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Salbertrand è situato in Piemonte in Provincia di Torino. Il 24 giugno si festeggia il Patrono, San Giovanni Battista. Tra gli edifici religiosi: Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista; Parrocchiale di San Cristoforo (in località Oulme).
Confina con i comuni di: Exilles, Pragelato e Oulx. E' a circa settantadue chilometri da Torino.
Indice |
[modifica] Ritratto della Città
Prime notizie archivistiche sul comune, nell'antica forma di Salabertana, risalgono in una donazione di Adelaide di Susa alla Prevostura di Oulx, nel XI secolo.
La prevostura era un ente autonome ecclesiastico, che godeva di diversi diritti patrimoniali, non ultimi quelli di proprietà sul fondo di Salbertrand che faceva parte del Delfinato.
Il Delfinato era, all'origine, un antico Stato indipendente francofono, facente parte del Sacro Romano Impero Germanico che fu incamerato solo nel 1349 dal re di Francia, Filippo VI, in quanto l'ultimo Delfino, Umberto II era rimasto senza eredi.
A Salbertrand ci fu una grande battaglia fra i valdesi, nell'ambito della Gloriosa rientrata, e i francesi, nel 1689, che vide i primi vincitori.
Salbetrand restò sotto la corona di Francia fino al 1714 quando, col trattato di Utrecht, firmato fra Luigi XIV, Filippo V di Spagna, la Regina Anna di Gran Bretagna e il Ducato di Savoia, non si decise di staccare la parte meridionale del Delfinato ed incorporarla al regno sabaudo. I Savoia, di fatti, completamente assorbiti nella sfera d'influenza francese, avevano cercato già nel 1688, con Vittorio Amedeo II, di smarcarsi da tale soggezione: in quell'occasione Vittorio Amedeo II aderì alla Lega di Augusta, fatta in funzione antifrancese da Giacomo II d'Inghilterra; ma, sconfitto dai Francesi, il Savoia fu costretto a ritornare sui suoi passi.
Una nuova occasione fu offerta dalla Guerra di Successione spagnola, quando praticamente tutte le potenze europee si lanciarono contro Luigi XIV per impedire l'unificazione della corona francese con quella spagnola, determinatasi per motivi dinastici, e che avrebbe comportato l'egemonia indiscussa dei Borbone in Europa.
La vittoria dei Savoia, in quell'occasione, affermò l'autonomia del regno sabaudo dalla Francia e portò Salbertrand, insieme al basso Delfinato nel Piemonte.
Le politiche di italianizzazione forzata promosse dal fascismo crearono molti problemi alla comunità locale occitana: dal 1937 fino al 1955 il comune fu italianizzato col nome di Salabertano.
Il Santo patrono, Giovanni Battista, è una delle personalità più importanti dei Vangeli. La sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l'opera di Gesù. Protettore dei sarti (in quanto era uso farsi gli abiti da solo con il pelo dei cammelli), dei conciatori di pelle (per via della cinta di cuoio che indossava alla vita), dei prigionieri e dei condannati a morte. Viene festeggiato il 24 giugno, giorno della sua natività.
[modifica] Frazioni
- San Romano
- Rival
- Plans
- Deveys
- Fenils
- Eclause
- Moncellier
- Oulme
- Gorges
- Seu
- Combes
- Freneè
[modifica] Dove Dormire
- Campeggio " Gran Bosco " *** , Strada Statale Monginevro ,75 Telefono 0122-854653
- Rifugio " Daniele Arlaud " , Montagne Seu - Parco Gran Bosco (m.1800)
[modifica] Dove Mangiare
- Ristorante " Due Bandiere " , Piazza Martiri Libertà , 2 Telefono 0122-854640
- Ristorante " Il Covo " , Viale Stazione , 12 Telefono 0122-854776
- Ristorante " Gran Bosco "(c/o Camping Gran Bosco) , Via Monginevro , 70 Telefono 329-1651725/
- 380-4121086
- Ristorante " Il Gigante e la Gallina " , Frazione Deveys , 1 Telefono 380-4121086
- Rifugio " Daniele Arlaud " , Montagne Seu - Parco Gran Bosco - Telefono 333-4303219/335-401624
[modifica] Da Vedere
- Parrocchiale di San Giovanni Battista :
- donata dal Marchese Oddone di Savoia e dalla Contessa Adelaide di Susa, sua moglie , è un'eccezionale monumento eretto fra XIV e XV secolo. La facciata è aperta da un portico gigante ad unico fornice ogivato . All'interno del nartece è il bellissimo portale gemino centinato, decorato con un archivolto strombato ed una lunetta cieca: il lavoro si deve a Matteus Rode e risale al 1512. Sul lato destro sono delle tracce di un ciclo di affreschi raffigurante la Cavalcata dei vizi e delle virtù. All'interno si osservino i pregevoli affreschi di Giovanni Dideri di Avigliana che nel 1508 realizza le Vite dei Santi eremiti Paolo e Antonio ed una Vergine di Misericordia in cui la Madonna–Chiesa con le braccia aperte accoglie sotto il suo manto fedeli e committenti.
