  • Ufficio Postale, Telefono 0124/330135
  • Croce Rossa Agliè, Telefono 0124/330252 - 0124/33953
  • Carabinieri Agliè, Telefono 0124/330103 - 0124/330153
  • Guardia medica, Telefono 0124/654111
  • Ospedale Ivrea, centralino Tefono 0125/4141
  • Ospedale Cuorgnè, centralino Tefono 0125/654111
  • Ospedale Castellamonte, centralino Telefono 0124/518111

Informazioni Utili

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