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Foto Pontida:
2012, 2009, 2008
Il lavatoio di Odiago

Pontida è situato in Lombardia in Provincia di Bergamo. Il 25 luglio si festeggia il Patrono, San Giacomo. Tra gli edifici religiosi: Abbazia di Pontida, detta Monastero di San Giacomo.

Confina con i comuni di: Caprino Bergamasco, Carvico, Cisano Bergamasco, Sotto il Monte Giovanni XXIII, Villa d'Adda, Palazzago, Ambivere, Brivio e Calco.

Indice

Dove Mangiare

  • Antica Hosteria Di Odiago, Via Tasso, 24
  • Ristorante Pizzeria Circolo Del Cacciatore, Piazza S. Carlo, 52
  • Ristorante Grill Roboris, Via Lecco, 569
  • Ristorante La Marina, Via Don Aniceto Bonanomi, 283. Telefono: 035-795063

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Via Lega lombarda, 30
  • Biblioteca San Giacomo del Monastero benedettino, Piazza Giuramento, 155

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Associazione Vol. Italiani del Sangue Sezione Comun. di Pontida, Via Roma, 36

Informazioni Utili

Icona train t.gif Come Arrivare

Bibliografia

  • San Giacomo di Pontida. Nove secoli di storia, arte e cultura, Giovanni Spinelli, Ed. Bolis (1996)
  • Conoscere Pontida, Eugenio Guglielmi, Ed. Il Pomerio (1991)

Memorie Storiche

La Guida Storico-Statistica Monumentale dell'Italia e delle Isole (1857) riporta:

Pontita, che incontrasi in seguito, è paese di 2000 abitanti, assai noto per la famosa lega Lombarda, che venne conchiusa nell'ex Monastero della parrocchiale il 7 aprile 1166, contro Federico Barbarossa; la sua chiesa parrocchiale è di grandiosa gotica architettura; si crede fondata nel IX secolo, e nel X vi si aggiunse un monastero di Cluniacensi. Vedesi ancora nella chiesa il sepolcro del suo fondatore Alberto di Sogra, di pietra e con iscrizioni e figure emblematiche a basso-rilievo, lavoro del XIII secolo; è adorna eziandio di buoni dipinti. Ne' suoi dintorni veggonsi resti di fortilizj.

Mentre in Corografia dell'Italia, III° volume (1834), così viene descritto il comune:

PONTITA o PONTIDA, vill. di Lombardia, prov. di Bergamo, dist. di Caprino, tra le meridionali pendici del monte Sambernardo e le boreali del monte Canto, il quale quivi sorge quasi isolato, per cui in tempo d'inverno toglie il sole ad una parte del di lui territorio il quale è quasi tutto montuoso; e quella parte ch'è rivolta ad ostro è coperta di vigneti, feraci di perfetto vino. Sta un miglio a scirocco da Caprino, 10 a maestro da Bergamo e quasi 3 dalla sinistra riva dell'Adda. Vi si annoverano quasi 3,900 abitanti, compresi quelli delle sue 14 frazioni chiamate Faida, Castello, Valmora, Gromfaleggio, Somasca, Gandorla, Gromolungo, Ginestero, Gaggio, Odiago, Fontanafredda, Buongiorno, Drizzago e Cadegliarici, molte delle quali hanno una propria chiesa. A soccorso dei suoi poveri vi è il luogo pio Sacchetti, cosi chiamato dal benemerito suo istitutore. La sua chiesa, di granitosa gotica costruzione a tre navate, titolala a san Giacomo, dicesi del IX secolo, e fu nel vicino monastero, già dei Cluniacesi, che si tenne un generale congresso dai deputati delle città lombarde di parte Guelfa contro l'imp. Federico Barbarossa. Nell'alleanza che vi fu conchiusa nel giorno 7 di aprile 1166, all'articolo primo venne stabilito di rifabbricare Milano stata ditrutta nel 1162, e di aiutare i Milanesi a ripatriarsi. Il secondo patto fu di vicendevolmente soccorrersi sia contro le forze, che contro le insidie dei Ghibellini. Per tale associazione l'imp. Barbarossa fu costretto nel 1168 a ritornarsene in Germania per la Savoia, unica via libera che gli rimanesse. Nel 1183 quelle città, colla pace di Costanza, ebbero poi la gloria di vedere assicurata la loro municipale indipendenza sotto la protezione degli imperadori. Rimangono ancora nell'anzidetta chiesa le pitture, nelle quali veggonsi effigiati i personaggi che intervennero a quel celebre congresso. Nel 1374 Barnabò Visconti prese a viva forza quel fortificato monastero coll'eccidio di tutti i monaci e con la morte di Guglielmo Coleone e d'altri capi di parte guelfa, che per difenderlo vi si erano rinchiusi. Quivi cessò di vivere quel curato Landolfo Liprando, il quale per sostenere le pretese del papa, in un tumulto popolare ebbe dai Milanesi mozze le orecchie ed il naso, e nel 1103 provò col fuoco, che l'arciv. Grossolano era simoniaco.

Nel I° volume (1832) così viene descritta la frazione del comune:

CANTO, casale di Lombardia e frazione della comunità di Pontita, prov. di Bergamo, dist. di Caprino. I suoi dintorni abbondano di viti e di gelsi.