- Due imponenti fontane di pietra , che riportano le date di posa:
- - anno 1524 , sulla fontana a vasca rettangolare sita a metà borgo e molto apprezzata per i fregi :dell'epoca;
- - anno 1525 , sulla fontana a vasca ottagonale sita in Piazza San Rocco .
- Polo molitorio d’Eclause :
- Si tratta di mulini da farina , a ruota orizzontale , posti lungo la medesima bialera . Uno di essi è divenuto , ai primi del 1900 , mulino idroelettrico , mentre gli altri hanno via via perso la propria funzione . A fine 1800 risultavano attivi nella località solo due opifici , e troviamo due date: 1763 , inciso sull’architrave ligneo del terzo mulino e 1858 , inciso su una pietra della muratura del successivo . L’ultimo mulino , più basso d’alcune decine di metri rispetto al livello dei primi opifici , è ridotto alla condizione di rudere , ma , nell’edificio accanto si trova una macina che ne testimonia ancora la funzione .
- Polo molitorio di Oulme :
- Si trova allo sbocco del Rio Secco , nella valle della Dora . In un affascinante contesto boschivo , sorgono alcuni edifici di grandi dimensioni , che accoglievano almeno un mulino , una pesta da canapa e una forgia a doppio maglio . L’intero insieme di vani , in origine fra loro comunicanti , si addossa alla parete rocciosa e la sfrutta come parte integrante della struttura . L’interessante architettura , oggi quasi scomparsa , ha lasciato tracce nella parete rocciosa , come l’imposta di un’arcata che dava accesso al vano contenente i magli . L’acqua era poi convogliata verso valle con un complesso sistema di canali e pozzi realizzati in muratura a secco.
- Mulino di San Bernardo :
- Quest’opificio non esiste più , ma nel giardino dell’abitazione che ne ha preso il posto , si trovano una vasca da pesta e due macine da farina , a ricordo della duplice funzione che aveva questo mulino mosso , almeno nell’ultima fase della sua vita , da una ruota verticale .
- Mulino idraulico del Martinet :
- L'antico mulino ospita al suo interno tre distinti impianti:
- - il mulino vero e proprio con tutti i macchinari originali ;
- - una pista in monoblocco di pietra in cui veniva effettuata la sfibratura della canapa e la :lavorazione di vari tipi di semi per la produzione di olio alimentare e per illuminazione ;
- - moderni pannelli di controllo della dinamo ed il quadro di distribuzione dell'energia elettrica , :ivi prodotta .
- Mulino , a ruota orizzontale , di Frenée :
- Struttura composita ( forse un frantoio ) al cui corpo centrale , che accoglieva l’installazione idraulica ed era di modeste dimensioni , è stato addossato un edificio più grande di due piani ( reca la data 1696 incisa nello stipite di una finestrella ) .
- Sull’altro lato , in un tempo successivo , venne addossato un corpo di fabbrica contenente il forno, creando l’insieme di vani come oggi visibile . L’interno del mulino non è visitabile.
[modifica] Specialità enogastronomiche e dolciarie
- Patata del " bur " : di piccole dimensioni , a volte piccolissime , ha una forma allungata e leggermente ricurva , con buccia sottile( color giallo paglierino ) , polpa morbida e paglierina.
