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Foto Salassa:
2012, 2009, 2008

Salassa è situato in Piemonte in Provincia di Torino. Il 24 giugno si festeggia il Patrono, San Giovanni Battista. Tra gli edifici religiosi: Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista.

Confina con i comuni di: Valperga, Rivarolo Canavese, Oglianico, San Ponso e Castellamonte.

Indice

Complessi Bandistici

  • Società Filarmonica Salassese, Piazza Marconi, 5

Storia

Le origini del borgo sono incerte, ma comunque remotissime; una interpretazione legherebbe il nome ai Salassi, la più importante tribù gallo-celtica che abitava il Piemonte in età preromana. Se si accettasse questa interpretazione il castrum Salassorum sarebbe un insediamento romanizzato in epoca posteriore.

In assenza di reperti o manufatti risalenti a questa remota epoca, c'è chi ritiene Salassa un ex sala longobarda, ovvero un insediamento rurale risalente alle migrazioni del VI secolo.

In entrambe le ipotesi non è chiaro quanto il processo insediativo sia stato costante, anche al netto delle flessione demografica che occorse in Italia con la caduta dell'Impero Romano, prima delle invasioni barbariche. Alcune interpretazioni sosterrebbero che il nucleo abitativo si sviluppi solo a partire dal 1030 quando, a seguito di una piena del torrente Orco, qui si sarebbe riversata la popolazione in fuga di Canava, che rappresentava il borgo più popolato in questa area a ridosso del famoso cursus publicus che univa Pont a Chivasso.

Salassa fu feudo dei conti di Valperga e come borgo fra i più importanti del canavese fu travolto da una serie di tumulti, sia signorili che popolari. Con riferimento ai primi, il canavese era fondamentalmente spartito fra i Valperga, legati al marchese ghibellino del Monferrato e i San Martino che ricadevano nell'influenza dei guelfi principi d'Acaja, che rappresentavano un ramo dei Savoia.

Gli scontri fra i Valperga e i San Martino rientravano nello scontro fra guelfi e ghibellini e fra le due potenze egemoni, quella sabauda e quella monferrina, in lotta per il primato regionale.

Agli scontri fra la nobiltà canavesana si sovrappose la lotta pauperista dei Tuchini: si trattava, essenzialmente, di una lotta dei poveri e dei contadini contro il servaggio feudale e la protervia delle nobiltà che assumeva la forma dell'erosione degli usi civici. Queste due rivolte si intrecciarono, giacchè le forze in gioco cercarono di utilizzare a proprio vantaggio la suburra in rivolta.

Ciò detto, Salassa venne occupata e saccheggiata varie volte, fra XV e XVI secolo.

Il Seicento, invece, vide le truppe francesi operare altrettante dolorose incursioni.

Nonostante le altre invasioni patite in occasione della Guerra di successione spagnola (XVII secolo) e in epoca napoleonica (XIX), il patrimonio architettonico ha resistito piuttosto bene.

L'economia di Salassa è essenzialmente agricola.

Da Vedere

La Torre-Porta
E' una delle più famose del canavese e risale all'antico ricetto del XIII secolo, andato perduto nei secoli. E' alta ben 24 metri. :La struttura è aperta da un grosso fornice ad arco ribassato sul quale insistevano dei battenti rinforzati ed una saracinesca azionata da un grosso meccanismo, come è possibile evincere dall'apposito spazio realizzato per alloggiare la carrucola, appena sopra l'estradosso.
Sopra si sviluppano tre livelli di finestre, di cui il più importante è l'ultimo ed è formato da una torre vedetta con vista a 360 gradi, dal quale era possibile sorvegliare o sparare in tutte le direzioni. La finestra centrale, invece, è stata ingrandita al fine di alloggiare un orologio.
Parrocchiale di San Giovanni Battista
E' una bella fabbrica che coniuga elementi tardobarocchi ad altri più classicheggianti che già preannunciano il neoclasicismo. La facciata, tripartita, è decorata con lesene di ordine corinzio, un rosone cieco, e delle volute poste in prossimità degli spioventi che terminano con delle gugliette.
Il portale centrale è decorato con timpano semicircolare, mentre quelli laterali, architravati, recano degli acroteri.
All'interno segnaliamo il bell'altare maggiore del 1764.
San Ponso
Si tratta di un'interessante chiesa neoclassica decorata con quattro colonne alveolate di ordine gigante con capitelli di gusto moderno, poste sul grosso basamento della fabbrica di piperno. Queste colonne sostengono una ricca cornice marcapiano modanata che, in prossimità delle colonne stesse, sorregge dei vasi. Il prospetto è coronato con un timpano triangolare che ospita una nicchia recante la statua del santo eponimo.

Informazioni Utili

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