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Foto Fara Gera d'Adda:
2012, 2009, 2008

Fara Gera d'Adda è situato in Lombardia in Provincia di Bergamo. Il 26 agosto si festeggia il Patrono, Sant’'Alessandro. Tra gli edifici religiosi: Chiesa parrocchiale di Sant'Alessandro.

Confina con i comuni di: Cassano d'Adda, Vaprio d'Adda, Canonica d'Adda, Pontirolo Nuovo e Treviglio.

Indice

[modifica] Dove Mangiare

  • Ristorante La Corrente, Via Adda, 18
  • Ristorante La Lanca sull'Adda, Via Crespi, 2107

[modifica] Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Via Rosa, 2

[modifica] Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Al di Là del Mio Naso C'E'..., Via Europa, 1
  • Associazione non Riconosciuta Amici di Gabry-Onlus, Via G. Matteotti, 125
  • Associazione Volontari Italiani del Sangue Sezione Comunale, Piazza Patrioti, snc

[modifica] Informazioni Utili

Immagine:icona_train_t.gif Come Arrivare

[modifica] Memorie Storiche

Il libro Antiquario della Diocesi di Milano (1828) così riporta:

Fara aveva un antico monastero unito alla chiesa di s. Alessandro. Per molti secoli fu Fara soggetta coi beni del soppresso monastero al vescovo di Bergamo, il quale nel 1784 essendo entrato al possesso di quella parte della diocesi milanese, che è situata sul Bergamasco, dovette rilasciare questa parrocchia posta nel Milanese ed anche i beni che qui godeva di diritto della sua mensa vescovile.

Berengario, duca del Friuli, ed indi re d'Italia, e poi imperatore, stette in Fara alcuni giorni circa l'anno 885, e per le insolenze de' suoi furono gli abitanti costretti a fuggire altrove.

Eravi in Farà un forte castello, di cui s'impadronì il Barbarossa dopo lungo contrasto.

mentre in Corografia dell'Italia (1833) così viene descritto il comune:

FARA, grosso villaggio presso la sinistra sponda dell'Adda, quindi da alcuni chiamato Fara di Gera d'Adda. Sta 14 miglia a mezzodì da Bergamo, 3 a maestro da Treviglio e 20 all'oriente da Milano, il di cui territorio è doviziosamente irrigato da due canali derivanti uno dall'Adda e l'altro dal Brembo.

Berengario I re d1 Italia quivi stette varii giorni nell'anno 885 con grosso corpo di militi. Eravi un forte castello, del quale si impadronì l'imperadore Federico Barbarossa dopo lungo contrasto. Compresi i casali di Baldesca, della Veneziana e Massari de' Melzi vi si contano più di 1,200 abitanti, e la sua chiesa parrocchiale ristaurata dal duca Francesco Melzi nel 1804, dipende dalla plebana di Treviglio. In oggi questa terra non è più cinta di mura, ma ne restano le vestigia.

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