[modifica] Numeri Utili
- Associazione Nazionale Alpini , Piazza Martiri della Libertà , 3 , Telefono 0122-854707
- Associazione Sport e Cultura , Piazza Martiri della Libertà , 1
- Bocciofila Iris , Piazza Martiri della Libertà, 1
- Club Alpino Italiano , Piazza Martiri della Libertà , 3 , Telefono 328-2120651
- Corpo Volontari Anti Incendio Boschivo , Piazza Martiri della Libertà , 1 Telefono 0122-854710
- Istituto Comprensivo , Piazza Martiri , 4 Telefono 0122-854680
- Parco del " Gran Bosco " , Via Fransuà Fontan , 1 Telefono 0122-854720/0122-854421
- Parrocchia San Giovanni Batista , Piazza Martiri Della Liberta' 3 Telefono 0122-622194
- Scuola di intaglio e scultura , Via Roma , 59 , Telefono 0122-854558
- Scuole elementari , Piazza Martiri della Libertà , 4 Telefono 0122-854744
- Ufficio Postale , Via Roma , 19 Telefono 0122-854518
- Vigili del fuoco , Via stazione , 33 , Telefono 0122-854667
[modifica] Musei
- Ecomuseo " Colombano Romean "
- Si tratta di un museo all'aparto di tipo etnoantropologico, parte del percorso pedagogico del parco.
- Per la sezione cultura materiale, rientrano sia il " mulino idraulico " ( a ruota orizzontale , con ingranaggi in legno e pietra ) sito nel capoluogo, che il " forno a legna " della frazione Oulme . Il percorso include una ghiacciaia ottocentesca e una ricostruzione di un manufatto disegnato dal grande architetto finlandese Alvar Aalto.
[modifica] Curiosità
- La devozione dei Miystères
- Sino al 1700 , sui sagrati delle chiese , venivano recitati i “ mystères “ ( le storie del martirio dei Santi ) per incutere nel popolo il terrore del male e del peccato. Fra i più celebri testi sacri il mistero di San Giovanni Battista , del 1546 , del capoluogo .
- Le strade dei Valdesi
- nell'ambito della “ Gloriosa rientrata “ ( rifiutando i Valdesi l’ipotesi di un esilio quale conseguenza della politica di Luigi XIV di Francia e di Vittorio Amedeo II che impose ai suoi sudditi di religione riformata di cessare ogni manifestazione pubblica , di demolire i luoghi di culto allontanando i loro ministri e di battezzare i figli nella Chiesa romana ) , alla fine del XVII secolo a Salbertrand ( provenienti dalla Savoia , dopo una marcia di 14 giorni ) ci fu una grande battaglia che vide vincitori i Valdesi .
[modifica] Aree Protette
- Parco del Gran Bosco
- si estende sulla destra orografica della Val di Susa ( Alpi Cozie Settentrionali , dal Comune di :Salbertrand al Comune di Chiomonte ) ed è costituita da foresta mista di abete bianco e abete rosso, :unica nel panorama della vegetazione piemontese . Gran parte dell'interesse , in passato , aveva :motivazioni di tipo economico : queste abetaie fornivano ( già nel 1700 ) il legname per le grandi :travature , a vena dritta , impiegato nelle opere di ingegneria militare e civile , quali l'Arsenale :di Torino , la Basilica di Superga ed il Castello di Venaria Reale . La grande varietà di ambienti e :di specie floristiche consentono l’abitazione di : rapaci diurni ( Astore, Sparviero e Poiana ) e :notturni ( Allocco , Gufo Reale e Civetta ) ; tra i mammiferi le lepri , gli scoiattoli, le :marmotte, la volpe e i mustelidi (ermellino, donnola, martora, faina e tasso) ; gli ungulati
- camoscio,cinghiale,cervo e capriolo .
[modifica] Opere Ingegneristiche
- Impianto idroelettrico di Salbertrand/Chiomonte ( del 1910 )
- l'impianto ( con salto di 326 metri ) sfrutta le risorse idriche della Dora Riparia e dei tre rii minori Pontetto , Galambra e Clarea . Nella centrale di Chiomonte sono installati tre gruppi di generazione .
[modifica] Fortificazioni
- Forte di Pramand
- Tale forte , non più agibile e pericolante , fu costruito nel 1891 ed era dotato:
- - sul fronte Ovest , di 8 cannoni ( collocati in una unica grossa casamatta protetta da una lastra in ghisa spessa oltre 20 cm e non piu' presente) ;
- - sul fronte Sud-Est , di 2 cannoni ( posti in casematte di muratura ) . Era completamente :circondato da un fossato che e' stato ricoperto.
[modifica] Complessi Bandistici
- Banda Musicale Alta Valle Susa , Piazza Martiri della Libertà , 3 Telefono 0122-854672
- Gruppo Folkloristico Aoute Doueire, Piazza Martiri Libertà , 3 Telefono 0122-854672
[modifica] Informazioni Utili
[modifica] Bibliografia
- Salbertrand: storia di una comunita alpina e della sua valle, Clelia Baccon Bouvet; Melli (1999)
- Salbertrand e le sue frazioni, a cura del gruppo della Vilha; Delta Print (1988)
- Il ponte di Salbertrand: il ritorno dei valdesi in Italia: 1689, Giorgio Bouchard, disegni di Umberto Stagnaro, fotografie di Attilio Merlo; Claudiana (1989)
- La mineralizzazione piritoso-cuprifera di Salbertrand (Val di Susa, Alpi occidentali), Luigi Leardi, Pietro Natale, in Bollettino della Associazione mineraria subalpina, A. 22, n. 1/2 (1985)
[modifica] Memorie Storiche
Nel Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale (1848) Goffredo Casalis così descrive il comune:
Salabertrand (Sala Bertani), com, nel mand. di Oulx, prov. e dioc. di Susa, div. di Torino. Dipende dal senato di Piem., intend. prefett, ipot. di Susa, insin. e posta di Oulx. Sta nella valle di Oulx sulla manca sponda della Dora Riparia, a libeccio di Susa, da cui è lontano sei miglia. Di tre miglia circa è la sua distanza dal capoluogo di mandamento. La strada che da Susa mette al Monginevro, passa per Chiomonte, Exilles, Salabertrand, Oulx, Cesana e Claviers; la sua lunghezza da Susa insino al dipartimento francese delle alte-alpi, è di metri 36990. Da questa strada si diparte un tronco fra Salabertrand ed Oulx presso la villata di Olm, che si dirige a Savoulx.
La valle, ove giace Salabertrand, dalla villata di Zamorra a due miglia superiormente ad Oulx fin presso a Chiomonte è della lunghezza di nove miglia circa. Il tratto di paese che da Oulx si estende fino a Salabertrand è largo 400 metri circa; il suolo di questo tratto è assai fertile, e coltivato con diligenza dai solerti abitatori. Da Salabertrand a Susa il terreno atto a coltivazione, vieppiù si ristringe per lo avvicinarsi delle montagne.
Oltre le produzioni vegetabili, di cui toccammo all'articolo Oulx, esistono nel particolare territorio di Salabertrand alcune cave e miniere. Nel sito detto Trou du Seguret evvi una cava di calce carbonata, magnesifera, non che cristalli di feldspato in decomposizione, legati con un cemento di calce grossolana. In una regione, che chiamasi delle Ferriere, ed è compresa nei fondi comunali, sta una miniera di ferro oligista in matrice quarzosa. Un'altra miniera di ferro oligista si coltivò nel tempo del cessato governo francese, ma fu poi abbandonata perchè il ferro che si ricavava era troppo fragile, epperciò atto a pochi usi.
Questo villaggio, che appartenne alla diocesi di Pinerolo, e poi a quella di Susa, già esisteva nel secolo X, e se ne ha menzione in un atto del 1057, con cui la celebre marchesana Adelaide fece varie donazioni. Cart. Ulc. num. XCVIII. Fu eretto in contado a favore dei Marchizj, dai quali passò ai Ferri.
Popolazione 1168.








